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Oscar 2026: premi, vincitori e sorprese

6 statuette d’oro a Una battaglia dopo l’altra, 0 per Marty Supreme. Come da tradizione, gli Oscar 2026 fanno discutere. Si è tenuta nella notte tra il 15 e il 16 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles la 98ª edizione degli Academy Awards, condotta per il secondo anno consecutivo da Conan O’Brien. Quest’anno le categorie in gara sono state 24, dopo l’introduzione del premio al miglior casting. Vediamo insieme cosa è successo, tra esiti scontatissimi e colpi di scena!

Una battaglia dopo l’altra: il vincitore assoluto

Non c’è dubbio: quella del 2026 è l’edizione di Paul Thomas Anderson. Con ben 6 statuette portate a casa su 13 nomination, l’adattamento in chiave contemporanea di Vineland, romanzo di Thomas Pynchon, supera le già altissime aspettative e sorpassa Sinners, il suo rivale principale per quest’edizione.

Una battaglia dopo l’altra è considerato da alcuni uno dei film più politici premiati agli Oscar. È una tragicommedia atipica, una storia di lotta e resistenza, che segue il gruppo rivoluzionario di estrema sinistra French 75 e spinge ad una riflessione sul potere, sul compromesso e sul valore dei propri ideali e delle proprie convinzioni. La storia si muove attraverso Bob – interpretato da Leonardo DiCaprio -, ex rivoluzionario e padre che si ritrova coinvolto a malincuore nella vicenda per portare in salvo sua figlia. Una pellicola avvincente e toccante, che merita tutti i riconoscimenti ricevuti. Che abbia anche risvegliato in qualcuno lo spirito rivoluzionario?

Premi aggiudicati:

  • Miglior film
  • Miglior regia – Paul Thomas Anderson
  • Miglior sceneggiatura non originale
  • Miglior attore non protagonista – Sean Penn
  • Miglior montaggio
  • Miglior casting
Il cast di Una battaglia dopo l'altra sul palco degli Oscar 2026
Il cast di Una battaglia dopo l’altra sul palco degli Oscar 2026

I Peccatori: lo pseudo-musical horror che ha affascinato tutti

Al secondo posto tra i film più premiati troviamo il diretto rivale: Sinners è stato il film con più nomination di quest’edizione. Ben 16, e riesce a conquistare 4 statuette. Tra queste, quella di miglior attore protagonista per Michael B. Jordan. O meglio, protagonisti. Ebbene sì: il film segue due fratelli gemelli, Smoke e Stack, interpretati entrambi da Michael B. Jordan, che ha infatti dovuto girare quasi tutte le scene due volte, e sempre in maniera impeccabile.

Sinners usa il genere soprannaturale per parlare di razza, identità, famiglia e sopravvivenza durante il periodo del Jim Crow South, caratterizzato da leggi razziali stringenti e disumane. La musica gioca un ruolo fondamentale, fa da motore narrativo, diventa il luogo in cui la comunità si incontra e talvolta collega il mondo umano con quello soprannaturale dei vampiri attraverso sequenze che hanno funzione quasi rituale o spirituale. Il blues rappresenta la storia e la sofferenza della comunità afroamericana, e allo stesso tempo scandisce la tensione tra vita e morte, la spinta alla libertà e alla resistenza.

Premi aggiudicati:

  • Miglior attore protagonista – Michael B. Jordan
  • Miglior sceneggiatura originale – Ryan Coogler
  • Miglior colonna sonora originale – Ludwig Göransson
  • Miglior fotografia – Autumn Durald Arkapaw
Michael B. Jordan con il premio Oscar per Miglior attore protagonista
Michael B. Jordan con il premio Oscar per Miglior attore protagonista

Frankenstein: il vincitore estetico

Il nuovo adattamento di Frankenstein in collaborazione con Netflix era senza ombra di dubbio il più chiacchierato nelle categorie artistiche e tecniche. Dalla resa estetica mozzafiato, il Frankenstein di Guillermo del Toro torna a casa esattamente con i premi che ci si aspettava.

La ricostruzione di un mondo fatto di architetture gotiche e laboratori scientifici curatissimi donano al film una sensazione di materialità tangibile, che si avvicina al reale ed evoca un’inspiegabile nostalgia per l’Europa romantica dell’Ottocento. La fotografia dai chiaroscuri marcati e dalle palette fredde creano un’atmosfera coerente con il romanzo di Mary Shelley, e i costumi e i trucchi contribuisco, oltre alla riuscita eccezionale dell’estetica, alla coerenza interna della narrazione, aiutandoci ad immergerci completamente nella storia.

