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La Corte di Strasburgo condanna l’Italia per la Terra dei Fuochi

La Corte Europea dei diritti dell’uomo condanna l’Italia sul caso della Terra dei Fuochi. La Terra dei Fuochi è zavorra scoperta negli anni 2000 e che per anni ci ha fatto soffrire. Il nome è indicativo di una vasta area situata nella Regione Campania, in particolare le province di Napoli e Caserta, inquinata dall’interramento di rifiuti tossici e speciali, sennonché una vasta presenza di discariche abusive sparse sul territorio, e all’innesco di numerosi roghi di  rifiuti che hanno diffuso, e diffondono tutt’ora, diossina e altri gas inquinanti nell’atmosfera.

La Corte di Strasburgo ha da poco emesso una sentenza che può essere definita storica, e condanna l’Italia per aver messo a rischio la vita degli abitanti della “Terra dei Fuochi”. 

In realtà, dal 1988 si era già consapevoli di costanti sversamenti di rifiuti ordinari e tossici nelle campagne casertane e napoletane. In prima battuta, hanno ucciso le colture di pomodori, di melanzane e carciofi, per poi avvelenare tutto il resto del raccolto. Sono state compromesse anche le falde acquifere e i fiumi, infine hanno iniziato a colpire noi umani. Per anni la politica locale e nazionale ha considerato il problema un’esagerazione, forse per paura di smascherare un sistema criminale complesso, basato su centinaia di milioni di euro, in cui imprese, camorra e politica si alimentavano a vicenda. 

I comuni colpiti

  • Santa Maria Capua Vetere
  • Masseria Monti
  • Frignano – Villa di Briano
  • Casal di Principe
  • Casandrino
  • Casapesenna
  • San Cipriano di Aversa
  • Villa Literno
  • Trentola – Ducenta
  • Lusciano
  • Frignano
  • Casaluce
  • Caivano (enormemente colpito)
  • Orta di Atella
  • Crispano
  • Aversa
  • Frattamaggiore Nevano
  • Afragola
  • Giugliano in Campania (con rischio di morte)
  • Cesa
  • Mugnano di Napoli
  • Marano di Napoli
  • Villaricca
  • Casoria
  • Calvizzano
  • Arzano
  • Somma Vesuviana
  • Pollena Trocchia
  • Marigliano
  • Camposano
  • Palma Campania
  • San Giuseppe Casilli
  • Triangolo della morte (Nola, Acerra, Marigliano)

La presenza di rifiuti abusivi è correlata con un incremento significativo dell’incidenza di specifiche patologie, e della mortalità per leucemie e altri tumori, nella popolazione di tutti. Nel 2003, fu usata nel Rapporto Ecomafie, per la prima volta, questo termine, in seguito nell’undicesimo capitolo di Gomorra, il libro, Roberto Saviano lo utilizza e lo “denuncia”.

Come aggiustare la Terra dei Fuochi

La Corte europea ritiene che le autorità italiane debbano, ora, introdurre misure generali in grado affrontare quanto prima e nel miglior modo possibile questo fenomeno di forte inquinamento. Il rischio di morte è stato definito e riconosciuto, nella sentenza, “sufficientemente grave, reale e accertabile” per la vita degli abitanti nella Terra dei Fuochi. I business camorristici hanno avuto un forte impatto ambientale, sociale e umano, come al soluto. Un evidente e sfacciato spregio alla natura, agli esseri umani e agli animali. Del resto, la natura criminale consiste in questo: controllare un territorio, trasformarlo secondo le proprie pretese, esercitare il dominio sulle persone, animali o cose che vi appartengono, sottometterli e opprimerli. 

Ricordiamoci, però, delle parole di un pentito che definì anche altre zone d’Italia come: “peggio della Terra dei Fuochi“. Un esempio è Brescia, dove sono state scoperte discariche abusive di rifiuti pericolosi in diversi comuni della provincia. Così come tutta la zona della pianura padana ed in particolare del triangolo zootecnico formato anche da Cremona, Brescia e Mantova, fortemente inquinate.

L’allarme alla salute umana è ormai in circolo da anni, tanti nostri amici, parenti conoscenti hanno sviluppato forme tumorali varie e talvolta molto forti. Il numero è sempre in continua crescita, dando così l’effetto percepito di vivere in una terra che va a fuoco, e che ci brucia l’aria così come la vita.

Urgenti sono le bonifiche per restituire al territorio sicurezza ambientale, e non solo perché così stabilisce la sentenza, ma perché lo meritano le vittime, l’ambiente, e tutti i suoi abitanti, umani e non.
Bisogna portare avanti  una pianificazione necessarie per l’agricoltura e il ristabilimento del territorio. La politica ora ha il diritto umano, dopo anni di omertà e inefficienza, di farsi promotrice di politiche lungimiranti, ripensando un modello di sviluppo ambientale e sanitario. Investendo nel settore della ricerca scientifica oncologica, affinché si possa cercare al meglio una soluzione alle varie forme tumorali. Non solo nella ragione Campania, ma proprio a partire dalla Lombardia, e giù per tutto lo stivale.

Come ricorda il nostro caro amico Enzo Avitabile:

“Terra appicciat… abbi pietà di noi… pecchè a vita è sacra, e va rispettata“

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