Kiss All The Time. Disco, Occasionally. segna il ritorno di Harry Styles, dopo quattro anni dall’uscita di Harry’s House. Il suo Love on Tour, durato due anni e concluso il 22 luglio 2023 a Reggio Emilia, lo ha consacrato ancora una volta come una delle pop star più rilevanti del terzo millennio.
I fan scalpitavano per l’uscita di HS4. Lo abbiamo visto passeggiare per Roma, Londra, New York, Berlino, ma nessuno sapeva se stesse scrivendo nuova musica o meno. In questi due anni di disoccupazione – o meritata pausa – Harry è stato visto correre due maratone, comprare utensili a Roma e lanciare una linea di sex toys. Non è stato visto parcheggiare una macchina, quello non sa farlo. Le poche informazioni che ci arrivavano su di lui lasciavano pensare a un periodo di totale riposo dalle sue attività musicali, tanto che alcuni fan avevano iniziato a sospettare un ritiro definitivo dalle scene.
Per fortuna non è stato così. Kiss All The Time. Disco, Occasionally. esce il 6 marzo con 12 nuove tracce, ma non è assolutamente come ce lo aspettavamo. Scopriamo insieme il nuovo volto di Harry Styles!
La nuova era
La quarta era di Harry Styles è stata preannunciata lo scorso dicembre in modo un po’ ambiguo. Il profilo YouTube ufficiale della star ha avviato una première dal titolo “Forever, Forever” senza alcun preavviso. Si è rivelato essere il video della sua esibizione finale del Love on Tour, quando a Reggio Emilia ha suonato un ultimo assolo al pianoforte prima di lasciare le scene per oltre due anni. Al termine del video, una semplice scritta: WE BELONG TOGETHER.
Da lì un silenzio durato due settimane. Addio definitivo? Teaser? La risposta è arrivata il 12 gennaio, quando in giro per il mondo sono iniziati a spuntare cartelloni con il nuovo payoff. Una chat su WhatsApp, qualche profilo fake su Instagram, e poi il 15 gennaio l’annuncio: Kiss All The Time. Disco, Occasionally. è il nuovo album di Harry Styles.

Il 22 gennaio viene annunciato il Together Together Residency Tour, che tocca solo 6 città in tutto il mondo: Amsterdam, Londra, São Paulo, Città del Messico, New York City, Melbourne e Sydney. Questa scelta ha generato un malcontento diffuso tra i fan, che è stato poi amplificato dai prezzi folli dei biglietti. Harry, due anni senza lavoro hanno fatto così male al tuo conto in banca?
Esce il 23 gennaio Aperture, primo singolo estratto dall’album. Lo stavamo aspettando tutti, ma non era ciò che ci aspettavamo. Sound elettro-pop, testo e ritmi ripetitivi, quasi claustrofobici, un video musicale ambientato in un hotel freddo e pieno di scale, porte e corridoi prima ampi e poi stretti, poi di nuovo ampi e poi stretti. Styles scappa, balla, lotta e poi si riposa. Canticchia “we belong together” e poi si mette a dormire. Che siano da ricercare qui questi due anni trascorsi fuori dalle scene?
Cosa è successo ad Harry Styles?
Nelle sue recenti interviste, Styles ha parlato di come abbia sentito la necessità di fermarsi per capire cosa volesse davvero per la sua vita. Gli ultimi anni no-stop avevano tirato troppo la corda, inserendolo in un vortice veloce in cui la vita aveva smesso di essere reale e, in un certo senso, di appartenergli appieno.
Intervistato da Zane Lowe per Apple Music, Harry afferma:
La fine dello scorso tour è stato il momento in cui mi sono fermato a guardare a come avevo fatto le cose. Mi ero sempre esibito in quel modo, il più possibile, e pensavo sarebbe sempre stato così. Questa volta stavo per compiere 30 anni e ho sentito il bisogno di prendermi una pausa, di fare una sorta di bilancio. Non volevo entrare subito nel processo di creare qualcosa, volevo prima capire, assicurarmi del fatto che amassi ancora tutto questo. Ovviamente sono molto fortunato ad avere la possibilità di fermarmi un secondo per farlo. È un bene avere momenti in cui ti fermi e chiedi a te stesso “lo faccio perché è quello che faccio da molto tempo, o perché lo amo davvero?“
Ciò che abbiamo visto in Aperture, quindi: la fuga dal mondo dello spettacolo per restare solo con se stesso, una lotta continua per ricercare la vera vocazione che, alla fine, è tornata – you’ve got to sit yourself down sometimes, dirà in Season 2 Weight Loss.
A Zane Lowe e successivamente durante la sua One Night Only a Manchester, tenuta il giorno di uscita dell’album e pubblicata successivamente su Netflix, Harry ha raccontato di un momento molto importate che lo ha riportato in contatto con il suo amore per la musica. Riguarda la sua amica Carla (a cui è dedicata l’ultima canzone dell’album), che ascoltando per la prima volta la musica di Simon & Garfunkel è stata inondata dalla magia e dall’emozione della scoperta, e ha ricordato al cantante «per quale motivo all’inizio è voluto entrare in contatto con la musica e farne parte in qualche modo».

