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F2RadioLab si prepara al FRU 2026: il Festival delle Radio Universitarie sarà a Napoli!

Da Guglielmo Marconi ai ragazzi che animano le radio universitarie. Sono passati ben 151 anni dall’invenzione dello strumento che suona le melodie delle nostre vite, nelle domeniche mattina primaverili che aprono le finestre sul mondo, durante i viaggi in auto – che non sono poi così lunghi, se accompagnati dalla tua musica preferita – Una cosa è certa: di strada ne è stata fatta, eccome!

Intervista al Coordinatore di redazione F2RadioLab – Pierluigi Razzano

Qual è la missione della radio universitaria oggi? 

L’obiettivo che F2RadioLab ha fin da quando è nato il progetto nel 2004, per poi diventare operativo nel 2006, è quello di essere prima di tutto un corso di formazione. Intende professionalizzare gli studenti nei mestieri della radiofonia – speaker e gestione tecnica della regia – e soprattutto nel mondo della comunicazione. Assume di conseguenza sia una missione informativa e comunicativa a disposizione della comunità studentesca, accademica. Programmi e approfondimenti ovviamente possono essere rivolti anche a chi è al di fuori del mondo universitario. 

Tutto ciò è utile anche a chi sceglie di non perseguire la strada della radiofonia?

Certo, ognuno assume una forte infarinatura per poter accedere a una dimensione professionalizzante. Perché questo è il laboratorio in cui sperimenti orari, precisione, ruoli, gioco di squadra, relazione con gli altri, lavoro di gruppo. Elementi essenziali per qualsiasi contesto lavorativo futuro. 

Esistono delle differenze tra una radio universitaria e una radio comune?

Sì, soprattutto in termini di scelte editoriali. Ogni radio universitaria ha un proprio statuto, un suo organigramma, un’organizzazione, un’identità diversa, per quanto siano fatte dagli studenti. Molte radio universitarie non hanno il corso di formazione come la Federico II, questo di certo può fornire un aiuto maggiore. La differenza con le radio commerciali sta anche nel fatto che queste hanno un introito fondamentale che è la pubblicità. Nel caso di F2RadioLab si tratta di una radio di una struttura pubblica, priva di pubblicità. 

Cos’è il FRU e come Napoli intende prepararsi per l’evento del 2026? 

Il FRU è il Festival delle Radio Universitarie organizzato da RadUni, la rete delle radio universitarie di tutta Italia. Si tratta di tre giorni dedicati all’incontro tra tutti gli studenti speaker che fanno parte delle radio universitarie, ed è anche poi un’occasione per incontrare esperti del settore. F2RadioLab e l’Università degli Studi di Napoli Federico II si preparano ad ospitarlo per la seconda volta nel 2026, per festeggiare anche i vent’anni della radio. Si terrà dal 4 al 7 giugno a San Marcellino, il programma sarà molto bello, quindi stay tuned!

Intervista vincitrice miglior speaker FRU 2025 a Foggia – Letizia Mercogliano 

Letizia, dicci le cose base per conoscerti. E qual è stata l’influenza che la radio ha avuto nel tuo percorso di vita? 

Sono una musicista e studentessa. Frequento il secondo anno del corso di laurea magistrale di nuova attivazione in scienze criminologiche investigative e di contrasto ai crimini informatici. La radio mi ha aiutato ad avere una metodologia di ragionamento, di organizzazione di un discorso e soprattutto un buon bilanciamento di mentalità creativa e metodologia che è utile non solo nel percorso di laurea, ma anche proprio nel percorso di vita. 

Come pensi di combinare in futuro musica le scienze criminologiche? (Se riesci a vedere le due cose assieme)

Ciò che ho appreso in radio, mi piacerebbe applicarlo alla divulgazione scientifica. Mi piacerebbe fare una tesi di laurea sulla criminalità organizzata, questo potrebbe essere uno spunto per darmi alla collettività. Magari fare dei podcast, di certo impegnarmi nella divulgazione!

Vincitrice del FRU 2025 come miglior voce: com’è stato questo festival, quali sono gli step da superare per vincere, in cosa consiste? 

Sì, ho vinto la speaker challenge, prova che si è svolta in quattro momenti specifici. La prima prova consisteva nello spiegare in un minuto e mezzo una notizia che ci è stata somministrata la sera prima, i criteri da rispettare erano: pertinenza, gestione della voce, tecnica, gestione dei tempi. Poi un passaggio disco-disco, quindi disannunciare un brano e annunciarne uno nuovo. La terza prova consisteva nel tenere un discorso di due minuti a totale improvvisazione, interrotto dall’obbligo dell’annuncio improvviso di una notizia sconosciuta. Da qui l’ultima sfida: l’intervista ad uno sconosciuto. Al termine, si è decretato il vincitore. I due semifinalisti presenteranno la Speaker Challenge l’anno prossimo.

Complimenti a Letizia e…non vediamo l’ora di conoscere il prossimo vincitore del FRU! 

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