Entrare a medicina è il sogno di molti ragazzi in Italia, peccato che con la nuova trovata del Governo sia diventato ancora più complicato: il semestre filtro è una pessima idea e adesso vi spieghiamo il perché.
Cos’è il semestre filtro e perché rovina la salute mentale degli studenti
Il semestre filtro è il nuovo meccanismo di accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Veterinaria: si tratta di un periodo di formazione (o distruzione, dipende dai punti di vista) al termine del quale gli studenti dovranno sostenere tre prove caratterizzate da una parte a completamento e una parte a risposta multipla. Peccato che le aule sono poche, i tempi sono stretti e i professori non sanno se le cose spiegate a lezione serviranno effettivamente per i test: i docenti stessi non sanno a che tipologia di domande saranno sottoposti gli studenti. Un altro aspetto da considerare è la competitività tra i ragazzi: infatti non basterà superare gli esami, sarà necessario avere una media alta per rientrare nella graduatoria nazionale
Aule cercasi
Tra i problemi riscontrati dagli studenti e dai professori vi è la mancanza di aule: non sono abbastanza per accogliere tutti. Per ”ovviare” al problema, sono state introdotte anche lezioni a distanza: non si tratta di una soluzione efficace dal momento che ci possono essere delle difficoltà legate alla connessione, all’audio e rumori vari. Senza considerare che per gli studenti è impossibile intervenire durante le lezioni da remoto. Chiedere un colloquio ai professori, invece, è pura utopia.
Professori e studenti in lotta contro il tempo
Il tempo a disposizione è poco sia per i professori costretti a fare una selezione di argomenti sia per i ragazzi impegnati a studiare programmi di tre materie diverse (Biologia, fisica, chimica e propedeutica biochimica): i corsi, tra l’altro, sono anche a frequenza obbligatoria. Sono previsti, inoltre, due appelli d’esame: il 20 novembre e il 10 dicembre: studiare programmi così vasti in soli tre mesi è a dir poco un’impresa, senza poi considerare l’ansia e lo stress emotivo che tutto questo comporta. In poche parole l’Italia è il paese in cui è precario non solo il tuo posto di lavoro, ma anche il tuo posto in facoltà.
La competitività aumenta lo stress
La competitività è molto diffusa tra i ragazzi, probabilmente già dai tempi del liceo: sono proprio le aspettative imposte dalla società (o quelle che ci creiamo noi per adeguarci ad essa) a spingerci a rivaleggiare con gli altri: questa riforma non fa altro che alimentare questo atteggiamento già insito in ognuno di noi quando si tratta di un contesto accademico, scolastico o anche lavorativo
Il test è comunque necessario
L’idea del test in sé a Medicina non è sbagliata: è giusto che ci sia una prova per poter accedere alla facoltà. Il problema era legato alla difficoltà del test, cosa che induceva molti ragazzi della scuola superiore a prepararsi molto prima, parallelamente all’esame di maturità. Tuttavia, lo scandalo dell’anno scorso legato alla pubblicazione della banca dati ha portato ad una riforma che non ha fatto altro che peggiorare le cose: il semestre filtro premierà sicuramente i più resistenti, non i più bravi.

