Sono le 16:10 del giorno del capodanno 2024, quando una scossa, di magnitudo 7.6 (scala Richter) scuote la penisola di Noto, in Giappone. La terra trema, insieme ai cuori degli abitanti, e lo scenario che segue è orribile: migliaia di danni agli edifici ed innumerevoli dispersi, molti dei quali rientreranno poi nel conteggio delle cinquecento vittime.
Il terremoto e maremoto catastrofico del 2011
Per quanto possa sembrare orrendo questo episodio, risulta modesto agli occhi dei giapponesi che hanno ancora impressa nella memoria la catastrofe del 2011. L’orologio segnava le 14:46 dell’11 Marzo quando la popolazione dovette fare i conti con un mega sisma di magnitudo 9.1 ed epicentro nell’oceano Pacifico. Il fenomeno durò 6 minuti e dopo di esso si scatenò l’inferno: molti edifici crollarono, una serie di incendi si innescò, e tsunami alti oltre dieci metri penetrarono fino a 5 chilometri in terra. Si trattò di un’apocalisse momentanea, che strappò la vita a quasi ventimila persone. D’altronde fu lo stesso evento che diede origine all’incidente nucleare di Fukushima, grave quasi quanto il disastro di Chernobyl.

Natura matrigna alla Leopardi?
Pur mettendo il terremoto da parte, c’è da dire che la natura nel 2024 ha preoccupato anche in altri modi. Nei primi sei mesi l’Amazzonia ha cominciato a bruciare a ritmi da record: sono stati individuati 140.328 incendi, che hanno trasformato in fumo ben 5,5 milioni di ettari del territorio. Una situazione che risulta essere tra le più gravi degli ultimi anni, dato che non si raggiungevano questi livelli dal 2007: l’anno peggiore, durante il quale i roghi furono 186.463.

Le cause principali sono sempre il cambiamento climatico e la mano dell’uomo. Quest’ultima, stando alle stime, è responsabile del 99% degli incendi. Insomma raccapricciante è il fenomeno, quanto la sua origine. Sempre sulla scia degli orrori dell’anno si colloca l’alluvione avvenuta in Spagna il 29 Ottobre. Quel giorno la penisola è stata colpita da precipitazioni straordinarie, che hanno poi provocato frane, smottamenti e inondazioni. L’acqua ha mostrato tutta la sua furia, trascinando con sé 229 vittime, ed arrecando danni inquantificabili.
In fondo gli spagnoli hanno vissuto un’esperienza peggiore, ma simile a quella degli italiani nel Maggio del 2023. Un’alluvione, infatti, interessò anche la regione dell’Emilia Romagna, che, seppur con 17 morti e più di 36.000 sfollati, risulta essere meno tragica di quella iberica. Dinanzi a questa serie di catastrofi, è più semplice condannare la natura per la sua apparente malvagità, senza tener conto di tutte le volte che è l’uomo a fare del male a lei. A questo proposito si spera che il 2025 rappresenti il ripristino di un rapporto pacifico tra le due coinquiline del pianeta: la Natura e l’umanità.

