Torre del Greco, in provincia di Napoli, è una città dalla storia millenaria che sorge tra il Golfo di Napoli e il Vesuvio. Tra le varie tradizioni che la caratterizzano, una spicca in particolare: la lavorazione del corallo per dare vita a stupendi gioielli, alcuni dei quali giunti perfino nelle mani di Napoleone. Già nell’Antica Grecia il corallo era molto apprezzato per uso ornamentale e talvolta medicinale. Ovidio ci racconta la sua origine in chiave mitologica: il corallo non sarebbe altro che il sangue della Gorgone Medusa, cristallizzato in acqua dopo che Perseo la decapitò.
Cos’è il Codice Corallino?
Nei secoli la pesca del corallo si sviluppò in Sicilia, dove i pescatori – a bordo delle loro “coralline” – si spingevano anche alla volta del Nord Africa per recuperare l’oro cremisi del Mediterraneo. Nel XV secolo, però, ci fu una vera e propria diaspora di corallari siciliani in Campania, e a quel punto la tradizione attecchì a Torre del Greco. In breve tempo i pescatori torresi acquistarono fama in tutta Italia, e nel mentre le corti dei nobili – partendo da quella aragonese – si riempirono di coralli comprati proprio a Torre.
Alla fine del XVIII secolo, il magistrato Michele de Jorio regolamentò la pesca del corallo attraverso il “Codice Corallino”, inaugurando così l’età dell’oro per questa pratica. In quel periodo si stabilì a Torre del Greco l’artigiano Paolo Bartolomeo Martin, il primo ad aprire una bottega per la lavorazione del corallo. Egli fu nominato “maestro reale” da Ferdinando IV di Borbone, il quale lo obbligò a insegnare ai più giovani, che a loro volta tramandarono gli insegnamenti alle generazioni successive. Sorsero così numerosissime botteghe a gestione familiare, in molte delle quali erano le mogli dei pescatori a ricavare gioielli dai “frutti del mare” recuperati dai mariti.
Carolina Bonaparte esporta la moda fino a Parigi
Fu grazie a Carolina Bonaparte, Regina di Napoli al fianco di Gioacchino Murat, che la moda dei gioielli torresi prese piede anche a Parigi e – successivamente – in tutt’ Europa. La Bonaparte infatti amava regalare questi pezzi d’arte a familiari e amici, incluso il fratello Napoleone, al quale donò una spada sulla cui impugnatura erano incastonati dei coralli incisi proprio a Torre del Greco. La spada ora si trova al Museo di Fontainebleau, in Francia.
Nonostante ora nel Mediterraneo il corallo scarseggi, rendendo purtroppo necessaria l’importazione dal Pacifico, Torre del Greco difende ancora la sua più grande tradizione attraverso i corsi dell’Istituto Francesco Degni, fondato nel 1878 come Regia Scuola di Incisione su Corallo, e che all’interno conserva anche un museo dedicato al corallo, luogo da visitare assolutamente se si è interessati alla storia di quest’arte unica di cui Torre del Greco è capitale mondiale.

