Piastri, su McLaren, vince il Gran premio di F1 d’Olanda, dietro di lui il padrone di casa, Verstappen. Terzo il sorprendente Hadjar. Dopo alcune gare un po’ noiose, oggi ci siamo divertiti moltissimo. A Zandvoort, nonostante un circuito all’antica, probabilmente troppo stretto e tortuoso per la F1 moderna in cui si corre soltanto perché c’è Verstappen, sono successe davvero tante cose. Gran bei sorpassi, memorabili vaccate, strategie fantasiose e tante tante safety car. In tutto questo gran casino, imperturbabile come un monaco tibetano, trionfa Oscar Piastri, che piazza un colpo da 90, anzi da 25. Il glaciale Oscar, dopo la pole da record del sabato, è protagonista della “solita” gara perfetta. In testa dall’inizio alla fine, non soffre mai la pressione di quelli dietro e, grazie anche al ritiro di Norris, mette a segno una vittoria che rischia di essere decisiva per il titolo mondiale.

Olanda amara per Norris

Dall’altro lato del box McLaren la musica è molto diversa. Norris, dopo la solita partenza ad handicap e la prevedibile rimonta (oggi la McLaren era in versione astronave), viene tradito dalla sua Power Unit. A pochi giri dalla fine, motore fuso e tanti saluti ad un secondo posto ormai in cassaforte e forse al mondiale. Dopo il ritiro di oggi, il secondo in stagione, i punti di distacco da Piastri sono 34. Ora però c’è poco da fare calcoli, da qui ad Abu Dhabi vogliamo un Lando in modalità full Attack.

Nonostante una Red Bull in versione trattore, Verstappen si regala un bel 2 posto a casa sua. Certo la sua è una gara dimessa e piatta come quella di un Bottas qualsiasi, ma in tempi di vacche magre, un podio a Zandvoort è oro colato. E comunque il suo compagno di squadra, Tsunoda, si è preso la solita mezza pista di distacco.
Sempre in “casa” bibitari oggi troviamo l’eroe del giorno. Hadjar, dopo un avvio di stagione da incubo in Australia (a muro prima ancora di cominciare la gara), è stato protagonista di alcune gare di alto livello, culminate col memorabile podio di oggi. Ha tenuto dietro per l’intera gara gente come Russell e Leclerc, senza mai tremare e alla fine è arrivato terzo, attaccato a Max. In molti in Australia lo avevano già dato per morto (anche a causa dei modi poco carini con cui i bibitari trattano i piloti) ed invece il ragazzo è bravo e cresce che è una bellezza.
Chi invece si è infilato in un tunnel molto buio e profondo è Antonelli. Il rookie Mercedes, dopo una pessima qualifica, fa una buona rimonta ma poi rovina tutto con un finale di gara disastroso con un incidente e ben due penalità. Per sua “fortuna” la Mercedes non ha una vettura competitiva per giocarsi qualcosa d’importante, quindi questi errori non sono molto pesanti. Però Kimi deve darsi una regolata, perché Toto, ad un certo punto, potrebbe perdere la pazienza.
Notte fonda per le Ferrari
I tifosi Ferrari, invece, hanno perso la pazienza molto tempo fa. A Zandvoort va tutto storto. Al venerdì le due rosse sono disperse tra gli ultimi. Al sabato si arriva a fatica al Q3, mentre la domenica si chiude con un drammatico doppio ritiro. Hamilton, forse tornato troppo carico dalla pausa estiva, passa il weekend a schiantarsi contro i muri di Zandvoort. Leclerc, dopo un venerdì ed un sabato da film horror, trova un buon passo domenica. Ma, a causa anche di una sosta probabilmente non necessaria, alla fine viene buttato fuori da Antonelli. Con un doppio ritiro ed aspettative bassissime si arriva al weekend di casa, dove ci si aspetta non dico una riscossa ma almeno una botta d’orgoglio, per dare un senso ad una stagione molto molto difficile.

Da segnalare la brillante prestazione del solidissimo Albon (su Sainz meglio stendere un velo pietoso), e l’incredibile rimonta di Stroll. Il pilota canadese, a muro il venerdì a muro il sabato, parte ultimo e arriva settimo, dinanzi addirittura al compagno di squadra Alonso, oggi particolarmente nervoso, forse anche per questo. Lui è veramente il GOAT della F1.