Premi aggiudicati:

  • Miglior scenografia
  • Migliori costumi
  • Miglior trucco e acconciatura
Scena tratta da Frankenstein di Guillermo del Toro
Scena tratta da Frankenstein di Guillermo del Toro

Marty Supreme: il grande escluso

Nonostante la presenza in ben 9 categorie in gara, che lo posizionavano tra i film con più nomination, il film sportivo-biografico su Marty Reisman torna a casa a mani vuote. E a mani vuote resta Timothée Chalamet, da molti considerato il favorito al premio come miglior attore protagonista. Dopo una lunga preparazione al ruolo, Chalamet non è riuscito ad aggiudicarsi l’ambito premio, per cui aveva già ottenuto la nomination nel 2018 con Call Me by Your Name. Che la polemica sull’Opera e il Balletto abbia inciso davvero sulla vittoria? Noi ne dubitiamo, nonostante l‘incredibile e innegabile prova attoriale svolta in Marty Supreme e che ha senza dubbio rappresentato il vero punto di forza dell’intera pellicola.

Timothée Chalamet Oscar 2026
Timothée Chalamet sul carpet degli Oscar 2026

Attenzione all’animazione!

Anche quest’anno i film d’animazione hanno fatto molto parlare di sé.

A trionfare nella categoria di miglior film d’animazione troviamo KPop Demon Hunters diMaggie Kang e Chris Appelhans. Il film segue una girl band K-Pop che conduce una doppia vita: le Huntr/x sul palco sono superstar musicali, fuori dal palco sono cacciatrici di demoni. Le protagoniste usano musica, danza e combattimento per proteggere i fan dalle minacce soprannaturali, mentre cercano di mantenere segreta la loro identità.

Le Huntrix sono diventate in poco tempo gli idoli musicali di milioni di bambini in giro per il mondo, arrivando a conquistare dischi di platino negli Stati Uniti e in Corea del Sud. Un successo cinematografico e musicale, che trionfa agli Oscar sotto lo sguardo sorpreso di qualcuno. Di certo non il film d’animazione più autoriale tra quelli in gara, ma di sicuro il più impattante tra i più piccoli.

Premi aggiudicati:

  • Miglior film d’animazione
  • Miglior canzone originale – Golden

Il corto d’animazione ad essersi aggiudicato il premio è The Girl Who Cried Pearls di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski. Toccante storia in spot-motion, è il racconto di un nonno a sua nipote su come ha ottenuto la perla che la bambina ha ritrovato nel suo studio. Affronta i temi della povertà, dell’amore e dell’astuzia, legati tutti da un’unica grande verità di fondo: una buona storia a volte può cambiarti la vita.

Premi aggiudicati:

  • Miglior cortometraggio d’animazione

Tirando le somme…

Quest’edizione degli Oscar è stata molto chiacchierata. Sono stati tanti i momenti di gioia. Ricordiamo Paul Thomas Anderson, che conquista finalmente le prime statuette dopo anni di tentativi. Menzione d’onore a Sentimental Value, miglior film internazionale, molto apprezzato per il suo approccio intimo e psicologico alla storia familiare. E ancora, citiamo l’intensa interpretazione di Jessie Buckley in Hamnet – Nel nome del figlio, che l’ha portata ad aggiudicarsi il premio come migliore attrice protagonista.

Ma di certo non sono mancate le polemiche. Oltre all’amaro in bocca per Marty Supreme, ci sono stati altri avvenimenti che hanno attirato l’attenzione del pubblico. Primo tra tutti, che antecede la notte degli Oscar, è la denuncia sui social di Motaz Malhees, attore palestinese tra i protagonisti del film La voce di Hind Rajab (candidato a Miglior film internazionale), a cui è stato negato l’accesso negli Stati Uniti per via della sua cittadinanza palestinese. Sullo stesso tema si è esposto l’attore Javier Bardem, che ha sfilato sul carpet con una toppa che recitava “no a la guerra” e ha esordito sul palco dicendo “no alla guerra, Palestina libera“.

Oscar 2026 Javier Bardem
Javier Bardem sul carpet degli Oscar 2026

Assente alla serata Sean Penn, vincitore del premio Miglior attore non protagonista; le motivazioni non sono note.

