Sembrerebbe un’espressione comune relativa ad una delusione totale, invece no! Bill Gates sta investendo proprio nelle feci. Tutto ha inizio nel 2018 quando sul palco del primo China International Expo a Shanghai, il magnate ha portato un vasetto di escrementi umani per parlare in modo concreto di quanti batteri e parassiti possano essere trasmessi e di quanto la pulizia e la diffusione di sanitari sia una necessità prioritaria per prevenire le malattie.
Bill Gates e quello strano fetish per le feci
Bill Gates ha deciso di investire nelle feci, con l’obiettivo di porre fine ad una sfida globale igienico-sanitaria. Secondo l’OMS, oltre 2.3 miliardi di persone vivono senza accesso ai servizi igienico-sanitari sicuri, in particolare modo i paesi più poveri. Ogni anno più di 500.000 bambini muoiono di malattie legate alla contaminazione di acqua e cibo e la morte principale è per diarrea. Ogni anno le perdite economiche legate all’assenza di sistemi sanitari sicuri ammontano a 223 miliardi di dollari l’anno.
L’idea di Gates è l’Omni Processor: un impianto in grado di trasformare i rifiuti organici in acqua potabile ed energia elettrica. L’Omni Processor è una macchina progettata dall’azienda americana situata a Sedro-Wooley, la Janicki Bioenergy, che si occupa di progettare e realizzare macchine all’avanguardia per la trasformazione della biomassa. Basti pensare che solo il Senegal, produce 86.000 litri di acqua al giorno tramite questo macchinario, senza bisogno di rete idrica o elettrica. Insieme a Gates, la Eawag, l’istituto di ricerca dell’acqua del Politecnico federale svizzero, ha avviato un progetto simile in Uganda e anche nello stesso Senegal, per capire come ottenere del combustibile dalle feci.
Oltre a ciò, Bill Gates ha deciso di puntare anche sui bagni a circuito chiuso, che eliminano i rifiuti sul posto e costano meno di 5 centesimi al giorno. Dalle acque di scarico si possono ottenere: pelle, biogas, compost e mangime per animali.
I progetti sono tutti in una fase iniziale e i costi sono ancora molto elevati, difficili dalla diffusione odierna su larga scala, soprattutto per i paesi più poveri. Tuttavia, l’Omni Processor sembra rappresentare un’ottima opportunità non solo per l’apporto di acqua potabile ed energia elettrica, ma anche perché permette di raccogliere e immagazzinare liquami che, senza gli adeguati sistemi di fognatura e di raccolta, rappresentano un problema quotidiano. Si potrebbe essere davvero in grado a contribuire a grandi e importanti cambiamenti, garantendo allo stesso tempo acqua ed energia pulita nel pieno rispetto delle persone e dell’ambiente in cui vivono.

