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Songs i couldn’t forget: Lauv ci insegna ad essere onesti

Capita a tutti gli artisti di dover lasciar fuori dai propri album brani a cui, in ogni caso, si era molto legati. È successo anche a Lauv, ma tra i brani esclusi c’erano delle canzoni che proprio non riusciva a dimenticare. Le ha inserite in un EP, e dal 27 febbraio sono disponibili all’ascolto per tutti.

Diamo uno sguardo a songs i couldn’t forget!

songs i couldn’t forget in a nutshell

Nel 2018, ho scritto queste canzoni durante un periodo che mi ha plasmato in modi che sto ancora capendo. Anni dopo, non riesco ancora a togliermele dalla testa, quindi le ho messe insieme in un EP chiamato songs i couldn’t forget (canzoni che non ho potuto dimenticare, ndr).

In questo modo Lauv presenta il suo nuovo – o quasi – progetto, composto da sei brani fatti di ricordi, amori e perdite, senso di inadeguatezza e dubbi costanti. Sentimenti che lo hanno portato ad una crescita emotiva e personale, un album fatto di momenti che corrispondono più a tappe fondamentali dell’esistenza. Lauv ci ricorda che alcune cose che ci succedono ci restano dentro per sempre, anche quando crediamo di essere andati avanti, e ogni tanto tornano a ricordarci perché siamo ciò che siamo oggi.

songs i couldn’t forget è un inno alla vulnerabilità, quel diario segreto che riapri dopo anni e che rileggi con un sorriso amaro e malinconico, ma pur sempre un sorriso che si porta dietro tutte le battaglie e tutti i passi avanti che hai fatto. Può far male ricordarsi dei momenti di sofferenza, ma è fondamentale ripercorrere alcune tappe emotive per non ricadere in certi vortici. Lauv ha canalizzato tutte quelle emozioni nella musica, che diventa forza salvifica e permette di metabolizzare e accettare ciò che sta succedendo. Tratto distintivo di Lauv è la sua completa onestà, anche quando può sembrare stridente.

Con questo EP, Lauv ci pone davanti a ciò che lui in primis ha provato, tutto ciò che lo ha portato a riflettere e che tutt’ora è fonte di riflessioni. Che sia un modo di aiutarci a porci domande e a trovare la nostra strada?

Cosa ci racconta Lauv?

L’EP si apre con ‘fake it‘, una finestra aperta su una crisi in corso, in quei momenti in cui si pensa più alle cose che si vorrebbero rispetto alle cose che si hanno. La paura di un futuro diverso da come ce lo immaginavamo, l’impressione che quello degli altri sia più colorato del nostro, la pretesa di essere altro da noi: Lauv afferma senza peli sulla lingua che a volte l’unica soluzione sembra fingere che ciò che ci succede ci vada bene, lasciando però trasparire la frustrazione che questo comporta. Yeah, I could waste my life / Trying to become something I know I’ll never be / […] / I’m sure as hell gon’ fake it ‘til I die.

Le insicurezze di Lauv si percepiscono anche in ‘ghost‘, dove ribadisce il desiderio di essere qualcun altro perché la persona che è non lo soddisfa più. In ‘insicure‘ racconta di aver provato a nascondersi per essere qualcos’altro, prima di essere colpito dalla sindrome dell’impostore e dal peso che si sente a non saper più chi si è. I wanna be things that I’m not, I wanna hide things that I am / I hate pretending I’m strong to feel like more of a man.

Nella seconda metà dell’EP, per Lauv si apre un barlume di speranza, interrotto dall’incapacità di gestire emozioni che sono distanti dalle sensazioni che si è portato dietro fino a questo momento. In ‘mariah‘ trova un amore che lo risolleva dalla solitudine, ma in ‘narcissistic‘ l’amore diventa problematico. Lauv viene inondato di nuovo dal senso di inadeguatezza, dalla convinzione di non saper amare sul serio. Con ‘sometimes‘ ci rendiamo conto che la matrice della sofferenza è la stessa: i dubbi su di sé, e la paura che questi possano far del male anche all’altra persona.‘Cause I’ve been living with all of these demons / And if I don’t tell you now you’re gonna see them / And you don’t, don’t deserve that pain.

Lauv: onestà e vulnerabilità

Con songs i couldn’t forget, Lauv si mette completamente a nudo e apre le pagine del suo diario al pubblico. Le sei tracce raccontano in più modi gli stessi temi, e ricalcano le sensazioni provate in modo quasi ossessivo. Ossessivi sono, in effetti, i pensieri tossici che ti ripetono di non essere abbastanza, che ti fanno credere che tutti siano più avanti di te e di non meritare le cose belle che ti succedono.

A Lauv non interessa presentare un contraddittorio, non importa ricordare a tutti che quei pensieri non sono veri. Con questo EP Lauv ci ricorda che queste sensazioni esistono, sono umane, che ci accomunano, e il primo passo per metabolizzarle è riconoscerle. Cantandole e ascoltandole prendono forma, diventano concrete e ci aiutano a sentirci presenti non solo al dolore, ma anche a noi stessi.

Ci sono sensazioni ci plasmano, ci cambiano, ma proprio per questo ci formano profondamente. Capire che non siamo i soli a sentirci in questo modo ci aiuta a capire che forse non siamo davvero inadeguati. A volte abbiamo solo bisogno di essere ascoltati. Lauv con questo EP ci ascolta, ci accoglie, e parla per noi.

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