Al momento stai visualizzando Il bombardamento di Israele in Siria
La sede del governo siriano bombardato da Israele

Il bombardamento di Israele in Siria

Qualche giorno fa Israele ha guidato un bombardamento su Damasco e Suwayda, in Siria. “Ovviamente” non lo ha fatto per indebolire il suo tormentato vicino, difendere le aree che occupa illegalmente dal 1967 e magari strappare altre altre aree alla Siria. Ma lo ha fatto, a detta di Bibi Netanyahu, per difendere i loro fratelli drusi dagli attacchi del governo siriano. A dispetto del loro nome un po’ esotico, i drusi non sono creature magiche che popolano il medio oriente. Sono arabi di lingua araba, che hanno aggiunto elementi di ebraismo, induismo e cristianesimo all’Islam, creando così la religione drusa. Potete cliccare qui se vi va di approfondire.

Israele Siria bombardamento mappa foto cartina
Il confine tra Israele e Siria. Il Post

Cosa succede in Siria

Seguire e capire davvero tutto ciò che accade in Medio Oriente è roba per pochi audaci, lo so. In ogni caso, per avere le idee un po’ più chiare sul perchè Israele ha sganciato un po’ di bombe anche in Siria, è necessario fare un piccolo salto indietro nel tempo. A meno che non viviate sotto un sasso, sapete che a dicembre dello scorso anno il regime siriano di Assad è crollato. Da allora Al Sharaa, leader del nuovo governo siriano, va ripetendo in lungo ed in largo di essere il protettore di tutte le minoranze in Siria e che, grazie a lui e alla sua saggia guida, nessuno si farà male. Il suo obiettivo, per quanto apprezzabile, è particolarmente ambizioso. Provare a pacificare la Siria, paese multietnico e devastato negli ultimi decenni da quasi tutte le calamità possibili, è qualcosa che metterebbe in crisi persino Gesù. Ed infatti le cose non stanno andando proprio così. Qualche mese fa ci sono stati violenti scontri tra le truppe governative e la comunità alawita, che hanno provocato migliaia di morti.

Tornando finalmente alla stretta attualità, domenica scorsa altri scontri sono scoppiati tra la comunità drusa ed i beduini nella città di Suwayda, a sud della Siria. Il governo siriano, per riportare la calma, ha mandato l’esercito nell’area. Israele ha però interpretato in maniera diversa l’azione di Al Sharaa. Infatti per Netanyahu & Co. l’esercito siriano era arrivato a Suwayda per aiutare i gruppi beduini nella loro azione contro i drusi. Quindi Israele è stata “costretta” a bombardare le città di Suwayda e di Damasco, la capitale della Siria, per difendere i drusi, legati allo stato ebraico da un rapporto di fratellanza.

Cosa vuole davvero Israele

Per quanto siamo davvero convinti che Israele abbia bombardato la Siria per difendere la comunità drusa in Siria (i drusi sono gli unici arabi davvero integrati nello stato d’Israele, tanto da essere definiti la comunità modello), probabilmente c’è dell’altro. Difatti oltre alla sincera preoccupazione per i fratelli drusi, il bombardamento israeliano è servito anche per ricordare al governo siriano che le alture del Golan, occupate illegalmente da Israele dal 1967, non si toccano. Così come l’area cuscinetto che separa i due stati (fondamentali per la sicurezza d’israele). Inoltre attraverso l’attacco, Netanyahu porta avanti la rischiosa strategia del “dividi et impera”.

In sostanza Israele fomenta il settarismo che caratterizza praticamente tutti gli Stati mediorientali, per renderli più deboli. L’aumento però della violenza nella regione potrebbe avere, in un futuro non troppo lontano, conseguenze negative anche per lo stesso Stato d’Israele. Ma almeno per ora ciò sembra non interessare Bibi & Co. Da quasi due anni ormai, il governo Israeliano di estrema destra ha scelto la via della violenza sia per risolvere questioni private (Netanyahu ed i suoi processi), sia per realizzare il sogno sionista: costruire il grande Stato d’Israele. Ed almeno per ora di cambiamenti all’orizzonte non se ne vedono.

Lascia un commento