Qualcuno sa dove sia la hit dell’estate 2025? L’estate sta finendo e non c’è traccia di LA CANZONE estiva. Perché manca un tormentone? TikTok, streaming e sottoculture digitali stanno cambiando le regole della musica, ma come?
Il tormentone come inno collettivo
Per decenni la musica dell’estate ha creato un senso di appartenenza a dei modelli dominanti, segnavano il tempo e sancivano un “vibe” condiviso. Più che semplici brani orecchiabili, i tormentoni erano carichi di significato, evocando il ricordo degli amori in spiaggia, le feste, le vacanze. Partendo dalla Macarena, passando per Waka Waka, Despacito e arrivando infine alla Brat Summer 2024, ogni anno almeno un brano ci perseguitava in spiaggia, al bar, in radio… ma ora? Nonostante siano molti i brani che hanno provato a scalare le classifiche mondiali, nessuno è riuscito ad essere particolarmente dirompente.
Estate 2025, nuove hit musicali?
Il pop, inteso come unitario e egemonico non funziona più? Sicuramente sta subendo duri colpi.
Il più grande “curatore” musicale ad oggi è TikTok (sempre lui), propone canzoni veloci, immediate, poco stratificate ma abbastanza attraenti da diventare Trend. Trend che durano poche settimane, lasciando poca traccia di sé. Siamo troppo fluidi per ancorarci a un’unica sonorità, troppo variegati per sentirci parte di un gusto collettivo.
Un tempo a dettare le regole delle hit estive erano le radio, la tv, le case discografiche e il pubblico ascoltatore inevitabilmente veniva travolto dalle scelte univoche di queste ultime, oggi invece il vero selezionatore è l’algoritmo che personalizza i gusti. Niente più pubblico mondiale ma dei micro-target che si identificano in una sottocultura ben definita.
È la fine di un’era?
Non si può affermare con certezza che siamo giunti al crepuscolo dei tormentoni estivi ma è evidente che qualcosa sia cambiato in modo profondo. Negli ultimi anni, l’esperienza d’ascolto ha subito trasformazioni leggere; molti studiosi della musica contemporanea hanno riscontrato questa criticità e hanno evidenziato che la cultura dell’ascolto è sempre più solitaria.
Indossiamo le cuffie e scegliamo di sentirci come vogliamo senza che nessuno ce lo suggerisca, esigenti e insofferenti alle imposizioni ci isoliamo nella nostra estetica (anche questa permeata dai modelli social). In questo nuovo scenario, il pop ha dovuto lasciare spazio anche alla musica di nicchia, che non è più una limitazione ma un orgoglio digitale.
Frammentazione digitale d’identità
La musica è sicuramente una delle forme d’arte più impattante dell’ultimo ventennio, ma se prima univa ora divide. C’è chi ascolta la musica reggaeton e vive la propria estate su una spiaggia tropicale e in discoteca. C’è chi trascorre la bella stagione in città, le discoteche non propongono musica latina ma hyperpop o musica techno.
C’è chi invece torna indietro e preferisce sprofondare nella nostalgia del cantautorato italiano. Ognuno ha la propria musica dell’estate, ora più che mai nella storia della globalizzazione.

