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Referendum 2025, lavoro e cittadinanza: si vota l’8 e il 9 giugno

Il Consiglio dei Ministri ha fissato la data per il voto del prossimo Referendum 2025: sarà in concomitanza con i ballottaggi delle elezioni amministrative. Cinque i quesiti referendari su lavoro e cittadinanza. I comitati referendari avevano chiesto la possibilità di un unico “election day”, quindi andare a votare in concomitanza del primo turno delle amministrative, ma la decisione è stata presa.

Il motivo? Molto semplice, il Ministro Piantedosi ha motivato la sua scelta, nella necessità di voler conciliare la più ampia partecipazione dei cittadini, ma soprattutto con le esigenze delle attività didattiche delle scuole.

Referendum 2025: per cosa siamo chiamati a votare?

Oltre che per le amministrative (nei comuni in cui si va al voto), il cui primo turno si terrà il 25 ed il 26 maggio, siamo chiamati a pronunciarci su cinque quesiti referendari, quattro sul tema del lavoro, ed uno su quello della cittadinanza.

Reintegro e licenziamenti

L’obiettivo è eliminare le disparità di trattamento tra i lavoratori assunti prima e dopo il 7 marzo 2015 in caso di licenziamento illegittimo. Oggi, chi è stato assunto prima di questa data può essere reintegrato, mentre chi è stato assunto dopo ha diritto solo a un indennizzo. L’abrogazione del decreto legislativo n. 23/2015 garantirebbe a tutti lo stesso livello di tutela previsto dalla legge Fornero.

I Risarcimenti

Attualmente, nelle piccole imprese (meno di 16 dipendenti), il risarcimento massimo per un licenziamento illegittimo è limitato a 6-14 mensilità. Il quesito propone di eliminare questo tetto, permettendo ai giudici di calcolare il risarcimento in base al danno effettivo subito dal lavoratore.

Lavoro Precario

Il quesito dedicato a contrastare il lavoro precario mira a reintrodurre l’obbligo per i datori di lavoro di indicare una giustificazione (causale) anche per le assunzioni a termine inferiori a 12 mesi. Perché questa modifica è necessaria? Evita l’abuso dei contratti a termine senza motivazione, protegge i lavoratori dal rischio di precarietà continua, rafforza il principio che il contratto di lavoro standard deve essere a tempo indeterminato.

Sicurezza

Adesso in caso di incidenti sul lavoro dovuti a carenze di sicurezza negli appalti, la responsabilità del committente (es. grande azienda) è limitata solo ai rischi “generici” e non a quelli “specifici” dell’appaltatore. Il quesito mira a rendere sempre responsabile il committente, permettendo ai lavoratori e alle loro famiglie di ottenere un risarcimento diretto. In questo modo, va da sé, aumenta di molto la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Cittadinanza

In tal caso l’obiettivo è modificare le leggi relative all’acquisizione della cittadinanza italiana, rendendo più accessibile la cittadinanza a coloro che, pur vivendo in Italia da lungo tempo, non riescono ad ottenerla per via dei rigidi requisiti attualmente in vigore.

Quindi, l’8 ed il 9 giugno, rechiamoci alle urne, con la consapevolezza che, con una semplice matita, possiamo avere una diretta influenza su quelle che saranno le condizioni dei lavoratori, e soprattutto riuscire ad integrare chi, vive da anni in Italia, ed in questa nazione vede casa sua.

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