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L’attacco di Israele all’Iran

Questa mattina Israele ha lanciato un attacco ai danni l’Iran, bombardando pesantemente il suo acerrimo nemico. Nulla di nuovo, per carità. Sono ormai più di 80 anni che il Medio Oriente è tranquillo e stabile come la centrifuga di una lavatrice. Questa volta i motivi che hanno spinto Israele a premere “play” avrebbero a che fare con la bomba atomica, la debolezza del regime degli Ayatollah e l’amministrazione americana.

Attacco all’Iran

L’attacco israeliano è cominciato in piena notte, e si è concentrato su alcuni importanti siti del programma di ricerca nucleare iraniano tra cui Natanz, Arak e Isfahan. Pur essendo ancora molto presto, pare che i danni, soprattutto all’impianto di Natanz, siano stati ingenti. Nonostante ciò, l’Agenzia Internazionale per l’energia atomica (AIEA) non ha rilevato radiazioni anomale nelle aree interessate. Per questa volta insomma l’apocalisse nucleare ce la siamo scansata.

Israele attacco Iran mappa geografica

L’obiettivo principale dell’attacco però non era il programma nucleare, probabilmente quella era solo la scusa. Infatti tra una bomba ed un’altra, Israele nella notte ha messo a segno alcune uccisioni mirate, di fatto eliminando quasi completamente la catena di comando del regime iraniano (in gergo decapitazione). L’elenco è notevole, più lungo della lista di cose mandate da una madre di Catanzaro al figlio, appena trasferitosi a Milano. Naturalmente “mirate” è un eufemismo. L’attacco infatti, oltre ad aver ucciso importanti esponenti militari e scienziati del regime, ha causato la morte di 78 persone. I feriti sarebbero oltre 300.

Le cause dell’attacco, secondo Israele

Da molti anni ormai, bombardare l’Iran è il sogno proibito di Israele. C’era però sempre qualcosa che frenava lo Stato ebraico: un’amministrazione americana poco filo ebraica, la presenza della Russia, la minaccia di Hezbollah. Da qualche mese a questa parte, invece, i pianeti si sono allineati. Trump & Co. vogliono un Medio Oriente spianato, così da poterci costruire un bel resort. Hezbollah, dopo gli schiaffi presi nei mesi precedenti, è ridotto parecchio male. L’Iran, se possibile, se la passa pure peggio, a causa di grossi problemi interni ed alleanze claudicanti. Infine ieri è arrivata la benedizione dall’alto: l’agenzia internazionale per l’energia atomica ha approvato una risoluzione all’Onu volta a sanzionare l’Iran, reo di non rispettare i propri obblighi in merito ai trattati di non proliferazione nucleare. Inoltre la scorsa settimana, un rapporto della stessa AIEA aveva segnalato che il livello di arricchimento dell’uranio, raggiunto dall’Iran, aveva superato il 60% (livello oltre il quale l’uranio viene utilizzato per costruire la bomba atomica). Insomma siamo di fronte al famoso treno che passa una volta sola in una generazione, e Netanyahu non poteva perderlo.

Israele attacco Iran

Le conseguenze

Oltre ad aver decapitato, quasi completamente, la catena di comando iraniana ed aver pesantemente danneggiato alcuni siti nucleari iraniani, il bombardamento di Israele ha prodotto altre conseguenze. L’Iran ovviamente ha risposto immediatamente, mandando centinaia di droni su Israele. La ritorsione, almeno per ora però, è stata poco efficace, dato che i droni sono stati intercettati dai sistemi di difesa di Israele. L’Ayatollah Khamenei però ha promesso una rappresaglia decisamente più dura. In tutto questo scambio di cortesie, i due Stati hanno chiuso i loro due aereoporti più importanti, mentre Israele sta chiudendo le ambasciate in tutto il mondo, per evitare di subire rappresaglie. Anche i negoziati Iran Usa, in merito al nucleare e previsti per domenica in Oman, sono saltati. La diplomazia per ora è messa da parte, si è evidentemente scelto la via della violenza. Infine il famoso prezzo del petrolio, sempre molto sensibile ai fatti in Medio Oriente, è salito, tirando giù le borse di tutto il mondo.

Israele attacco Iran

In serata è previsto un incontro d’emergenza al Consiglio di sicurezza ONU, richiesto dall’ambasciatore iraniano. Come al solito, sarà inutile.

Siamo tanto abituati a sentire notizie tragiche sul Medio Oriente, che ormai quasi non ci facciamo più caso. Questa volta però probabilmente è meglio seguire il tutto con attenzione, in quanto non sembra essere la “solita” scaramuccia, ma l’inizio di un’escalation che potrebbe ridefinire completamente i rapporti di forza nell’area.

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