E voi cosa ne pensate? Vi lasciamo con una lista di tutti i vincitori degli Oscar 2026 in ordine di proclamazione!

Miglior attore non protagonista

  • Sean Penn in Una battaglia dopo l’altra
  • Benicio Del Toro in Una battaglia dopo l’altra
  • Jacob Elordi in Frankenstein 
  • Delroy Lindo ne I peccatori
  • Stellan Skarsgard in Sentimental value 

Miglior film d’animazione

  • KPop Demon Hunters di Maggie Kang e Chris Appelhans
  • Arco di Ugo Bienvenu
  • Elio di Domee Shi, Madeline Sharafian e Adrian Molina
  • La piccola Amélie di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han
  • Zootropolis 2 di Byron Howard e Jared Bush

Miglior cortometraggio d’animazione

  • The Girl Who Cried Pearls di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski
  • Butterfly di Florence Miailhe
  • Forevergreen di Nathan Engelhardt e Jeremy Spears.
  • Retirement Plan di John Kelly
  • The Three Sisters di Konstantin Bronzit

Miglior casting

  • Una battaglia dopo l’altra – Cassandra Kulukundis
  • Hamnet – Nel nome del figlio – Nina Gold
  • Marty Supreme – Jennifer Venditti
  • L’agente segreto – Gabriel Domingues
  • I peccatori – Francine Maisler

Migliori costumi

  • Frankenstein – Kate Hawley
  • Avatar – Fuoco e cenere – Deborah L. Scott
  • Hamnet – Nel nome del figlio – Malgosia Turzanska
  • Marty Supreme – Miyako Bellizzi
  • I peccatori – Ruth E. Carter

Migliore sceneggiatura originale

  • I peccatori, Ryan Coogler
  • Blue moon, Robert Kaplow
  • Un semplice incidente, Jafar Panahi e collaboratori
  • Marty Supreme, Ronald Bronstein e Josh Safdie
  • Sentimental value, Joachim Trier ed Eskil Vogt

Migliore sceneggiatura non originale

  • Una battaglia dopo l’altra, Paul Thomas Anderson
  • Bugonia, Will Tracy
  • Frankenstein, Guillermo del Toro
  • Hamnet – Nel nome del figlio, Chloé Zhao & Maggie O’Farrell
  • Train dreams, Clint Bentley & Greg Kwedar

Miglior trucco e acconciatura

  • Frankenstein – Mike Hill, Jordan Samuel, Cliona Furey
  • Kokuho – Kyoko Toyokawa, Naomi Hibino, Tadashi Nishimatsu
  • I peccatori – Ken Diaz, Mike Fontaine, Shunika Terry
  • The Smashing Machine – Kazu Hiro, Glen Griffin, Bjoern Rehbein
  • The Ugly Stepsister – Thomas Foldberg, Anne Cathrine Sauerberg

Miglior montaggio

  • Una battaglia dopo l’altra – Andy Jurgensen
  • F1 – Stephen Mirrione
  • Marty Supreme – Ronald Bronstein, Josh Safdie
  • Sentimental Value – Olivier Bugge Coutté
  • I peccatori – Michael P. Shawver

Migliore attrice non protagonista

  • Amy Madigan in Weapons
  • Elle Fanning in Sentimental value
  • Inga Ibsdotter Lilleaas in Sentimental value
  • Wunmi Mosaku ne I peccatori  
  • Teyana Taylor in Una battaglia dopo l’altra

Migliore scenografia

  • Frankenstein – Tamara Deverell, Shane Vieau
  • Hamnet – Nel nome del figlio – Fiona Crombie, Alice Felton
  • Marty Supreme – Jack Fisk, Adam Willis
  • Una battaglia dopo l’altra – Florencia Martin, Anthony Carlino
  • I peccatori – Hannah Beachler, Monique Champagne

Migliore canzone originale

  • Golden dal film KPop Demon Hunters – EJAE, Mark Sonnenblick, Joong Gyu Kwak, Yu Han Lee, Hee Dong Nam, Jeong Hoon Seon, Teddy Park
  • Dear me dal film Diane Warren: Relentless – Diane Warren
  • I lied to you dal film I peccatori – Raphael Saadiq, Ludwig Göransson
  • Sweet dreams of joy dal film Viva Verdi! – Nicholas Pike
  • Train dreams dal film Train dreams – Nick Cave, Bryce Dessner

