Storia della mia famiglia 2 è sbarcata su Netflix lo scorso 10 giugno: la serie è riuscita a conquistare nuovamente il pubblico grazie alla capacità degli attori di mettere in scena il dolore senza banalizzarlo. La seconda stagione racconta il periodo post-mortem del protagonista, Fausto: tutto tace, le persone colpite dal lutto si sentono intrappolate, legate ad un orologio che sembra non scandire più il tempo. Per qualcuno potrebbe risultare paradossale, ma Storia della famiglia riesce a farti piangere e ridere al tempo stesso. La new entry, Sergio Castellitto, ha contribuito senz’altro ad elevare il livello tragicomico della serie e a rafforzare il gruppo, definito anche come ”accrocco d’amore”.
Il dolore non è un tabù in Storia della mia famiglia 2
Il dolore, purtroppo, non è solo un concetto stigmatizzato ma un vero e proprio tabù. La serie, però, mette in discussione questa visione attraverso un dialogo tra Gaetano e il nipote Ercole. In questa conversazione, il nonno dice al piccolo Ercole che esiste un modo per mantenere in vita chi non c’è più. La memoria è uno strumento potentissimo e non è auto-distruttivo.
Lo sai quando muore davvero una persona? Quando te la scordi. Dimenticare i morti significa ammazzarli due volte
Non nominare la persona amata, evitare i discorsi che la riguardano non è la soluzione. Credere che possa fare meno male è solo un’illusione. Storia della mia figlia è terapeutico: ci insegna a vivere liberamente il dolore, ad accettare che esistono tanti modi per affrontarlo. C’è chi va all’estero come Maria (che poi torna), c’è chi resta come Demetrio, chi non vuole separarsi dagli oggetti della persona cara come Lucia e c’è chi vuole fare ordine e spazio nella propria mente come Valerio. Non esiste un modo giusto per viverlo, esiste solo un grande dolore che coinvolge tutti gli affetti.
L’accrocco d’amore: il vero significato di famiglia
”Accrocco d’amore” è la definizione data da Maria a questo gruppo un po’ bizzarro: essa rispecchia perfettamente l’idea di famiglia trasmessa dalla serie. Alla base della trama c’è più di un semplice nucleo di persone legate da un rapporto di parentela. La famiglia, per essere definita tale, ha bisogno di due elementi fondamentali: l’amore e il sostegno reciproco. I protagonisti (che al tempo stesso sono alla ricerca di un loro equilibrio) riescono a darci l’idea di una famiglia nella quale ci sono legami forti e sani, nonostante le difficoltà e le opinioni divergenti. Guardare Storia della mia famiglia su Netflix significa scavare a fondo nella propria anima e riflettere sulle cose che più ci riguardano nel profondo.

