Piastri, su McLaren, vince il GP di F1 del Belgio. Dietro di lui il suo compagno di squadra Norris, quindi un ottimo Leclerc su Ferrari. Gara cominciata con notevole ritardo, causa pioggia (tra l’altro bisognerebbe chiedere alla FIA per quale motivo si continuano a portare i pneumatici full wet, se poi, quando piove, le auto rimangono in garage), che ha fatto vedere il meglio all’inizio. Prima lo splendido sorpasso di Piastri ai danni di Norris. Poi il duello Leclerc Verstappen per il terzo posto, che ci ha fatto tornare al 2022, quando i due lottavano, almeno per la prima metà di stagione, per il mondiale. Per il resto poi tanta tensione, ma poca azione.

Piastri is back
Dopo un paio di weekend non da lui, Piastri torna all’antico. In Belgio si è rivisto il silenzioso e glaciale sicario, che eravamo soliti guardare ed ammirare durante la prima parte di stagione. Veloce sin dal venerdì (Piastri va davvero forte sui circuiti con curvoni veloci), ha chiuso il weekend con una splendida vittoria, che gli permette di allungare su Norris, in un mondiale sempre più papaya. Anche Norris in Belgio è tornato alle vecchie abitudini. Una partenza poco brillante, un errorino qui, un lungo lì, e Piastri è scappato via, ancora una volta. Se vuole vincere il mondiale, Lando deve lasciare a casa il “fratello” pasticcione, e tornare a fare ciò che ha fatto in Austria e a Silverstone. E deve farlo già dalla prossima gara in Ungheria. Su Verstappen c’è davvero poco da scrivere. Il ragazzo, nonostante il pargolo arrivato da poco, va sempre fortissimo. Vince la sprint race con una prova da fenomeno. Ma sulla gara lunga, dove il passo conta molto di più, sono usciti ancora una volta tutti i limiti di quel trattore che chiamiamo Rb 21.
Ferrari rimandata
Il terzo posto di Leclerc in Belgio non è da buttare. In tempi di vacche magre, ci prendiamo tutto. Certo dopo settimane di hype per la nuova sospensione posteriore, qualcosina in più era lecito aspettarselo. Non dico superare le papaya e nemmeno giocarsela alla pari. Ma almeno non prendere il solito mezzo minuto. Detto ciò, non me la sento di bocciare tutto dopo solo un weekend (tra l’altro quello della sprint race, dove si prova molto poco). In Ungheria avremo qualche risposta in più. Parlando di risposte, Hamilton domenica ha battuto un colpo. Però troppo poco, troppo tardi, dopo un inizio di weekend davvero disastroso. Chi invece ha cominciato male ed ha finito persino peggio è stata la Mercedes. Nonostante il freddo, molto apprezzato dalla vettura dei crucchi, Russell ed Antonelli hanno fatto davvero fatica, sin dal venerdì. Tra l’altro fossi in loro, e nei tecnici Mercedes, comincerei a preoccuparmi. Perché se è vero che “una rondine non fa primavera”, quando ne si vedono 3/4, allora forse ci siamo. Dopo il Canada, i Mercedes hanno preso solo bastonate e sembrano aver perso la bussola.

Il Belgio per quelli dietro
Bentornata Williams. Dopo un lungo periodo di “riflessione” lo storico tema inglese mette a segno un gran bel colpo, con il 6 posto di Albon, davanti alla Ferrari di Hamilton. A rovinare in parte la domenica della Williams ci ha pensato Sainz, con un’altra prestazione da dimenticare. Il pilota spagnolo continua a prendere mezze piste dal compagno di squadra, e non sembra trovare la quadra. Bene anche Gasly e Bortoleto, che portano punti pesantissimi per la sempre più agguerrita lotta per il mondiale costruttori. Male le Haas. Dopo un inizio di weekend più che promettente, gli americani, sul più bello, sono scomparsi, con entrambi i piloti fuori dai punti.

