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Lo scandalo che fa tremare Milan e Inter

In questi giorni, l’Italia sta assistendo ad un nuovo scandalo che ha travolto il calcio: protagonisti sono gli ultras di Milan e Inter, accusati di associazione a delinquere ed estorsione. Noi italiani non ci facciamo mancare niente, questo è certo: oltre alle polemiche che sembrano essere il nostro pane quotidiano, anche gli scandali, a quanto pare, sono all’ordine del giorno.

Gli scandali non finiscono mai

La maxi indagine ha portato non solo all’arresto di 19 persone tra carcere e domiciliari ma anche a varie perquisizioni che dovranno essere effettuate dalla polizia e dalla guardia di finanza. Il calcio, negli ultimi anni, non si è rivelato solo un semplice sport ma uno show con numerosi colpi di scena: dopo il caso “calcio scommesse” dell’anno scorso si è sempre in attesa dell’ennesimo scandalo.

L’Italia: un finto Paese democratico

Il sostituto procuratore Paolo Storari che ha coordinato l’indagine – insieme alla sua collega Sara Ombra – potrebbe ricevere la scorta: è stata questa la richiesta della procura di Milano che, con ogni probabilità, verrà accolta dalla Prefettura la settimana prossima. È assurdo che chi svolge il proprio lavoro debba essere “protetto” per la «troppa sovraesposizione mediatica»: la storiella in cui l’Italia è un posto sicuro è sempre più inverosimile.

Il calcio come sistema di potere

Come se non bastasse, dalle intercettazioni è emerso che il capo degli ultras dell’Inter, Andrea Beretta, avrebbe voluto «schiacciare i tifosi del Napoli come scarafaggi»: il leader della curva nord, inoltre, si vantava del fatto che i «magliettari napoletani» gli chiedessero sempre il permesso non solo per andare allo stadio, ma anche per venire a Milano. È sicuramente triste avvalersi del calcio per esercitare potere o per intimorire: si perde ciò che questo sport ha di bello, riducendolo ad uno strumento per prevaricare. Il calcio, come si suol dire, è solo di chi lo ama.

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