Al momento stai visualizzando YPOCULT: “Dramma della gelosia” ed il rispetto nell’amore

YPOCULT: “Dramma della gelosia” ed il rispetto nell’amore

Attraverso un capolavoro della commedia all’italiana, Ettore Scola, già nel lontano 1970, rifletteva su temi oggi profondamente attuali. Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) unisce la farsa alla tragedia per raccontare l’alienazione e la violenza, l’amore e il tradimento.

Da un amore a prima vista

Siamo a Roma, in una Capitale decadente e fatiscente a dir poco. All’inizio di un decennio — quello degli anni ’70 — che avrebbe segnato la storia italiana per le sue turbolenze sociali e fermenti ideologici. La partecipazione popolare alla vita politica del Bel Paese è diffusa quanto concitata.

Al termine di una Festa de l’Unità (al tempo organizzata annualmente dal PCI), la bella Adelaide (Monica Vitti) si avvicina ad Oreste (Marcello Mastroianni), che, stanco, si era assonnato in un angolo: lei è innamorata perdutamente di lui; lui, rozzo e scapestrato, non riesce a capacitarsi dell’inaspettato miracolo.

Dramma della gelosia: Marcello Mastroianni e Monica Vitti

A questo evento seguono sette mesi di amore travolgente, che culminano nella separazione di lui dalla propria moglie. Eppure, in uno Stato che ancora non contemplava l’eventualità del divorzio, Adelaide inizia a comprendere che un futuro col suo amato sarebbe stato ostico e sgraziato.

Una tragicommedia proletaria

Ciò che cambierà le sorti della coppia sarà l’incontro con Nello (Giancarlo Giannini), un ragazzo toscano che Oreste vorrà presentare alla sua compagna dopo che degli scontri con le forze armate li hanno fortuitamente uniti. Da qui, si infittiscono le trame di una tresca sentimentale che vede i due militanti contendersi la mano della camaleontica Adelaide, tra tentativi di soluzioni libertine e la disperazione di passioni confliggenti.

Ettore Scola e il duo di sceneggiatori Age e Scarpelli — autori iconici a cui dobbiamo opere come I soliti ignoti, L’armata Brancaleone e C’eravamo tanto amati — tratteggiano, dunque, con arguzia le vicende di un triangolo amoroso sullo sfondo di una Roma viva, denunciata per la sua caoticità ma al contempo valorizzata come scenario perfetto per un teatro popolare, con i caratteri vividi e ventrali delle personalità che lo abitano. E di indubbio impatto è la scelta di relegare alla realtà storica l’inquadratura dei complessi ideali che aggrovigliano i pensieri dei nostri protagonisti: Dramma della gelosia è una tragicommedia proletaria che, partendo dalla classe operaia romana, cattura i suoi caratteri umani e li rappresenta in scena,in quel tripudio di fermenti che hanno contornato gli anni di piombo.

Mastroianni, Vitti e Giannini

La regia è spontanea e frizzante, il ritmo della narrazione puntuale ed incalzante. Più volte i personaggi si rivolgono direttamente alla telecamera, come a volersi discolpare nei confronti dello spettatore per i fatti di cui seguiamo la ricostruzione.

Dramma della gelosia: Marcello Mastroianni, Monica Vitti e Giancarlo Giannini

Si stabilisce, perciò, un legame diretto con Oreste, Adelaide e Nello: una corrispondenza a cui siamo chiamati a partecipare. Ed, in effetti, diviene impossibile rimanere indifferenti dinanzi alle interpretazioni di Mastroianni, Vitti e Giannini: il primo, magistrale, lo troviamo immerso integralmente nei panni del rude muratore, lo osserviamo degradarsi ed estraniarsi dalla realtà in preda alla passione, impersonato finanche nei tic alle sopracciglia; l’attrice romana, invece, è emotiva ed esuberante nelle vesti di Adelaide, un’eroina romantica ma volubile, sfrontata ma incerta; il giovane Giannini, infine, lancia la sua carriera nel cinema dei grandi, regalandoci un pizzaiolo anarchico ed astuto, pronto a sconquassare la vita degli innamorati col suo baffetto malandrino. Un ménage à trois esplosivo, destinato, fin dal suo debutto nelle sale cinematografiche, a segnare la storia del settima arte.

Una lezione dal passato

Le note di Armando Tovajoli, poi, scandiscono con sensibilità lo svolgersi del dramma: dalle crisi di Oreste ai tentati suicidi di Adelaide e Nello, fino all’omicidio e alla pazzia.

Ettore Scola, da vero maestro della commedia all’italiana, lancia le più sferzanti critiche alla nostra società attraverso un riso beffardo. Così, a cinquant’anni dalle contemporanee mobilitazioni contro le relazioni violente ed il possesso scambiato per sentimento, Dramma della gelosia suonava già uno spietato campanello d’allarme in nome di un amore libero, consapevole e, soprattutto, rispettoso.

Lascia un commento