Le partite giocate nelle ultime settimane hanno messo a dura prova il Napoli e i suoi tifosi: gli azzurri hanno collezionato tre pareggi di fila (Verona, Inter e Parma), per poi sbloccarsi in casa contro il Sassuolo grazie al gol di Lobotka (che non segnava dal 2022).
Nonostante la squadra sia diventata un lazzaretto, la corsa scudetto con le milanesi è ancora in corso. Più incerto è il cammino in Champions dopo il pareggio con il Copenhagen, quinta squadra danese che ha, per giunta, giocato con un uomo in meno
L’assenza dei top del Napoli
Il quadro della situazione è davvero drammatico e a farsi portavoce di ciò è stato Scott McTominay dopo la partita contro l’Inter:
“No Anguissa, no Lukaku, no Gilmour, no De Bruyne, no Rrahmani at the start of the season, Neres injury”
L’elenco del centrocampista scozzese è andato virale su Tiktok, dove i tifosi del Napoli hanno preferito sdrammatizzare. Tuttavia, non c’è mai fine al peggio e dopo solo qualche giorno è stato necessario aggiornarlo: Politano e Rrahmani (di nuovo) infortunati.
Qual è l’origine degli infortuni?
La domanda che sorge spontanea è proprio questa: qual è l’origine degli infortuni che sta segnando la stagione del Napoli?
In un’intervista rilasciata a Fanpage, Eugenio Albarella, preparatore atletico di fama internazionale, ha individuato vari fattori tra cui la frequenza delle partite, l’età media dei calciatori e l’assenza di alternative valide.
Il Napoli, infatti, la settimana scorsa, ha giocato 3 partite in sei giorni e secondo Albarella la responsabilità degli infortuni non è da imputare alle sessioni di allenamento di Conte: il mister non ha nemmeno il tempo pratico per sovraccaricare la squadra, dal momento che si gioca ogni tre giorni.
Un altro dato importante è l’età media dei calciatori del Napoli, che è intorno al 28,2: di meno della Lazio (28,4) ma di più rispetto all’Inter (27,8) e al Milan (26,8).
Infine, Albarella ha preso in considerazione anche l’inadeguatezza della rosa:
”Prima abbiamo parlato di McTominay ma anche lui è andato incontro a periodi di affaticamento e ha bisogno di gestirsi. Il problema è: qual è l’alternativa allo scozzese? E quale, tanto per fare un altro esempio, ad Anguissa? In rosa il Napoli non ha un calciatore che sia qualitativamente e quantitativamente alla sua altezza”
Qual è la soluzione agli infortuni?
Secondo Albarella ci sono due modi per abbassare l’indice di rischio degli infortuni: scegliere giocatori giovani che non hanno grandi problematiche alle spalle e usufruire di strutture e professionisti che possano velocizzare i tempi di recupero. In situazioni come queste, infatti, il tempo è più che prezioso: il Napoli per il momento sta resistendo ma alla lunga l’assenza di certi nomi – specialmente di Lukaku, Anguissa e De Bruyne – diventa sempre più pesante.

