Hilma af Klint, nata a Solna il 26 Ottobre 1862, è stata una pittrice svedese e pioniera nell’ambito dell’astrattismo pittorico. Molto probabilmente è lei che ha dato vita a questo stile artistico, sviluppandone le prime opere, anni prima Kandisky. Te ne parlo io!
Vita e Opere di Hilma Af Klint
Proveniente da una ricca famiglia svedese, Hilma era la quarta figlia di Mathilda af Klint e del capitano Victor af Klint, un comandante navale. Dalla sua famiglia, ereditò un grande interesse per la matematica e la botanica, mostrando anche una precoce attitudine all’arte visiva. Iniziò la sua educazione artistica presso l’Istituto Tecnico di Stoccolma, seguendo contemporaneamente anche lezioni di ritratto. Si laureò con lode e le venne assegnata uno spazio nell’Accademia di Belle Arti di Stoccolma.
Nel 1880 morì la sorella minore Hermina e fu in questo periodo che iniziò a svilupparsi la dimensione spirituale della sua vita. Il suo coinvolgimento allo spiritismo, molto in voga tra la fine del diciannovesimo e l’inizio del ventesimo secolo, e i suoi esperimenti sotto il profilo “dell’indagine spirituale” iniziati nel 1879, sono le basi secondo le quali potrebbe essere lei la vera “madre” dell’astrattismo.
La transizione artistica all’arte astratta e alla pittura non figurativa di Hilma af Klint sarebbe avvenuta senza alcun contatto con i movimenti moderni contemporanei. Le sue opere sono principalmente spirituali e il suo lavoro artistico ne è una conseguenza. Credeva nell’esistenza di una dimensione spirituale del quotidiano e voleva rappresentarne il contesto che si trova al di là di ciò che gli occhi possono percepire.

Lasciò più di un migliaio di dipinti e opere su carta e solo nel 2018 ha iniziato a essere conosciuta in Italia, trovando la consacrazione con la mostra che è stata a lei dedicata nel 2019 a New York.
Lo Spiritismo e l’Astrattismo
A 17 anni partecipa alla sua prima seduta spiritica, ad un anno dalla morte della sorella. Il dolore estremo la porta a porsi delle domande: c’è qualcosa oltre ciò che noi vediamo? Le anime di chi ci lascia, dove vanno?
Nel 1896, insieme a quattro amiche fonda il gruppo De Fem, le Cinque, un circolo che si riunisce ogni settimana per sedute di meditazione e esercizi spirituali. Qui, dice, di essere stata raggiunta da entità misteriose, e di ricevere messaggi. Nel 1906, una di queste entità le affida una missione: creare un Tempio Spirituale. Questo Tempio si compone di quasi 200 dipinti, prodotti tra il 1906 e il 1915, noti come Dipinti del Tempio. Le tele sono gigantesche e sono tempestate di forme geometriche e colori forti e rappresentativi: giallo e blu rappresentano le entità maschili e femminili, e le forme astratte sono l’energia che evoca l’universo.

Un nuovo linguaggio artistico mai visto prima. L’incontro che svoltò la sua vita e carriera, fu con il fondatore dell’antroposofia, Rudolf Steiner, il quale le consiglia di tenere nascoste le opere per almeno cinquant’anni: «il mondo non è ancora pronto alla tua arte».
Nel mentre, Kandinsky pubblica le sue prime opere di astrattismo, proclamandosi pioniere. Hilma, tuttavia, aveva già creato questo movimento sette anni prima, ma in silenzio.
Hilma, lascia un testamento alla morte con istruzioni precise: «Non rivelate le mie opere al pubblico, devono passare almeno vent’anni della mia morte».
Nel 1964, il nipote dell’artista mette mano alle opere e inizia la catalogazione. Ad oggi la sua figura resta nel mistero e ci sono molte critiche discordanti, tuttavia resta noto che forse la vera madre e pioniera dell’astrattismo è Hilma Af Klint.

