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“Nero a metà”: il docufilm su Pino Daniele a dieci anni dalla morte

A Napoli e in tutta l’Italia ancora in migliaia di automobili ci sono i CD intramontabili di Pino Daniele. Una voce e una chitarra che hanno accompagnato generazioni di napoletani prima, e italiani poi, in un viaggio nel blues e nelle descrizioni di una città che cambia. Nel 2025 Pino Daniele torna con Nero a metà.

Nero a metà: il docufilm a dieci anni dalla morte

C’è un detto popolare che dice: se domandi ad un napoletano cosa stava facendo quando ha saputo della morte di Pino Daniele o Maradona, lui saprà risponderti esattamente. A dieci anni dalla morte del cantautore che ha segnato l’inizio della rinascita sociale e culturale di Napoli, attraverso testi pregni di denuncia e rabbia sociale attraverso un linguaggio semplice, diretto, colloquiale, arriva al cinema il docufilm diretto Pino Daniele – Nero a metà. 

Diretto da Marco Spagnoli e Stefano Senardi, il docufilm si propone di raccontare la storia dell’artista napoletano, restituendo una panoramica emozionante e profonda di un uomo che ha cambiato la musica italiana. Il film sarà proiettato nelle sale il 4, 5 e 6 gennaio, offrendo agli spettatori un viaggio indimenticabile nel cuore di Napoli e nell’anima di Pino Daniele.

Il documentario si articola in un’ora e mezza di immagini inedite, testimonianze, interviste e riprese che ricostruiscono non solo la carriera artistica di Pino Daniele, ma anche il contesto storico e sociale della Napoli degli anni ’70 e ’80. Un periodo di grandi cambiamenti, in cui la città, pur mantenendo le sue radici profonde nella tradizione, si trovava a combattere tra lotte di camorra e pregiudizi esterni. La narrazione si svolge su due piani: da un lato si racconta la crescita di Pino Daniele come musicista e innovatore, dall’altro si racconta la Napoli di quel tempo, una città in cui la musica non era solo intrattenimento, ma anche un potente strumento di espressione sociale e culturale. 

La sua musica ha saputo rompere le barriere dei generi, fondendo il blues, il soul, il jazz e il funk con la tradizione musicale napoletana, creando un mix esplosivo che ha definito una nuova identità per la musica italiana. Questo approccio innovativo lo ha portato a diventare non solo un punto di riferimento per la musica napoletana, ma anche per l’intero panorama musicale italiano. 

La rivincita della lingua napoletana

Uno degli aspetti che il docufilm esplora in profondità è il legame tra Pino Daniele e la lingua napoletana. Nonostante la sua musica fosse apprezzata anche al di fuori dei confini italiani, l’artista ha sempre scelto di cantare in napoletano, un dialetto che ha voluto rendere universale. Il legame con il vernacolo è stato spesso fonte di discriminazione anche per l’artista che però non è mai tornato indietro sui suoi passi. Si è passati dunque da un periodo in cui Napoli era vista come città pericolosa, sporca e i suoi abitanti trattati alla stregua di appestatori e parassiti della bella Italia industriale che andava formandosi, ad una rivalutazione della lingua napoletana. 

Anche solo dieci anni fa infatti, il pensiero che il napoletano avrebbe ottenuto così tanto spazio sulla scena pubblica non sarebbe venuto in mente a nessuno. Stigmatizzato, ridicolizzato ed dequalificato, il napoletano ha conquistato gradualmente il suo spazio sociale anche dopo la vittoria dello Scudetto nel 2023 e del successo di Geolier a Sanremo 2024. 

Come racconta Pino Daniele in una vecchia intervista, «l’importante non è capire tutte le parole, ma il mondo, il modo di vivere che c’è dietro». Le sue canzoni non erano solo un racconto di storie, ma una finestra sulla vita quotidiana, sulla città, sulle sue contraddizioni e sulle sue bellezze. Il dialetto, quindi, non è mai stato un ostacolo, ma una chiave per entrare nel profondo della cultura napoletana, per raccontare la verità senza filtri.

La locandina del docufilm.

Dieci anni dopo la sua morte, il ricordo di Pino Daniele è ancora vivo nel cuore di Napoli e di chi ha amato la sua musica. Con Pino Daniele – Nero a metà, il pubblico ha la possibilità di riscoprire la sua grandezza e l’influenza che ha avuto sulla musica italiana e internazionale. Questo docufilm non è solo un tributo a un artista indimenticabile, ma un modo per comprendere meglio la sua eredità, il suo impegno nella musica e il suo amore per la sua città. Un’occasione unica per celebrare un uomo che, attraverso la sua arte, ha dato voce a un intero popolo e ha cambiato per sempre la musica popolare italiana.

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