Ryan Gosling, negli ultimi anni, è diventato il simbolo di una mascolinità autentica, che sfugge agli schemi sociali precostituiti. I suoi personaggi sono lontani dalle pretese di una società che vuole gli uomini sempre forti. Dal ruolo di Sebastian Wilder in La La Land (2016) e quello di Ken in Barbie (2023) per poi arrivare al suo ultimo film ”L’ultima missione: Project Hail Mary” in cui interpreta lo scienziato Ryland Grace: personaggi diversi, ma con vari punti in comune.
Tra ambizioni e amore: Sebastian Wilder
Nel corso della sua carriera Ryan Gosling ha interpretato personaggi maschili complessi.
La svolta è arrivata nel 2016 grazie al film La La Land, in cui l’attore canadese ha interpretato il musicista jazz Sebastian Wilder: uomo appassionato, la cui storia non è di certo esente da inquietudini e problemi. La storia d’amore con l’attrice Mia Dolan (interpretata da Emma Stone) mostra quanto sia difficile conciliare le proprie ambizioni con una relazione sentimentale: questo aspetto dualistico è spesso analizzato in relazione alle donne, al forte impatto che può avere sulla loro vita.
In La La Land è evidente come, in realtà, possa essere difficile per ambedue i membri di una coppia: Mia e Sebastian si realizzano professionalmente, ma sacrificando la loro storia d’amore e il prezzo è alto per entrambi… o forse per Sebastian un pochino in più. Cinque anni dopo il loro ultimo incontro, Sebastian rivede Mia nel suo locale jazz insieme al marito, padre della sua bambina: uno scambio di sguardi suggella il finale agrodolce.
Il narciso Ken
Nel 2023 Gosling presta il volto al Ken di Greta Gerwig: un personaggio profondamente insicuro, che esiste solo in funzione di Barbie (interpretata da Margot Robbie).
La fragilità di Ken emerge perfettamente nella canzone ‘‘I’m just Ken”, sin dalle parole iniziali:
Doesn’t seem to matter what I do
I’m always number two
No one knows how hard I tried
A ciò si aggiunge la frustrazione, che deriva dal desiderio di essere notati da Barbie: solo lei può legittimare il suo valore, perché da solo non ci riesce (tipico dei narcisisti).
Il personaggio di Gosling è in cerca di una continua approvazione esterna, che lo rende completamente schiavo e dipendente da un meccanismo molto pericoloso: dopo il mancato tentativo di Ken e dei suoi compagni di prevalere a Barbieland, Barbie lo invita a costruire da solo la propria identità.
Un falso everyman: Ryland Grace
L’ultimo personaggio impersonato da Gosling è in linea con questa narrazione dell’uomo fragile ed emotivo: Ryland Grace, insegnante di scienze alle scuole medie, scelto dall’agente governativa Eva Stratt (interpretata da Sandra Hüller) per salvare la Terra. Grace si ritrova a destreggiare situazioni in preda all’ignoto: ne esce vincitore grazie all’empatia e all’amicizia con un alieno, ribattezzato come ”Rocky” proveniente da Eridano.
Il perno di questo film è costituito sicuramente dal rapporto di amicizia uomo-alieno, per il quale Grace decide di sacrificare il suo ritorno sulla Terra: anteponendo la salvezza di Rocky al proprio interesse, Ryland Grace dà un grande – primaria – importanza ai sentimenti, alla riconoscenza nei confronti dell’amico. In fondo la vera vittoria è questa: accettare la propria emotività, senza considerarla come una debolezza, e non sentirsi sempre in conflitto con gli altri.

