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Francesca Albanese e l’intervento molto discusso su Israele

L’intervento di Francesca Albanese all’Al Jazeera forum ha fatto molto discutere: in seguito alla diffusione di un video in cui la relatrice dell’ONU avrebbe definito Israele “nemico comune dell’umanità”, la politica europea e internazionale si è mobilitata per chiederne le dimissioni.

Secondo il ministro degli esteri francese Jean-Noël Barrot, una dichiarazione del genere non colpisce il governo israeliano, ma Israele in quanto popolo e nazione: ad “appoggiarlo” ci sono anche Germania e Italia.

Germania e Italia (e non solo) contro Francesca Albanese

Alla condanna di Barrot si unisce anche Johann Wadephul, ministro degli esteri tedesco, che non si è limitato a biasimare le recenti affermazioni dell’Albanese:

Rispetto il sistema delle Nazioni Unite basato sui relatori indipendenti. Tuttavia Albanese ha rilasciato numerose dichiarazioni inappropriate in passato. Condanno le sue recenti dichiarazioni su Israele. La sua posizione è insostenibile.

Alla polemica non si è sottratto nemmeno Antonio Tajani, che ha preso le distanze dalla relatrice dell’ONU:

Le posizioni di Albanese non rispecchiano quelle del governo italiano. Le sue affermazioni e iniziative non sono adeguate all’incarico che ricopre all’interno di un organismo di pace e garanzia come le Nazioni Unite.

Inoltre, si aggiungono alla lista anche i ministri degli esteri dell’Austria e della Repubblica Ceca: Barrot ha avuto un vero e proprio effetto domino.

La replica dell’Albanese

L’Albanese sostiene di essere stata attaccata con una virulenza e una convinzione mai usata dai governi europei contro il governo israeliano. Non è la prima volta, però, che la relatrice dell’ONU riceve attacchi del genere: da due anni a queste parte sanzioni e minacce non sono di certo mancate.

Le parole di Sandro Ruotolo e il cardinale Pizzaballa

Tuttavia, c’è chi ritiene che le parole dell’Albanese siano state volutamente manipolate. A dichiararlo è Sandro Ruotolo, europarlamentare per il PD:

Io non l’ho sentita pronunciare le affermazioni di cui l’accusano. Francesca Albanese si è difesa sostenendo che le sue critiche sono rivolte alle politiche del governo israeliano, non al popolo ebraico.

Anche il cardinale Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, ha espresso il suo parere in merito:

Francesca Albanese è una figura controversa ma anche molto coraggiosa, capace di alzare l’attenzione sul dramma di Gaza dove nulla ancora di concreto si è mosso.

Le parole di Pizzaballa fanno riflettere, anche perché nella striscia di Gaza sono 601 i palestinesi uccisi dall’inizio della tregua: il cessate il fuoco tra Israele e Hamas è sempre più fragile. Questa polemica contro l’Albanese rischia di distogliere l’attenzione dal dramma che si sta ancora consumando in Palestina: è ciò che ha dichiarato anche Marta Hurtado, portavoce del Consiglio dei diritti umani.

Denunciare l’abominio che si sta verificando a Gaza è il dovere di ognuno di noi, non solo dell’Albanese in virtù dell’incarico che ricopre. Non si può essere indifferenti dinanzi ad un dramma che sta consumando una popolazione: si tratta di essere “umani“.

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