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Affittasi fuori sede a Napoli: mission impossible

Sono centinaia e centinaia gli studenti e studentesse fuori sede, Campani e non, che cercano casa, o meglio camere, in affitto nei pressi delle università da loro frequentate, risultando essere però una mission impossibile, in tutti i sensi.

Affitti studenteschi da infarto

Per molti giovani studenti fuori sede, partire per studiare fuori casa significa non solo affrontare nuovi esami e fare nuove amicizie, ma anche accettare la perdita di una pesante cifra dal proprio portafoglio.

L’affitto per uno studente fuori sede è diventato una voce di spesa insostenibile, fatta di rincari continui, offerte insufficienti, contratti spesso poco trasparenti, e delle volte anche con una convivenza poco pacifica.

Secondo L’indagine dell’Unione degli Universitari (UDU), l’affitto per una camera singola da fuori sede a Napoli costa in media 430 euro, per una camera doppia invece le spese vanno leggermente a calare per la modica cifra di 280 euro a testa. Ma queste medie, che già di per sé pesano sul bilancio familiare, o sulle spalle di uno studente o studentessa che lavora, vanno di conseguenza a creare delle vere e proprie disparità nelle possibilità dei singolo individui, essendo inoltre basate su poca trasparenza di colui che affitta.

Cercasi stanza, trovasi truffa

Trovare una stanza a Napoli è ormai una missione impossibile: tra annunci assurdi e prezzi fuori controllo, la ricerca diventa una commedia surreale. “Monolocale accogliente” che poi risulta essere un sottoscala, “vista panoramica” su un muro scrostato o difronte ad un palazzo rionale, “ideale per studenti” ma a 700 euro al mese con utenze escluse.

Dietro l’ironia, però, c’è la realtà amara di un mercato distorto, con truffe, contratti in nero e offerte che sfiorano il ridicolo. Per molti studenti, cercare casa non è più una scelta, ma una corsa ad ostacoli in cui la fortuna conta più del budget.

Il nero va di moda

Nel mercato degli affitti studenteschi per fuori sede, il nero è più attuale che mai. A Napoli, come in molte città universitarie, una stanza su due viene affittata senza contratto o con accordi “creativi” che servono solo a eludere tasse e regole.

Mancano controlli efficaci e la burocrazia spinge spesso gli studenti ad accettare soluzioni irregolari pur di avere un tetto, così da non percorrere ogni mattina ore e ore di chilometri su più mezzi pubblici, non dovendosi così svegliare alle 5 del mattino. Il risultato? Zero tutele, nessuna ricevuta e la costante paura di essere sfrattati da un giorno all’altro senza preavviso. In questa giungla, il nero non è l’eccezione: è diventata la norma.

Vivere a Napoli costa

Tra affitti da infarto, stanze fantasma e contratti in nero, essere uno studente fuori sede a Napoli è diventato quasi uno sport estremo. L’ironia è che molti scelgono la città per il suo calore, ma finiscono col bruciare il portafoglio prima ancora dei libri.

La verità è amara, vivere a Napoli costa, anche solo per studiare. Ma un rimedio c’è e parte dall’alto. Servono più controlli, più studentati pubblici e meno speculazioni private. Perché il diritto allo studio non può dipendere da quanti zeri ci sono sul contratto d’affitto per una stanza, neanche una casa, di poco più di 10mq.

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