Ma tu lo sai che hai qualcosa in comune con Dante, Petrarca e Boccaccio? Ecco tre temi attualissimi oggi e nel Medioevo.
L’amore: Dante
Il primo amore non si scorda mai e neanche il primo bacio… lo sappiamo tutti che non ti ricordavi manco più come ti chiamavi. Cosa provoca allora la vista del soggetto amato? Sarebbe possibile descriverlo scientificamente? Certo che sì, immaginate che nel nostro cervello d’improvviso si scateni una vera e propria tempesta chimica. Così si attivano le aree responsabili della produzione di adrenalina, dopamina e feniletilamina… insomma una vera e propria bomba ci esplode dentro ogni volta che solo amiamo.
Un altro che ci è rimasto sotto è stato proprio Dante, incontra Beatrice per la prima volta a nove anni e da là ne resta come fol-go-ra-to. Se non sposerai il tuo primo amore stai tranquillo, Dante non metterà mai l’anello al dito di Beatrice, non per questo non può essere considerato come un grande amore
Il diario: Petrarca
Il regalo più gettonato della nostra infanzia, lo potevi ricevere di Barbie, dei Pokemon o del Mondo di Patty. Una cosa era certa, che fosse blindato con codice o con chiave, nessuno poteva leggere i nostri preziosi drammi infantili. Per quanto potesse essere un giocattolo, in realtà è stato un prezioso strumento di crescita. I benefici di scrivere un diario sono differenti, tra questi:
- Imparare a conoscersi e la conseguente possibilità di migliorarsi;
- Imporsi degli obiettivi;
- Aiutare la propria condizione psico-emotiva nei momenti di fragilità;
- Ritagliarsi del tempo per sé;
- Migliorare nello stesso atto di scrittura.
In verità abbiamo tutti noi preso le mosse dal nostro fratello più grande, Francesco Petrarca. Basti pensare al “Secretum”, dialogo tra Francesco e Sant’Agostino scritto in latino. Interpretabile anche come dialogo intimo dell’autore con la propria coscienza, preannuncia di fatto una volontà di riflessione dell’autore sulle proprie colpe ed i propri peccati. Tutto incorniciato dal perfetto finale: redenzione e promessa di cambiare vita
Il sesso: Boccaccio
Se hai intorno ai vent’anni questo titolo ha sicuramente attratto la tua attenzione, nessun dubbio ci frena dall’affermarlo e non è proprio una casualità.
Il desiderio sessuale raggiunge il picco in uomini e donne in una particolare fase della propria vita: i vent’anni. Fase che corrisponde anche generalmente al periodo di massima fertilità. Così tra università, lavoro e la palestra ti cimenti sicuramente anche in qualche passione amorosa (seria o occasionale che sia fa lo stesso).
Il sesso di oggi non è un tabù e non era per niente un tabù manco per Boccaccio. Pensiamo soltanto che circa 31 novelle del “Decameron” trattano l’amore sessuale e carnale, circa un terzo del totale. Ma quello che fa Boccaccio è una vera e propria rivoluzione perché a fare sesso all’interno delle novelle sono i comuni mortali dunque mercanti, plebei e nobili ma anche monache e frati.
Tolto ogni velo di ipocrisia, la morale diviene in Boccaccio labile se l’eccitazione sale.

