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Il Gladiatore 2 e il suo casting folle

Il 14 novembre è arrivato nelle sale il sequel del Gladiatore, un film che ha destato curiosità e scetticismo sin dal trailer. Se si sia trattato di un capolavoro o di un clamoroso buco nell’acqua spetta al pubblico e alla critica decretarlo, ma c’è stato un determinato dettaglio che proprio non è andato giù a tutti coloro che un po’ di storia l’hanno studiata: la scelta degli attori di Caracalla e Geta, i due imperatori. Non si parla della bravura di Joseph Quinn e Fred Hechinger, che sicuramente hanno fatto del loro meglio, ma del fatto che Caracalla e Geta, nella realtà, non erano per niente biondi e pallidi come li vediamo nel film. 

L’origine africana

Per comprendere bene la storia delle loro origini bisogna fare un passo indietro e parlare di Settimio Severo, il padre dei due. Settimio, infatti, era nato nella città di Leptis Magna, nell’Africa proconsolare. Da parte di padre discendeva da una famiglia di origini miste puniche e berbere, mentre solo da parte di madre il suo albero genealogico si ricollegava ad un’antica gens romana, la gens Fulvia. In un ritratto in cui sono rappresentati anche la moglie, la romana Giulia Domna, e i suoi due figli, Settimio Severo è infatti rappresentato con la pelle più scura della sua consorte.

Il loro vero volto

È vero, Caracalla e Geta non sono nati in Africa, ma rispettivamente in Gallia e a Roma, ma solo perché il padre aveva deciso di intraprendere la carriera politico-militare e si era quindi dovuto spostare.  Ciò non toglie, tuttavia, che i due fratelli avessero sangue africano nelle loro vene e che questo lo si poteva riscontrare anche nel loro aspetto. Come si può ben vedere dalle ricostruzioni dei loro volti, sulla base dei dati storici e dei numerosi busti scultorei che ci sono pervenuti, Caracalla e Geta erano di carnagione mulatta e i loro capelli erano ricci e corvini. 

Caracalla

Geta

Un casting sbagliato…

Quando si decide di realizzare film o serie tv con un’ambientazione storica ben precisa, dispiace sempre notare come i registi sembrino non curarsi di dettagli all’apparenza inutili ma che, invece, non passano inosservati agli occhi del pubblico. Proprio durante questa particolare fase della storia del cinema in cui si vogliono riscattare e dare prestigio anche ad attori di altre etnie, per favorire pari opportunità ai casting, sarebbe stato non solo bello, ma forse anche opportuno, riservare la parte di Caracalla e Geta a due attori che effettivamente gli somigliassero, perché se è vero che il pubblico si inalbera quando vede che un personaggio di pelle bianca viene interpretato da un attore di un’altra etnia, pensiamo al recente casting di Nico Parker per interpretare Astrid in Dragon Trainer, è chiaro che il malcontento si genera anche quando succede l’opposto, come in questo caso. 

… ma non per questo razzista

Non vogliamo certo accusare nessun regista di razzismo, perché certamente se così fosse stato, Denzel Washington non sarebbe stato scritturato per interpretare Macrino. E’ piuttosto sulla superficialità delle scelte degli addetti ai casting su cui vogliamo mettere l’accento. 

Le jeux sont faits

Non possiamo certo rifiutarci di guardare il film in onore della verità storica o scrivere una lunghissima filippica al regista.  Questo non è né il primo né l’ultimo episodio di un prodotto del cinema che non rispetta la verità storica che vuole narrare. E’ successo e succederà tantissime altre volte, l’unica cosa che possiamo fare è sederci e guardare il film con la consapevolezza di quali siano le imprecisioni al suo interno, senza però lasciare che nozioni di storia ci offuschino la mente e ci impediscano di apprezzare quello che stiamo vedendo. Il film sulla guerra di Troia del 2004 con Orlando Bloom e Brad Pitt è piaciuto a molti, nonostante ci fossero anche lì diverse imprecisioni di trama. 

Quindi, non lasciatevi sconvolgere troppo, chissà, forse il Gladiatore 2 potrebbe piacervi lo stesso, anche se Caracalla e Geta sembrano aver fatto qualche decolorazione ai capelli di troppo.

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