Gli anni di pausa
In questi due anni e mezzo di pausa, Harry ha cercato di riscoprirsi rientrando in contatto con se stesso. Lo ha fatto attraverso nuove città e nuovi amici, lasciandosi andare a nuovi stimoli e cercando di ricordarsi che anche lui è una persona come tutte le altre. Parte importante del suo percorso di crescita, che lo ha portato alla realizzazione di questo album, è stata imparare a dire sì. Sì alle uscite con gli amici, sì a conoscere nuove persone, sì a farsi coinvolgere in piani che prima avrebbe allontanato radicalmente.
In questo modo Styles è riuscito a scoprire lati di sé che ancora non conosceva, ha capito che per scoprirti nel mondo devi dare modo alle cose di accadere. Durante il Zane Lowe Show racconta:
Ho tutte queste cose attorno a me tutto il tempo. È difficile tirare a sé tutte queste cose senza fare effettivamente spazio a queste cose. […] Credo di aver avuto una seria e onesta conversazione con me stesso in cui mi sono chiesto “tra cinque anni come voglio che sia la mia vita? E come faccio dei cambiamenti per mirare a questo?” […] Voglio essere soddisfatto, voglio buone relazioni con le persone, voglio una famiglia, queste cose. Mi ha permesso di dirmi “okay, cosa devo fare per creare uno spazio che permetta a queste cose di accadere?“. Non posso solo aspettarmi che mi accadano.
E così ha scoperto il pacere di sedersi in un bar a Roma per bere un caffè, la sensazione di libertà al centro di una pista in discoteca a Berlino, sentirsi vivo e parte di qualcosa durante un concerto a cui ha assistito tra il pubblico, guardando le persone attorno a sé che si divertivano, e ricordandosi che ama il suo lavoro proprio perché ama che le persone si sentano in quel modo.

Così, mentre tutti i suoi amici più stretti si sposavano e mettevano su famiglia, lui ha riscoperto pian piano che le priorità sono una cosa estremamente personale. E che la cosa più importante che si possa fare verso se stessi è non fingere, non forzare nulla, divertirsi e stare bene prima di qualunque altra cosa.
Kiss All The Time. Disco, Occasionally. nasce da quest’esigenza: sentirsi vivo, parte di qualcosa, essere fruitore della sua stessa arte, e allo stesso tempo creare qualcosa che faccia sentir vivi gli altri e che perduri nel tempo. Perché, in fin dei conti, in tutto questo ci stiamo insieme.
KISSCO: il nuovo Harry Styles
In KISSCO, come amano chiamarlo i fan, Harry esplora nuovi sound elettronici alternati a basi orchestrali che lasciano intravedere quello Styles intimo del primo album. HS4 è questo: un dialogo con se stesso e con gli altri, l’esplorazione dei dubbi tipici dei periodi di passaggio, l’apertura emotiva e la possibilità di far entrare la luce.
Nella prima parte dell’album, Harry mette subito in chiaro le intenzioni del disco. Dopo Aperture, che dà il via all’esperienza tra luce e ombra, e American Girls, che a qualcuno ha ricordato gli ultimi One Direction, Styles entra nel pieno dei pezzi divertenti e ballabili con Ready, Steady, Go! e Are You Listenting Yet?. Molti dei brani presenti nell’album seguono lo stesso vibe: strofe minimali e ritmi dance, bassi potenti e sintetizzatori, un continuo esercizio di creatività e libertà. La nuova musica di Harry esplora il groove, il funk e i ritmi da club, che si inseriscono anche all’interno dei brani più tipicamente da Harry, come Taste Back e The Waiting Game, in cui il ritmo disco si fa più romantico.
A segnare l’inizio della seconda metà dell’album c’è Season 2 Weight Loss, che ci inonda con un beat elettronico molto più marcato, ma che lascia spazio ad uno dei testi più vulnerabili dell’album. Lo fa prima di colpirci inaspettatamente con un brano intimo, melodico, il vero picco emotivo del disco: Coming Up Roses è l’unico pezzo scritto interamente da Harry, un brano d’amore che lascia da parte i sintetizzatori e dà spazio a pianoforte e archi, abbandona lo stato alterato per lasciarsi andare allo scenario onirico, dimostrando che la vita, quella reale, è fatta di momenti, fasi, ognuna con la propria dignità e la propria importanza. Ci ricorda così che «qualcosa non deve necessariamente durare per sempre per essere speciale».
