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Italia a rischio: siamo davvero ad un punto di non ritorno?

Conosciuta da sempre per i suoi paesaggi mozzafiato e la biodiversità che la caratterizza, l’Italia è a rischio e oggi emerge come il paese UE più colpito dalla crisi climatica, con ondate di calore sempre più intense, siccità prolungate, precipitazioni improvvise ed eventi meteorologici estremi. La combinazione di tutti questi fattori sta lasciando tracce evidenti in tutte le nostre regioni, che pur differendo per territorio, condividono la stessa sfida: adattarsi.

Italia a rischio: quali sono le località più colpite?

Principalmente le aree simbolo del nostro paese come la laguna di Venezia che da anni vive episodi di acqua alta a causa dell’innalzamento del mare e del lento abbassamento del suolo. Diverse iniziative sono state messe in atto come il MOSE, un sistema di barriere mobili che si attivano quando l’acqua supera una certa soglia così da separare la laguna dal mare, ma resta oggetto di dibattito la sua sostenibilità nel lungo termine. Altro caso emblematico sono le Dolomiti dove lo scioglimento dei ghiacciai ci racconta un’emergenza imminente causata dalla riduzione delle risorse idriche e l’aumento di frane che non solo modificano il paesaggio alpino, ma hanno un impatto anche sulle comunità turistiche locali. È il caso della Mermolada, il ghiacciaio che secondo i ricercatori potrebbe sparire entro il 2040 a causa dell’aumento delle temperature.

La sfida più grande resta nelle regioni del Sud

Le regioni del Sud stanno sperimentando in prima linea i rischi di questa crisi che si manifesta attraverso più fenomeni: desertificazione, scarsità d’acqua e alluvioni improvvise. Un esempio è la Capitanata, provincia di Foggia, in Puglia, che sta affrontando una gravissima crisi idrica causata dalla scarsità di piogge. Quanto avvenuto ha avuto un effetto negativo sull’agricoltura e non solo: la Regione Puglia ha dichiarato lo stato d’emergenza adottando un piano per il riuso dell’acqua depurata della città, di recente accelerato data la situazione. Infine, ma non per importanza, ci sono le isole Sardegna e Sicilia dove aumentano gli incendi provocati da un aumento delle temperature anomalo, specialmente d’estate. A tal proposito, il governo ha avviato progetti di “RiforestAzione” supportati dai fondi del PNRR.

Ma a che punto siamo?

Nonostante le difficoltà evidenti, non possiamo dire che il nostro paese non stia reagendo. Sono già in atto iniziative locali e regionali; progetti per migliorare la gestione delle infrastrutture idriche e misure di adattamento climatico per proteggere le zone costiere. Tutti questi interventi da soli non bastano ancora, ma rappresentano un monito per ricordarci che la lotta al cambiamento climatico è possibile e che proteggendo la natura possiamo proteggere noi stessi, come una polizza assicurativa, ma green!

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