Lezioni, laboratori, e poi studio “matto e disperato”, sessione, esami. Devi riuscire a fare tutto nei tempi prestabiliti, devi laurearti e trovare un lavoro inerente al tuo percorso di studi, poi fare un master, comprare casa, vivere da solo e case, libri, auto, viaggi e fogli di giornale… sì, ma aspetta un attimo: non siamo i protagonisti di In Time e soprattutto non siamo macchine ma carne, ossa ed emozioni.

L’università può darti tanto: amici, risate, esperienze, ore passate a chiacchierare e anche quel caffè discutibile dei distributori preso tra una lezione e l’altra, ma a causa di una società che sembra correre al massimo costantemente, può farti sentire “fermo ad un infinito semaforo rosso”. Troppe sono le persone che mentono sui propri esami e i propri voti per paura di deludere le aspettative degli altri e spesso tutto ciò porta a risvolti terribili. Non laurearti “in tempo”, non passare un esame, scegliere altro e non frequentare l’università non determina chi sei. Non sei un fallimento. Il mondo continua a girare e i fiori continuano a nascere anche dalle crepe nel cemento. Alcuni ragazzi hanno offerto il loro punto di vista.
Il punto di vista di alcuni studenti
Alessandra, studentessa di Didattica dell’Arte.
«Sono una persona molto determinata: una volta capito che questo era il corso che desideravo intraprendere, nessuno avrebbe potuto farmi cambiare idea. Ero e sono sicura che sia la scelta giusta; tuttavia, capita a volte che io mi senta in ritardo rispetto agli altri, ma poi mi ricordo che ho solo vent’anni, che sbagliare è parte del percorso e che ognuno ha il diritto di rispettare i propri tempi, senza perdersi di vista».
Salvatore, studente di economia.
«Per quanto la mia università sia attenta e aperta all’ascolto degli studenti, ci sono cose che potrebbero essere migliorate, come la distribuzione degli esami: troppo spesso sono concentrati in pochi giorni, oppure, esami di più moduli che alimentano ansia e frustrazione. Dovrebbe essere promosso il lavoro tra gli studenti come risorsa formativa. Quando ci sono spazi per studiare, confrontarsi, riflettere, cambia tutto. La salita è sempre ripida, ma se condivisa pesa meno. Penso poi che guardare al futuro sia importante, ma non significa annullare ciò che ci appassiona. Non esiste solo il ricavo economico: è giusto che ci sia, ma è giusto fare qualcosa che ti piaccia davvero».
Quante volte un numero sul foglio ha avuto il potere di determinare il nostro umore? È qualcosa che va avanti dai tempi della scuola, quando studiavamo il genio di Einstein e Darwin, ma sai che anche loro avevano difficoltà? Tutti ne abbiamo, da sempre, ma non sono quelle a identificarci. L’unico momento in cui falliamo, è quando non crediamo in noi stessi. Sei al binario giusto all’ora giusta. Sei nel tuo tempo.

