Se vi dicessi che il cinema non è nato (solo) grazie ai fratelli Lumière? Lungi da me togliere i meriti ai padri della storia della cinema, ma è importante ricordare che i loro film siano il risultato di una lunga serie di esperimenti legati alla fotografia e alle immagini in generale. Non lo sapevi? Scopriamo insieme il “pre-cinema” e come fotogramma dopo fotogramma è nato il più grande e rivoluzionario mezzo di comunicazione di massa.
Il Pre-Cinema: immagini che chiedevano di vivere
Le immagini in movimento hanno sempre fatto parte dell’essere umano. Quando dormiamo o sogniamo a “occhi aperti” (smettila di pensare alla tua crush) non facciamo altro che mettere in sequenza e poi in movimento i nostri pensieri, costituiti da ciò che osserviamo nel mondo reale o da nostre fantasie.
Già dalla preistoria gli uomini hanno iniziato ad immortalare le storie di vita quotidiana (chissà se anche loro si creavano i film mentali) nelle mura delle caverne, costruendo dei veri e propri racconti.
Gli esperimenti che hanno cercato di dar vita alle immagini durante i secoli sono davvero numerosi. Ecco perché ne saranno riportati solo alcuni che hanno contribuito in modo particolare allo sviluppo del cinema come lo conosciamo oggi.
Uno dei primi dispositivi ottici che hanno permesso lo sviluppo prima della fotografia e poi del cinema, è la lanterna magica. Sviluppatesi tra il 1600 e 1700 da Kircher Huygens, era costituita da dei disegni di solito impressi sul vetro che venivano inseriti all’interno della macchina e proiettate su una parete, grazie ad una fonte luminosa e delle lenti. Inoltre, grazie a delle lastre mobili si poté realizzare il movimento delle immagini.

Autore della foto: Athanasius Kircher
Ad essa seguirono moltissime altre invenzioni, come il fenachistoscopio nei primi anni dell’Ottocento, il quale consisteva in una ruota in grado di ruotare su se stessa e con incise delle fessure ad intervalli. All’interno di esse si inserivano delle immagini e degli specchietti, donando l’illusione del movimento.
La svolta: l’arrivo della fotografia
Ciò che rivoluziona il mondo delle immagini è l’arrivo della fotografia: siamo nel 1826 e il buon vecchio Nièpce realizza la prima fotografia al mondo. Denominata “Vista dalla finestra di Gras“, è il risultato di un processo -chiamato eliografia- durato ben otto ore… si avete capito bene, interminabili ore in cui l’autore si mise a fissare i tetti che scorgeva dalla finestra di casa propria!

Qualche anno dopo, Daguerre ne perfeziona il procedimento dando vita al dagherrotipo, la prima riproduzione fotografica ufficiale. Il problema? Ogni scatto era un’opera unica e irripetibile (non come adesso che ci scattiamo migliaia di foto al minuto per trovare quella perfetta). Successivamente, venne creato il calotipo che permise la copia di più stampe.
Ebbene ci siamo sempre più avvicinando al fantomatico cinematografo. È il 1888 e lo straordinario inventore Edison (si proprio lui) insieme a Dickson, diedero vita al kinetoscopio. Si trattava di una cassa di legno nella quale nella sommità vi era posto un mirino attraverso il quale era possibile, singolarmente, vedere delle immagini in movimento. Negli stessi anni fu brevettato il fonografo, il primo apparecchio in grado di registrare e riprodurre i suoni, che, associato al kinetoscopio, permette di dare vita al kinetofono.
Nasce il cinema: i fratelli Lumière e il cinematografo
Vi sareste mai immaginati che per arrivare all’invenzione dei fratelli Lumière ci sarebbero voluti secoli di storia? Ma eccoci qui: è il 28 dicembre del 1895, all’interno del Salon Indien del Grand Cafè di Parigi avvenne la prima proiezione pubblica.
I primi filmati che vennero trasmessi (in bianco e nero e muti), garanti di trasmettere “lo spettacolo del quotidiano”, furono “La sortie de l’usine Lumière” e l’iconico “L’arrivèe d’un train à la Ciotat“, con il famosissimo treno che aveva terrorizzato tutti gli spettatori (questo significa che finalmente il cinema poteva essere di fruizione pubblica).
Il Cinématographe fu dunque una rivoluzione: questo dispositivo, infatti, permetteva la ripresa, stampa e proiezione. Un tutto fare insomma! Si trattava di una macchina al cui interno veniva inserita una pellicola fotosensibile di 35mm ed azionabile grazie a una manovella, la quale permette di far scorrere 16 fotogrammi al secondo.
Il cinema è, sin dalle sue origini, una vera e propria black box: affascinante, misteriosa e perfetta nel suo funzionamento nascosto. Già Aristotele e Da vinci parlavano di camera oscura, ma da allora, poco è cambiato. Ci sediamo ancora all’interno di una sala buia a guardare luci e immagini in movimento che si trasformano in storie.
Fonti foto: Pixabay, Wikipedia, www.storiadellafotografia.com
Fonti utilizzate e consultate articolo: Libro “Il cinema, percorsi storici e questioni teoriche” di Caroccio, Malavasi e Villa, Geopop, Wikipedia, Rai News
di Sara Sapuppo