Miglior cortometraggio documentario

  • All the Empty Rooms di Joshua Seftel
  • Armed Only With a Camera: The Life and Death of Brent Renaud di Craig Renaud
  • Children No More: Were and are Gone di Hilla Medalia
  • The devil is busy di Christalyn Hampton e Geeta Gandbhir
  • Perfectly a Strangeness di Alison McAlpine

Miglior documentario

  • Mr. Nobody against Putin di David Borenstein e Pavel Talankin
  • The Alabama Solution di Andrew Jarecki e Charlotte Kaufman
  • Come See Me in the Good Light di Ryan White
  • Cutting Through Rocks di Mohammadreza Eyni e Sara Khaki
  • The Perfect Neighbor di Geeta Gandbhir

Miglior sonoro

  • F1 – Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary A. Rizzo, Juan Peralta
  • Frankenstein – Greg Chapman, Nathan Robitaille, Nelson Ferreira, Christian Cooke, Brad Zoern
  • Una battaglia dopo l’altra – José Antonio García, Christopher Scarabosio, Tony Villaflor
  • I peccatori – Chris Welcker, Benjamin A. Burtt, Felipe Pacheco, Brandon Proctor, Steve Boeddeker
  • Sirāt – Amanda Villavieja, Laia Casanovas, Yasmina Praderas

Migliori effetti visivi

  • Avatar: Fuoco e cenere – Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon, Daniel Barrett
  • F1 – Ryan Tudhope, Nicolas Chevallier, Robert Harrington, Keith Dawson
  • Jurassic World – La rinascita – David Vickery, Stephen Aplin, Charmaine Chan, Neil Corbould
  • The Lost Bus – Charlie Noble, David Zaretti, Russell Bowen, Brandon K. McLaughlin
  • I peccatori – Michael Ralla, Espen Nordahl, Guido Wolter, Donnie Dean

Miglior cortometraggio (ex aequo)

  • The Singers di Sam A. Davis
  • Two People Exchanging Saliva di Natalie Musteata e Alexandre Singh
  • Butcher’s Stain di Meyer Levinson-Blount
  • A Friend of Dorothy di Lee Knight
  • Jane Austen’s Period Drama di Julia Aks e Steve Pinder

Migliore fotografia

  • I peccatori – Autumn Durald Arkapaw
  • Frankenstein – Dan Laustsen
  • Marty Supreme – Darius Khondji
  • Una battaglia dopo l’altra – Michael Bauman
  • Train dreams – Adolpho Veloso

Miglior film internazionale

  • Sentimental Value (Norvegia)
  • L’agente segreto (Brasile)
  • Un semplice incidente (Francia)
  • Sirāt (Spagna)
  • La voce di Hind Rajab (Tunisia)

Migliore colonna sonora

  • I peccatori – Ludwig Goransson
  • Bugonia – Jerskin Fendrix
  • Frankenstein – Alexandre Desplat
  • Hamnet – Nel nome del figlio – Max Richter
  • Una battaglia dopo l’altra – Jonny Greenwood

Miglior attore protagonista

  • Michael B. Jordan in I peccatori
  • Timothée Chalamet in Marty Supreme
  • Leonardo DiCaprio in Una battaglia dopo l’altra
  • Ethan Hawke in Blue Moon
  • Wagner Moura in L’agente segreto

Miglior regia

  • Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l’altra
  • Chloé Zhao per Hamnet – Nel nome del figlio
  • Josh Safdie per Marty Supreme
  • Joachim Trier per Sentimental value
  • Ryan Coogler per I peccatori

Migliore attrice protagonista

  • Jessie Buckley in Hamnet – Nel nome del figlio
  • Rose Byrne in Se solo potessi ti prenderei a calci
  • Kate Hudson in Song Sung Blue
  • Renate Reinsve in Sentimental Value
  • Emma Stone in Bugonia

Miglior film

  • Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
  • Bugonia di Yorgos Lanthimos
  • F1 di Joseph Kosinski
  • Frankenstein di Guillermo del Toro
  • Hamnet – Nel nome del figlio di Chloé Zhao
  • Marty Supreme di Josh Safdie
  • L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho
  • Sentimental value di Joachim Trier
  • I peccatori di Ryan Coogler
  • Train dreams di Clint Bentley

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