In occasione della presentazione della Fondazione Giulia Cecchettin alla Camera, il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara è stato protagonista di una gaffe clamorosa, che l’ha reso un degno adepto della Meloni: quest’ultima, recentemente, ha affermato di essere fiera dell’alto tasso di disoccupazione femminile raggiunto sotto il suo governo.
Cosa avrà mai detto il ministro Valditara per essere accostato ad un livello di indecenza tale?
Valditara: Ministro della distruzione
Il nostro caro ministro, attraverso un videomessaggio, ha parlato dell’immigrazione illegale come una della principali cause della violenza sessuale e ha definito la lotta al patriarcato come una “lotta ideologica che non porta soluzioni”: affermazioni sicuramente fuori luogo, soprattutto perché, in quel momento, a Montecitorio c’era Gino Cecchettin, un padre che da oltre un anno sta combattendo una battaglia in nome della figlia Giulia, da cui la fondazione prende nome.
Giulia: uccisa da un ragazzo per bene
Non ci sta la sorella di Giulia Cecchettin, Elena, la quale ha incitato ad ascoltare e a non fare propaganda alla presentazione della fondazione: in Italia il numero dei femminicidi è sempre alto e non bisogna spostare l’attenzione su questioni del tutto scollegate con la violenza di genere.
Elena Cecchettin è intervenuta più volte facendo decisamente “rumore“: lo scorso dicembre, infatti, accusò il ministro dei trasporti, Matteo Salvini, di non riconoscere la colpevolezza di Turetta perché ragazzo bianco e proveniente da una famiglia perbene.
La lezione di Gino Cecchettin
Gino Cecchettin ha nuovamente dato una grande lezione di dignità, proponendo un confronto con “numeri alla mano” a Valditara e Meloni nonostante le divergenze e le perplessità: l’invito è stato accettato dal ministro dell’istruzione che ha detto di avere con Cecchettin il comune scopo di combattere la violenza contro le donne. Sarà veramente così? Ci auguriamo che l’attuale governo si impegni al meglio in un dramma che non accenna a fermarsi.

