Le conseguenze del sempre più diffuso anti-americanismo in risposta ai dazi americani si fanno sempre più dure. Se Levi’s teme un importante calo delle vendite soprattutto in Regno Unito, la Tesla il calo delle vendite l’ha registrato già. Per non parlare poi dei canadesi, che con le loro piccole ribellioni iniziano ad assomigliare per veemenza e insubordinazione ai nostri più cari e più vicini amici: i francesi, ovvio!
Levi’s inizia ad avere timore
Levi’s ha affermato che “il crescente anti-americanismo come conseguenza dei
dazi di Trump e delle politiche governative” potrebbe allontanare gli acquirenti britannici dai suoi jeans. Diciamo che la Levi’s ha fatto un paio di conti e se da un lato le è spuntato un sorriso per un importante aumento delle vendite e degli utili, dall’altro inizia ad avere un po’ di paura sul futuro e sulle previsioni di vendita, soprattutto per quanto riguarda il Regno Unito.
Ha affermato che i marchi di abbigliamento erano in competizione anche con “bisogni più basilari” e che c’era il rischio che un’inflazione elevata “avesse un impatto diretto sulla volontà e sulla capacità dei consumatori di spendere il loro denaro ridotto disponibile in abbigliamento e prodotti di moda”.
Elon Musk cala con Tesla in Regno Unito
Il colosso muskiano icona di eleganza, classe e sportività Tesla sembra aver registrato un calo delle vendite in Regno Unito. Le indagini circa le vendite nel mese di luglio, segnalano soltanto 987 nuove Tesla immatricolate, il che è davvero poco se consideriamo i numeri precedenti. Quanto poco? Circa il 60% delle vendite in meno rispetto al luglio del 2024 (quando il sole per Elon Musk splendeva un po’ più forte). Chissà se questi sono dei colpi duri anche per l’uomo più ricco al mondo o per lui è come perdere un semplice pacco di fazzoletti.
La soluzione a ciò? Ovvio che si è già trovata e le trattative sembrano essere già aperte. Secondo un avviso pubblicato sul sito web dell’ente di controllo la nuova intenzione di Musk sarebbe quella di investire nella fornitura di energia elettrica a uso domestico per tutto il Regno Unito, dunque l’invio della proposta all’ente ufficiale regolatore, l’ Ofgem per ricevere una licenza di fornitura di energia elettrica.
Ci sono delle specifiche da raccontarvi. Il marchio si chiamerebbe Tesla Electric e potrebbe focalizzarsi principalmente sulla fornitura di energia a coloro che dispongono di prodotti Tesla, come automobili e batterie. L’Ofgem ha un tempo di circa nove mesi per valutare la tenera proposta di Musk.
I preferiti: i canadesi-francesi
In Canada le proteste da parte dei cittadini si sono fatte sentire quasi da subito. Loro che stanno così vicini agli USA proprio non se li meritavano questi dazi. Trump non li ha sottratti manco per le classiche e vecchie regole di buon vicinato. L’ira dei canadesi si è abbattuta anzitutto verso il noto marchio di whisky Jack Daniel’s, tanto che molti rivenditori sono stati costretti a rimuoverli dagli scaffali.

Il dissenso l’hanno mostrato anche in altri modi. Ad esempio molti acquirenti capovolgono o nascondono alimenti, bevande di produzione o proprietà statunitense per rendere il loro acquisto più complicato ad altri eventuali acquirenti (o convicerli per via indiretta ad evitare di acquistarli). Addirittura esiste un’app: Maple Scan. Ai canadesi basta scannerizzare il codice a barre presente su ogni prodotto per verificare il suo “albero genealogico”, cioè per verificare in effetti se vi sono legami con eventuali aziende madri negli Stati Uniti. Nel caso vi siano questi legami, la soluzione è trovare un prodotto in alternativa.

