Dal 15 al 17 marzo in Russia sono tenute le elezioni presidenziali, le scorse si erano tenute nel 2018 e le prossime terranno nel 2030. Dal 2012 a questa parte però c’è un solo attore protagonista, Vladimir Putin, che tutti noi ricordiamo per le sue doti da cavalcatore di Orsi, ma soprattutto per essere balzato agli onori della cronaca quando nel febbraio del 2022 ha deciso di iniziare ad attaccare materialmente l’Ucraina (in realtà la guerra dei facto andava avanti dal 2014).

Il dato dato che emerge dal 2012 a questa parte è che Vladimir Putin riesce a vincere le sue elezioni con una maggioranza bulgara, termine che noi in Italia usiamo giornalisticamente per rappresentare delle elezioni falsate o che non rappresentino la reale volontà del popolo. Infatti dal 2012 che Vladimir Putin alternando una percentuale percentuale che va dal 70% all’88%, vince le elezioni della sua nazione.
Vladimir Putin dunque governerà fino al 2030, ma soprattutto sarà al comando della sua nazione per ben 18 anni.
Volendoci focalizzare però sulle elezioni, ci sono tanti dati e discrepanze che lasciano riflettere, primo fra tutti si stima che 31 milioni di voti su 71 ricevuti dal presidente Putin siano stati ottenuti in maniera fraudolenta. È anche giusto far notare agli amici lettori che Vladimir Putin con un riforma costituzionale ad hoc attuata nel 2020, ha azzerato i suoi mandati da presidente che di fatto gli avrebbero impedito di poter potersi ricandidare con solo ed unico scopo di poter rimanere contrastata per altri sei anni essere il leader della Russia.

Ma soprattutto, è l’immagine di un soldato in mimetica ed armato di Kalashnikov che entra ed esce dai seggi elettorali che deve farci riflettere e dovrebbe farci apprezzare la libertà della vera democrazia.

