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CPR a Castel Volturno: è così necessario?

Dopo il primo evento ufficiale di Young Popular Opinion, tenutosi presso l’aula magna dell’ISIS “Vincenzo Corrado” di Castel Volturno, i giovani studenti sono stati divisi in gruppi e ciascuno ha scelto un tema legato al territorio, procedendo quindi alla stesura del proprio articoli. Di seguito, l’articolo della 5 A dell’Istituto, dal titolo “CPR a Castel Volturno: è così necessario?“.

Un centro di permanenza per il rimpatrio sul Litorale Domitio

Castel Volturno è già conosciuta per i suoi trascorsi tra criminalità organizzata, grossa presenza di immigrati clandestini e soprattutto abusivismo edilizio. Il “regalo” del governo Meloni, complice di una pessima gestione dell’immigrazione irregolare, vuole condannare definitivamente il territorio di Castel Volturno con la costruzione di un CPR, trasformando un territorio a vocazione turistica in una sorta di “Alcatraz” per immigrati irregolari.

Cosa è il CPR?

I CPR (Centri di Permanenza per i Rimpatri) in Italia sono strutture di detenzione amministrativa per cittadini stranieri non UE, sprovvisti di documenti in regola o destinatari di provvedimenti di espulsione, in attesa di rimpatrio. Non sono istituti penali, dunque, ma comunque luoghi di privazione della libertà.

Il 26 aprile 2026 è stato pubblicato il bando di gara per la progettazione e realizzazione del CPR a Castel Volturno, destinato ad ospitare 120 immigrati irregolari, che prevede l’investimento di circa 41 milioni di euro. Tuttavia, il primo problema si è verificato proprio alla pubblicazione di questo bando, la quale è avvenuta prima della valutazione d’impatto ambientale. Quest’ultima valuta in maniera preliminare le ripercussioni ambientali di una costruzione su una determinata zona, in questo caso sul territorio umido della Piana di Castel Volturno.

Certo, l’investimento di 41 milioni indicato nel bando, in un territorio degradato è invitante, ma quali le sono conseguenze sociali e ambientali di questa costruzione?

Come già ampiamente ripetuto dai cittadini e dai media locali, la costruzione del CPR andrebbe a danneggiare e rendere il territorio di Castel Volturno soggetto a discriminazioni e pregiudizi che, poi, finiranno per colpire in maniera indiretta il turismo e l’economia del territorio. Per cui, è doveroso pesare adeguatamente costi e benefici prima di convincerci che sia necessario un CPR.

Inoltre, con la tutela dalla Direttiva Europea Habitat, la mancata VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) risulta ai nostri occhi ancora più grave. La zona della Piana possiede infatti una vasta biodiversità di fauna, proprio per la sua posizione strategica a favore delle rotte migratorie. Come è possibile ottenere il via libera per una costruzione di queste misure, su un’area umida non adatta alla cementificazione, e in una zona protetta dalla normativa ambientale?

Le ferite di Castel Volturno non possono essere rimarginate da un grande investimento economico che pure il territorio meriterebbe. Dobbiamo puntare la nostra attenzione sulla gestione corretta delle immigrazioni, con un intervento preventivo che miri a regolarizzare ed integrare in maniera opportuna quelli che a tutti gli effetti sono cittadini di Castel Volturno.

a cura degli alunni della 5 ALST (A.A. 2025/2026) dell’ISIS Corrado:
Agbonaubare Daniela
Capaldo Mario
Moses Emanuel
Rogo Veronica

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