Ha creato scompiglio in queste settimane Luce, la mascotte che il Vaticano ha commissionato per il giubileo 2025. La dolce pellegrina che a tratti ricorda Coraline, ha fatto ampiamente parlare di se, siamo arrivati in ritardo, lo sappiamo, ma volevamo riflettere bene sull’impatto che quest’ultima avrebbe avuto.
Partiamo dall’inizio, chi è il responsabile di questa dolce rappresentante?
Si tratta di Tokidoki, artista italiano dalle forti ispirazioni nipponiche. Le persone hanno riso o si sono scandalizzate perché Simone Legno, questo il suo vero nome, ha in passato disegnato tra le altre cose anche una linea di sex toys. Vaticano, che cantonata che hai preso! Beh, difficile pensare che uno stato tanto attento si sia fatto sfuggire un dettaglio così delicato, è lecito domandarsi se lo Stato pontificio fosse in realtà consapevole del fatto. Non è di fatto un mistero di Fatima che da un po’ di tempo la chiesa stia perdendo pubblico giovane: l’aumento esponenziale della scolarizzazione è inversamente proporzionato alla cieca devozione in Cristo. Pertanto, per quell’evento che è il Giubileo che porterà secondo le stime circa 30 milioni di visitatori, con conseguenti donazioni copiose, forse il Vaticano ha voluto attirare anche qualche ragazzino in più. E sappiamo tutti quanto i prelati ci tengano ai ragazzini. Dunque più afflusso uguale più introiti.
Ma oltre questa riflessione di natura banale, noi di YPO ci siamo lanciati anche in un pensiero più audace.
E se fosse una distrazione?
E si, magari oltre che attirare, questo specchietto per le allodole, vuole anche distrarre da qualche problema un po’ più serio. Uno in particolare, un’onta che il Santuario di San Pietro tenta di scrollarsi da ben 40 anni: Emanuela Orlandi. Forse come affermazione è un po’ complottista, eppure è un dato concreto che il fatto sia tornato, triste a dirlo, di moda negli ultimi tempi. Vuoi l’ossessione per il true crime della nostra generazione, vuoi un intero documentario Netflix dedicato al suo caso, i giovani hanno cominciato a guardare di nuovo con i giusti occhi la chiesa. Forse addirittura meglio di quanto abbiamo fatto i loro genitori, nonostante quella vicenda l’avessero vissuta in prima persona.
Ancora una volta, forse, la nostra generazione dimostra di essere migliore della precendente. Il benaltrismo non è nelle nostre corde, non ci piace sminuire un problema a discapito di un altro. Eppure abbiamo la malsana sensazione che il Vaticano stia facendo qualcosa di viscido. E voi vi chiederete: dov’è la novità? La novità sta nel fatto che, forse, mai come questa volta il lupo si sia travestito da agnello. La Santa Sede ha aspettato un po’ e ha tentato al fine la manovra di avvicinamento supremo alla gen z: la mascottina.
Mi raccomando ragazzi, che voi siate cattolici, agnostici, ebrei, musulmani o rasta non distraetevi. Finché la verità non verrà a galla tutto ciò che fa lo Stato più piccolo al mondo è mera distrazione.


