I maturandi devono stare attenti. Una volta scampati al fuoco del quinto anno, c’è qualcosa di altrettanto temibile che li attende: la domanda sulla scelta universitaria. Rispondere è uno sforzo, perché nella società spesso gli stereotipi fanno la cultura degli ignoranti, e, se c’è un mondo in cui i pregiudizi dominano sulla realtà, è proprio quello universitario. Una facoltà non definisce solo il lavoro futuro, ma anche un modo di essere, di vestire, un orientamento politico ed uno sessuale, oltre a stranezze di ogni genere.
Facoltà scientifiche e…
Il gioco è semplice, basta immaginare uno studente tipo, uno a caso: quello di medicina. Magicamente la mente presenterà un figurino in camicia con lo stetoscopio al collo (inutilmente acquistato in anticipo). Sa di dover ringraziare la famiglia sia per il portafoglio che per la vocazione da medico. Non è detto che parli con i comuni mortali, in genere preferisce i suoi pari, anche se la sua vita sociale è limitata, dato che passa tutto il tempo a studiare. Altri segni particolari? Non sa parlare in modo semplice di un banale mal di gola e la sua grafia è ormai indecifrabile.
Chi, invece, sognava di poter scrivere med student nella bio di Instagram adesso studia biologia. La sua scelta è stata dettata dal mancato ingresso a medicina, ma in fondo non ha motivo di vergognarsi: sono passati i raccomandati!

Sempre all’emisfero scientifico appartengono i vari ingegneri. Una facoltà che richiede tanti sacrifici, tra cui anche quello della chioma. Esattamente, gli studenti di ingegneria devono essere pronti a rinunciare ai propri capelli, a causa delle calvizie precoci. In cambio questo genere di studi offre tante belle passioni, come quella per gli aerei da ammirare su Flightradar24.
Facoltà umanistiche
Al fronte opposto ci sono le facoltà umanistiche, quelle discriminate perché “più semplici”, ma comunque più rispettabili delle telematiche. Si tratta di un territorio più femminile, meno eterosessuale, e soprattutto, più di sinistra. Tra questi dimorano gli studenti di lettere: quelli dai termini aulici, si laureano leggendo libri e devono soltanto decidere se diventare insegnanti o giornalisti.

Se, invece, ci si imbatte in una figura simile al pensatore di Rodin, ma con una sigaretta in mano, si tratta di un filosofo, che sta meditando sulla futura disoccupazione.
Tra tutti gli psicologi sembrano aver avuto un’idea geniale: non si stresseranno ulteriormente per l’università, ma la sfrutteranno per sanare tutti i traumi vissuti fino a quel momento.
Così descritto pare un mondo di personaggi strambi, al punto da competere con quelli pirandelliani. Eppure ci sono tante verità dietro questi stereotipi, in molti possono confermare, ma a prescindere corrispondono alla realtà per chi non sa, ed è per questo che la scelta dei maturandi risulta ancor più ardua.