Con Pop si ritorna sulla pista da ballo, riprendendo i temi psichedelici e presumibilmente riservati ad un pubblico adulto (this is not a family show…) e mixandoli con un sound che i fan sui social hanno associato al soft rock alternative dei 5 Seconds of Summer. Con Dance No More si fa un salto negli anni ’80 sulle piste newyorkesi tra una sfida di ballo e l’altra a suon di cori e synth. Che Harry durante i concerti abbia intenzione di farci lezioni di voguing? The music keeps hitting me like a ten out of ten!
In Paint By Numbers Harry tira le somme di tutta la sua vita fino a questo momento, tra la fortuna di essere notati e la sindrome dell’impostore, dall’essere un ragazzino che scopre l’arte ad avere la responsabilità di essere ascoltato da milioni di giovani e giovanissimi. L’album si conclude quindi con la resa dei conti, con la canzone che «ha risposto a tantissime domande». Se in Aperture Harry cercava la luce, in Carla’s Song la trova negli occhi di qualcun altro, ed è grazie a questa nuova connessione che ritrova se stesso. Ritrova la gioia di esistere, di essere presente, di fare ciò che gli piace gli davvero, oltre qualsiasi paura, perché l’amore e la passione continuano ad esistere anche quando non li vedi più. It’s all waiting there for you.
Harry Styles: un rebranding che ha senso
Ad un primo ascolto, KISSCO può stranire. Ma in realtà, a sentirlo e a guardarlo bene, quest’album è molto più coerente con il percorso di Harry di quanto sembri. I testi sono profondamente intimi, quasi spogliati di qualsiasi filtro: c’è una vulnerabilità che resta lì, esposta, senza troppe scorciatoie. Anzi, ribadita continuamente. Allo stesso tempo, però, non rinuncia mai a quel lato giocoso a cui ci ha sempre abituati. Tutto passa attraverso un linguaggio e delle sonorità nuovi, che non sono però un cambio di rotta casuale, ma lo specchio naturale di quello che ha vissuto negli ultimi anni.
Non dimentichiamoci, poi, di un elemento che, a pensarci, è lì da tanto tempo: il corpo, il movimento, il ballo. Harry ha sempre avuto una relazione molto fisica con la musica – come dimenticare i Satellite stomps -, ma adesso quel movimento diventa centrale, dichiarato. Non accompagna le canzoni, è parte integrante del loro significato.
In KISSCO cambia il modo in cui Harry si racconta. Se prima il suo era un racconto più individuale, ora diventa corale. Harry ha più volte ribadito la riscoperta importanza della convivialità, dell’amicizia, delle relazioni autentiche, il bisogno di condividere lo spazio con gli altri. Le sue prime performance della nuova era ne sono la dimostrazione lampante: la coreografia ai BRITs, i cori e i numerosi musicisti durante la One Night Only a Manchester, la presenza scenica che non è mai solo sua ma sempre distribuita, condivisa, dimostrano chiaramente il bisogno di far parte di qualcosa.
Molto nel suo nuovo album deriva dal desiderio di vivere le cose realmente e condividerle con le persone che fanno bene davvero alla propria salute mentale. Il tema della fotografia, che cattura il momento per ricordarlo, ma che non lo limita e non lo altera, è ricorrente nella costruzione della sua nuova immagine. Le macchinette fotografiche analogiche sono state un tratto distintivo dei suoi recenti eventi: ai listening party e alla ONO a Manchester, no phones allowed events, tutti i fan hanno avuto a disposizione una propria macchinetta usa e getta. La fotografia serve ad immortalare un momento di luce, di amore, di passione, ci unisce permettendoci comunque di vivere appieno ogni momento.
Vediamo poi un ritorno concreto alla musica suonata, costruita, vissuta. Nelle ultime esibizioni lo vediamo sul palco mentre suona, mentre mette mano ai sintetizzatori, mentre si riappropria fisicamente del processo creativo. E insieme a lui torna la sua band storica, che ormai è qualcosa che va oltre il lavoro: è una famiglia, nel senso più pieno del termine, seguendo quella linea emotiva che aveva già aperto con Matilda, quell’idea che una famiglia puoi anche costruirtela da solo.
I colori dell’album li conosciamo già: pink and blue forever, la stessa palette di Fine Line, album a cui è assimilabile per atmosfere e sensazioni. Un modo per dirci che sì, qualcosina è cambiato, ma è ancora quell’Harry che conoscevamo. Con gli immancabili Tyler Johnson e Kid Harpoon alla produzione, giochiamo ancora con le pistole d’acqua insieme agli amici d’infanzia.
Nel frattempo i capelli sono cambiati, gli outfit pure, gli anelli sono spariti, ma non ha smesso di giocare con il suo look. Sì, forse è cresciuto, ma è sempre lo stesso Harry che sorprende e affascina, ti invita a ballare e poi a riflettere, ti trasporta e si lascia trasportare con un sorriso ammiccante e un ringraziamento sincero.

Alla fine del Love on Tour, Harry aveva detto «see you when the time is right». In American Girls canta “right at home with perfect timing”. Non è un semplice ritorno sulle scene. È un ritorno a casa. Allora bentornato Harry!

