In questi giorni abbiamo assistito, presso il Palazzo Reale di Napoli, con la sua bellezza immortale posto su Piazza Plebiscito, al Campania Libri Festival.
Per diversi giorni, alcune delle sale storiche e i cortili si sono trasformati in un insieme di grandi storie raccontate attraverso le grandi case editrici che hanno partecipato a questo festival. Svariati gli stand che hanno dato spazio a voci nuove, sguardi giovani, editori indipendenti ed anche scrittori affermati, in una vera e propria condivisione del potere narrativo in tutte le sue forme, dalla poesia, alla prosa, fino anche a fumetti ed illustrazioni per bambini.
Un viaggio immersi nella carta
L’edizione di quest’anno ha saputo fondere più aspetti dell’editoria, dando spazio ad interviste, conferenze, e anche luoghi di sapere come lo stand della Linea Scritta che da ormai anni, in collaborazione con l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, dà la possibilità, agli studenti e studentesse interessati al mondo dell’editoria, di effettuare un Master di primo livello approfondito nel campo, sia in modo teorico ma anche con la presenza di un tirocinio approfondito in grandi case editrici come Bompiani.
Gli spazi del complesso si sono animati con oltre 120 stand e circa 150 case editrici presenti. Ogni cortile ha avuto un’identità propria, ospitando sezioni tematiche dedicate alla narrativa, alla poesia, alla saggistica e anche alle illustrazioni per i piccoli lettori. Uno dei luoghi condivisi più apprezzati è stato sicuramente l’organizzazione nel grande cortile d’entrata che ha permesso ai lettori di poter, fin dopo l’acquisto, assaporare i libri da loro acquistati.
La potenza dello scambio culturale
Passeggiando tra gli stand, si respirava un entusiasmo contagioso, la voglia di sapere reale. I visitatori si fermavano a parlare con autori e editori, i giovani si appassionavano come non mai, e i curiosi cercavano nuovi mondi da scoprire leggendo. È stata una delle fiere che ha sicuramente restituito a Napoli, una città calorosa, la potenza dello scambio culturale, del confronto, della vera cultura e letteratura come spazio di incontro e libertà. Tra le risa dei bambini, ai dibattiti degli adulti, alla ricerca di libri fantasy degli adolescenti, si è potuto riscoprire un mondo fatto di tranquillità e coesistenze.

Un capitolo che resta nella città
Con la chiusura del Campania Film Festival Napoli ha confermato nella sua interezza la sua vocazione ed il suo interesse culturale. La realtà di quanto accaduto afferma che ciò non si sia trattato semplicemente di una presentazione di libri, bensì una creazione di ponti, un avvicinarsi di mondi, restituendo alla città un’immagine viva, curiosa, ed in parte internazionale.
Il Palazzo Reale, un grande simbolo di storia, ha avuto l’occasione di trasformarsi per qualche giorno nel cuore pulsante della conoscenza che da secoli dà potere e sapere all’uomo, dimostrando che la cultura non è mai un lusso, ma un respiro necessario nella vita di tutti.

