Che Edoardo Bennato sia uno degli artisti più grandi del panorama musicale italiano non si discute (almeno spero!). Le sue canzoni continuano a vivere e ad affascinare generazione dopo generazione migliaia di ascoltatori, ed è attraverso le favole, quelle che ascoltavamo da bambini, che Bennato ci presenta la realtà, quella vera e a volte anche un po’ cruda, ma comunque reale. Vediamo qualche ”canzonetta” che ha saputo descrivere la nostra società!
il gatto e la volpe
È il 1977 quando i personaggi nati dal genio di Carlo Collodi entrano imponenti nei testi di Bennato, nell’album Burattino senza fili.
Il gatto e la volpe è una tra le canzoni più note dell’artista che, paragona le figure del gatto e della volpe ad alcuni personaggi che si possono incontrare nel mondo dello spettacolo o più in generale, nel mondo lavorativo, in qualsiasi realtà. Ti promettono un futuro roseo, il successo e la fama, tutto ciò in cambio di ‘’quattro monete’’ e una firma su un contratto, ‘’una formalità’’ che però cambierà la tua vita: cambierà, è certo, ma non è mai esplicitamente detto se in meglio o in peggio. Come si dice? Fidarsi è bene, ma non fidarsi?
La fata
Il testo ha al centro la figura della donna, incarnata dalla Fata turchina di Pinocchio. La fata, la più bella, colei che dice sempre la cosa giusta al momento giusto e che rende orgoglioso lui. All’inizio però. La realtà è che spesso, la felicità e l’orgoglio si fermano allo step iniziale, alla superficie. ‘’Se vuoi volare ti tirano giù’’ perché in fondo, le decisioni le prenderà lui e tu sarai un qualcosa, più che qualcuno, da esibire. Come afferma lo stesso Bennato nel testo, “chiamarlo amore non si può” perché l’amore non ti toglie la libertà e il potere decisionale, tutt’altro. “Se comincia la caccia alle streghe, la strega sei tu” e in effetti nell’immaginario collettivo le streghe sono al rogo mentre gli stregoni ad Hogwarts e abbiamo detto tutto. L’amore vi fa volare, che sia da soli o insieme.
Tu grillo parlante
In origine, rappresenta la coscienza di Pinocchio, colui che lo mette in guardia. Con Bennato, la situazione cambia e il grillo sembra rappresentare la strada che deve essere percorsa per forza, senza cambi di rotta. Una normalità insegnata da chi ha il potere, da chi è istruito e sa per certo quale percorso intraprendere. Ma chi può dirci realmente cosa è giusto e cosa no? In fondo, nessuno è normale e forse è meglio così.
L’isola che non c’è
Nel 1980, Edoardo Bennato è il primo artista ad aver pubblicato a distanza di soli quindici giorni due album: Uffà! Uffà! E Sono solo canzonette. A quest’ultimo appartiene L’isola che non c’è, ispirata, come possiamo intuire al mondo di Peter Pan. L’isola che non c’è è un luogo immaginario, un mondo utopico in cui non esistono ladri (il Louvre è al sicuro) violenza e cattiveria. Forse un posto così esiste, ed è all’interno di noi stessi; un invito a ritrovare quell’innocenza che abbiamo perso diventando grandi e a credere nei nostri sogni. Non darti per vinto e segui sempre la seconda stella a destra.
Queste sono solo alcune delle canzoni dell’artista napoletano che sembrano descrivere così a fondo la nostra realtà, veritiere e sempre attuali. Tu cosa ne pensi? La cosa sicura è che i testi di Bennato sono un evergreen e che in ogni situazione bisogna tenere gli occhi aperti!

