Oggi ci capita spesso di vedere ottime campagne pubblicitarie, numerosi video sui social e decine di influencer pronti a sponsorizzare il lancio di un prodotto o di un nuovo servizio. Ma se vi dicessi che a Napoli, nel 1880, qualcuno pensò di fare più o meno lo stesso con una canzone?
Un jingle tutto napoletano
Ci troviamo a Napoli, è il 1880 ed è stata inaugurata la nuova funicolare del Vesuvio, pensata per permettere a turisti e viaggiatori di raggiungere più facilmente la cima del vulcano. Si tratta di un’idea decisamente innovativa rispetto ai sistemi tradizionali. Il problema più grande, però, è convincere le persone a utilizzarla.
Il nuovo mezzo di trasporto non sembra infatti conquistare da subito il pubblico. Serve quindi un modo per attirare l’attenzione e far venire voglia di provarlo. Per questo, il giornalista Peppino Turco scrive il testo di una canzone, mentre la musica è affidata a Luigi Denza. Il risultato è la celebre Funiculì Funiculà, brano il cui testo ha come protagonista un giovane che invita proprio la sua amata ad usare la funicolare per salire sulla cima del Vesuvio, preferendola ai classici mezzi come cavalli e asini. Insomma, prima ancora di parlare di jingle pubblicitari, a Napoli qualcuno aveva già capito che per vendere qualcosa si poteva cantare.

Un brano senza confini
Funiculì Funiculà ebbe, fin da subito, un notevole successo: il brano venne presentato alla Festa di Piedigrotta del 1880 e la sua popolarità superò presto i confini di Napoli e dell’Italia, arrivando anche all’estero. In un solo anno, furono vendute dalla casa editrice Ricordi circa un milione di copie. Addirittura, da semplice canzone nata per promuovere un nuovo mezzo di trasporto, venne in seguito ripresa e reinterpretata anche da compositori di musica colta, come Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov e Richard Strauss.
A quel punto, infatti, il brano aveva smesso di svolgere unicamente una funzione pubblicitaria, diventando una canzone vera e propria, simbolo della tradizione musicale partenopea nel mondo.
Quando la pubblicità sopravvive al prodotto
Alla fine, però, mentre la canzone continuava la sua scalata verso il successo, non possiamo dire lo stesso della povera funicolare. L’eruzione del 1906 danneggiò gravemente l’impianto, che venne ricostruito e tornò in funzione tre anni dopo. Sfortunatamente, una nuova eruzione nel ’44 la distrusse nuovamente e, questa volta, non venne più ricostruita.
Insomma, la canzone nata per convincere i napoletani a usare la funicolare è sopravvissuta molto più a lungo della funicolare stessa. Forse non era proprio questo il suo scopo principale ma, tutto sommato, possiamo dire che ha funzionato. A distanza di tempo, Funiculì Funiculà continua ancora a fare quello che una buona pubblicità dovrebbe fare: farsi ricordare.

