Tempi duri per i giovani italiani. Come confermato dall’Autorità per le garanzie per le comunicazioni (AGCOM) dal 12 novembre sarà necessario un controllo età per l’accesso ai siti porno. Dunque, la diffusione di materiale pornografico può essere diretta solo a utenti maggiorenni. Pena 250mila euro di multa. Ma facta lex inventa fraus quindi, sul web già circolano mille modi per poter aggirare il controllo età, tra questi l’uso di una VPN.
Il “doppio anonimato”
Il controllo età dell’utente sarà effettuato attraverso il meccanismo del doppio anonimato, a protezione dei dati personali di ognuno. Stai tranquillo (forse) non rischi niente. Comunque te lo spiego io facile facile. Praticamente il sistema che deve assicurarsi tu sia maggiorenne deve essere obbligatoriamente diverso da quello che gestisce il sito. Come si potrebbe fare?
Forse assisteremo soprattutto da mobile alla nascite di nuove app che diventano generatori di token (codici numerici presumibilmente) da inserire sui siti porno. I codici potrebbero essere generati quindi senza sapere a quale scopo serviranno.
Puoi leggere qui la lista dei siti selezionati dall’AGCOM per cui sarà valida la nuova legge. È in continuo aggiornamento quindi non esultare se ancora non compare il tuo sito preferito.
L’inganno: la VPN
La ricerca di un anonimato è diventata priorità per gli utenti minorenni che tenteranno certamente di continuare ad accedere. Sono già anni di ribellione quelli dell’adoloscenza, possiamo solo immaginare come l’abbiano presa.
Ed ecco che cercando sul web molto facilmente si incorre in delle soluzioni a pagamento, ma semplici, veloci e a portata di mano. Si legge “avete mai pensato di utilizzare una VPN? Conosciuti anche come Virtual Private Network, questi servizi creano essenzialmente un tunnel privato tra voi e qualsiasi sito web che desiderate vedere.” Ed ecco che si trovano con una velocità e facilità disarmante tutta una serie di VPN messe a punto esattamente per questo scopo o magari nate per proteggersi contro attacchi di hacker e adesso ri-utilizzate a questi fini.
Tu da che parte ti schieri?
Comunque, la questione è delicatissima e spacca in due le acque manco fosse Mosè. Da un lato, siamo tutti felici perché una certa tipologia di contenuti è inadatta ad un pubblico anche molto molto giovane delle volte. Se a questo si aggiunge che i siti porno sono anche riconosciuti come diffusori di una “visione patriarcale” non c’è femminista d’Italia che non sia contenta.
Dall’altro limitare i siti a luci rosse con l’intento di proteggere i minori da una certa tipologia di contenuti, ma al contempo non educarli alla sessualità sana, come dimostra la mancata apertura italiana all’educazione sessuale nelle scuole, potrebbe non avere senso. E tu, da che parte ti schieri?

