Maggio e Parigi potrebbero creare il setting perfetto per una commedia romantica. Ma se ci aggiungi un campo di terra battuta, cinque set e ore passate a coccia al sole, il passaggio a documentario di sopravvivenza è breve. Al Roland Garros quest’anno il caldo è più insopportabile che mai, con giocatori, giudici di linea e spettatori impegnati in una sfida che va ben oltre il tennis: restare coscienti fino alla fine match.
Roland Garros: che sta succedendo?
Tutti aspettano il Roland Garros: secondo Slam dell’anno, unico su terra battuta, arricchito dal prestigio di un gioco al meglio di 5, non solo c’è chi sogna di vincerlo, ma c’è chi sogna per tutta la vita quantomeno di qualificarsi. Poi magari ti qualifichi e devi stare attento a non svenire.
Nei campi parigini in questi giorni si registrano temperature folli. Caldo afoso e sole cocente stanno mettendo a dura prova tutti, e nei campi girano più cubetti di ghiaccio che palline.
Anche i grandi favoriti non sembrano immuni. In un torneo dove normalmente si parla di condizione fisica, gestione degli scambi e tenuta mentale, quest’anno il sole è riuscito a ritagliarsi uno spazio nelle analisi post-partita. Sinner ci lascia al secondo turno ad un passo dalla vittoria, Mensik finisce il match appena prima di accasciarsi a terra, Darderi ammette di aver accusato giramenti di testa durante il match contro l’austriaco Sebastian Ofner. Insomma, che vinca chi sopravvive.

Le polemiche
Sono tanti gli sportivi e i tifosi indignati per le condizioni in cui i professionisti in gara sono chiamati a giocare. C’è chi trova inammissibile che si disputino partite nelle ore più calde della giornata, chi sostiene che andrebbe almeno chiuso il tetto del Court Philippe-Chatrier per limitare l’esposizione al sole, chi pretende che il Roland Garros adotti dei protocolli migliori nella gestione del caldo.
Nonostante l’Atp abbia introdotto nuove norme per il 2026 sulla tutela degli atleti, gli Slam mantengono infatti la discrezionalità sulle misure da adottare prevista dalla Extreme Heat Policy dell’International Tennis Federation, da cui dipende.
La heat policy si basa sull’indice WBGT, un parametro che valuta temperatura dell’aria, umidità, esposizione al sole, ventilazione e tipo di superficie per determinare il livello di stress termico sull’organismo. Noi siamo stressati solo a dirlo. Per i tornei Atp, le misure di raffreddamento saranno implementate quando la WBGT supererà i 30 °C; il match sarà sospeso quando le temperature raggiungeranno i 32,2 °C. Gli Slam hanno invece il diritto di stabilire autonomamente le proprie misure sul caldo. Gli organizzatori del Roland Garros, ad oggi, non hanno ancora ritenuto necessario intervenire durante i match, nonostante le continue lamentele. So’ francesi…
Sinner out: e ora?
Non ci giriamo troppo intorno: con il forfait di Alcaraz, Sinner era considerato il favorito alla vittoria. La sua precoce eliminazione dal torneo ha cambiato le carte in tavola, e la successiva eliminazione di Djokovic ha riaperto in via definitiva il gioco. Tra i papabili, spiccano i nomi di Zverev e Ruud. Dall’altra parte del tabellone, dove a primeggiare c’era Sinner, ora c’è spazio per Cobolli, Arnaldi e Berrettini, che continuano a farsi largo nel torneo a testa alta. Troveremo uno di loro in finale?
Non ci resta che rimanere a guardare. Comodamente sul divano, sotto all’aria condizionata e con una bibita gelata in mano.

