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Lomas de Poleo Planta Alta, Messico, 8 croci rosa nel luogo in cui furono trovate 8 vittime di femminicidio nel 1996

Le donne scomparse in Messico, perché non se ne parla?

Dal 1993 migliaia di donne sono sparite a Ciudad Juárez, città diventata nota come “città letale per le donne”. Ritrovati più di 400 corpi con segni di violenze brutali, e oltre 20.000 donne risultano ancora scomparse.

Dal 1993 nello stato di Chihuaha, Ciudad Juàrez è palcoscenico di assassini senza volto che violentano e brutalmente uccidono centinaia di donne.

Nonostante l’arresto di 18 persone e la condanna di 10 di loro, le autorità sono incapaci di identificare i veri responsabili del massacro. Peggio ancora, gli omicidi continuano al tasso sconvolgente di due vittime al mese. Ciudad Juàrez è ora considerata la capitale mondiale del “femminicidio”, per il numero sconvolgente di donne uccise, “la Città delle Donne Morte”, così la chiamano gli stessi messicani.

Di cosa stiamo parlando..

Intorno alla città c’è il deserto, che si interrompe a nord verso le catene montuose. La città pullula di pick-up, auto e camion, che all’ora di punta bloccano le strade portando a casa la gente che lavora nelle fabbriche. Nel 1966 Ciudad Juárez fu sede delle prime fabbriche e con esse si sviluppò il primo Parco Industriale in Messico, nello stile dei parchi industriali statunitensi.

Trovandosi al confine presenta una serie di elementi che la rendono sempre più attraente per l’installazione degli impianti, tra cui: la manodopera a basso costo, la vicinanza geografica con gli Stati Uniti, i costi di trasporto inferiori e inoltre permettono al personale americano di vivere nel suo paese e viaggiare quotidianamente verso il luogo di lavoro. Oltre ai marchi americani si possono intravedere anche nomi di aziende tedesche, giapponesi e altri. Proprio questo fenomeno ha attirato con il passare del tempo molti messicani da tutto il paese e questi “nuovi lavoratori” hanno modificato la città.

Il caso delle donne

Negli ultimi anni si è parlato sempre di meno dei casi di omicidi e di persone scomparse e, Ciudad Juarez, resta tristemente famosa per quelle che sono chiamate le croci rosa e per l’alto numero di scomparsi. Croci di legno dipinte di rosa affondate nel terreno: nascono per opera di madri e padri, sorelle e fratelli, su cui sono incisi i nomi delle donne assassinate, i messaggi delle loro famiglie e le decorazioni floreali. Tra le autorità, c’è chi squalifica le vittime, liquidandole come prostitute e tossicodipendenti.

L’antropologa Julia Monárrez Fragoso, propone la definizione di “femminicidio sessuale sistemico”, in quanto le caratteristiche delle donne uccise, per i corpi ritrovati e di quelle scomparse sono più o meno le stesse. Le vittime sono generalmente giovani donne, adolescenti e ragazze tra i 7 e i 25 anni, con risorse limitate e spesso in cerca di lavoro. L’ ANSA, ha dichiarato che gli investigatori hanno trovato 381 corpi ammucchiati in un crematorio privato a Ciudad Juarez, nel nord del Messico. Denunciando la negligenza da parte delle pompe funebri:
   

“I 381 corpi sono stati collocati irregolarmente nel crematorio”.

I corpi ammucchiati senza ordine, gettati lì uno sopra l’altro. Secondo il pubblico ministero, i corpi sono sorvegliati in attesa della cremazione, mentre le autorità ritengono che siano abbandonati da oltre due anni. Il Messico è un paese fortemente colpito dalla criminalità organizzata, e sta attraversando una crisi fortissima.

Le donne ritrovate sono strangolate a seguito di violenze sessuali, la loro colpa? Probabilmente essere maggior forza lavoro rispetto agli uomini? Il motivo è ancora sconosciuto, ma al giorno in Messico muoiono 11 donne. I responsabili impuntiti e sconosciuti. Le indagini non vanno avanti, e gli addetti al lavoro non sono interessati ad indagare nonostante l’apertura dell’apposito dipartimento.

Quanto ancora resteremo in silenzio? Quante altre donne devono morire?

Sara Ginevra Marra


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