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Le Olimpiadi della Senna Inquinata 2024

Parigi 2024 fa discutere, fa riflettere e manda anche in ospedale. Durante i Giochi Olimpici 2024, le atlete e gli atleti del triathlon si sono tuffati nella Senna per la staffetta mista, ma le acque del fiume erano troppo inquinate. Batteri come Escherichia coli, ed Enterococco, sono solo alcuni dei batteri nocivi per l’uomo presenti nella Senna.

Cosa sono l’Escherichia coli e L’Enterococco?

L‘Escherichia coli è una specie batterica che vive normalmente nell’intestino umano e degli animali a sangue caldo, se ne distinguono almeno 171 siereotipi. Sebbene la maggior parte dei ceppi siano innocui per la salute umana, alcuni sono dotati di caratteristiche particolari che li rendono in grado di causare malattie, talvolta gravi. Nelle acque destinate al consumo umano, nelle acque di fonti termali, nelle acque adibite alla balneazione e in altri tipi è assente, in quanto indicatore primario di contaminazione fecale. I sintomi più comuni dell’infezione includono dolori e crampi addominali, vomito, sensazione di nausea generalizzata e diarrea; a volte si accompagnano anche alla febbre. Causa infezioni al tratto urinario, meningite, peritonite, setticemia e polmonite. I disturbi compaiono generalmente da 12 ore a qualche giorno dopo il contatto con il batterio ed hanno la durata di una settimana circa.

L’Enterococco invece, classificato come parte del gruppo dello Streptococco, è un batterio Gram-positivo che popola abitualmente il tratto gastrointestinale di molti uomini ed altri mammiferi. Le infezioni più comuni sono endocarditi sub-acute, meningiti, sepsi e infezioni alle vie urinarie.

40 atleti malati tra batteri e altri virus: le Olimpiadi delle malattie

Sono almeno 40 gli atleti malati nelle Olimpiadi del 2024, e non solo triatleti. Sono ricomparsi i casi di Covid, molti gli infetti. Caso emblematico, lo statunitense Lyles, medaglia d’oro dei 100m maschili, portato via in sedia a rotelle dopo la vittoria del bronzo ai 200m. Tuttavia, nonostante la volontà mediatica di spostare l’attenzione sul Covid, il rischio più forte per gli atleti di queste Olimpiadi resta la Senna.

«Acque putride – spiega all’Adnkronos Salute, il direttore di Malattie infettive dell’ospedale policlinico San Martino di Genova – possono contenere batteri, virus, funghi e protozoi di qualunque tipo.[…] D’altronde nella Senna arrivano le acque reflue. E se arrivano le acque reflue, evidentemente queste contengono gli enterovirus degli uomini, gli enterovirus degli animali. Possono contenere batteri, come l’Escherichia coli, l’enterococco, la shighella, la salmonella».

Il 5 agosto, mentre i triatleti nuotavano nella Senna, è stato costatato che la concentrazione di batteri superava le soglie stabilite dalla federazione internazionale di triathlon: 400 unità formanti colonie (Cfu, ovvero cellule batteriche) per 100 millilitri (ml).

Secondo gli organizzatori delle Olimpiadi di Parigi, quel valore non riguardava però la parte di Senna in cui hanno nuotato gli atleti, da Pont Alexandre III a Pont des Invalides, ma tutto il resto.

Non solo, sono state inoltre trovate tracce di acido trifluoroacetico (Tfa), uno degli “inquinanti eterni”, i Pfas, provenienti dalla degradazione dei pesticidi. La presenza di sostanze per- e polifluoroalchiliche, Pfas, è stata certificata da un rapporto curato dalle associazioni della Rete europea d’azione contro i pesticidi (Pan Europe), che ha prelevato campioni di acqua in ventitré grandi corsi d’acqua e sei falde acquifere di dieci nazioni. Le analisi sono state poi affidate al Centro tecnologico per l’acqua di Karlsruhe, in Germania. Ne risulta che i Pfas sono stati ritrovati in tutti i fiumi europei e in particolare l’acido trifluoroacetico (Tfa) è risultato presente nel 98% dei campioni. Dati sconcertanti da leggere ora che le gare sono già state svolte.

Non sappiamo ancora se il Tfa provochi effetti tossici sul nostro sistema immunitario, e qualora fosse così, i francesi avranno un problema serio.

Nel frattempo, Macron.

Le atlete italiane hanno graffi sulle braccia: la Senna è un problema

Le nuotatrici italiane Ginevra Taddeucci e Giulia Gabbrielleschi durante la gara di 10 km in acque libere hanno riportato graffi sulle braccia a causa di rovi e cespugli lungo il percorso. Alle polemiche sui batteri si aggiungono quelle della sicurezza attorno alla decisione di utilizzare il fiume parigino durante i Giochi, fra correnti impetuose, batteri vari e cespugli che stanno complicando l’esperienza di tanti atleti.

«Anche solo allontanandosi di 20 centimetri, la corrente diventava molto forte» hanno spiegato le atlete.

Le nuotatrici hanno anche adottato la tattica di rimanere il più vicino possibile al margine del percorso per mitigare l’intensità della corrente, penalizzando così anche il pubblico, che ha avuto difficoltà a seguire le atlete a causa della posizione degli spalti lungo il tracciato. Oltre a ciò c’è, ovviamente, il rischio di contrarre infezioni. Le atlete Italiane sperano infatti che la profilassi effettuata prima della competizione le abbia messe a riparo da ogni eventualità.

«[…] speriamo bene. Un altro tuffo nella Senna? No grazie» conclude Taddeucci.

di Sara Ginevra Marra

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