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Lanterns, ci mancherà la tua ronda…

Lanterns, la serie HBO/ Warner Bros. sulle Lanterne Verdi, si è appena conclusa. Terzo prodotto seriale ambientato nel DC Universe di James Gunn dopo Creature Commandos e Peacemaker, ha ricevuto il plauso di pubblico e critica. Ma come tutte le cose belle, anche Lanterns è giunta a una conclusione (per ora). È quindi arrivato il momento di capire cosa l’abbia resa una serie così amata e cosa possiamo aspettarci in futuro.

Chi è Lanterna Verde?

Tutti bene o male conoscono Lanterna Verde. Si tratta di un tizio, vestito ovviamente di verde, che combatte nello spazio con un anello che gli permette di creare costrutti con la volontà. Ma in realtà sarebbe più corretto parlare di “Lanterne Verdi”, un vero e proprio Corpo di polizia spaziale guidato da dei testoni blu, i Guardiani di Oa, in difesa del bene nell’Universo. La più celebre Lanterna Verde terrestre è Hal Jordan, introdotto nel 1959: ex-pilota dell’aeronautica statunitense ritrovatosi quasi per caso a indossare l’anello e a pronunciarne il giuramento.

Nel giorno più splendente, nella notte più profonda, nessun malvagio sfugga alla mia ronda. Colui che nel male si perde, si guardi dal mio potere: la luce di Lanterna Verde!

La storia editoriale di Hal Jordan è alquanto travagliata. Per un periodo infatti è stato addirittura un villain: Parallax, corrotto dalla luce gialla della paura. Prima del suo rilancio, avvenuto tra il 2004 e il 2005 a opera di Geoff Johns (testi) ed Ethan Van Sciver (disegni), vari personaggi hanno assunto il ruolo di “Lanterna Verde del settore 2814”. Per esempio il preparatore atletico Guy Gardner, interpretato da Nathan Fillion nei progetti del DCU (Superman, Peacemaker, Lanterns). Poi il fumettista Kyle Rayner e soprattutto l’ex-marine e architetto John Stewart, co-protagonista insieme a Jordan nella serie HBO.

Le principali Lanterne Verdi terrestri. Dal basso verso l’alto: Hal Jordan, Kyle Rayner, John Stewart, Guy Gardner

Ma c’è un’altra cosa importante da sapere: non esistono solo le Lanterne Verdi, legate alla forza di volontà. Ci sono anche delle Lanterne nemiche: le Gialle della paura, le Rosse della rabbia, le Arancioni dell’avidità. Poi altre Lanterne alleate, come le Blu della speranza, le Viola dell’amore e le Indaco della compassione. Sarebbe interessante vederle tutte prima o poi, soprattutto se James Gunn avesse intenzione, un giorno, di adattare la run La Notte più Profonda (Geoff Johns e Ivan Reis, 2009-2010), l’apice di Lanterna Verde post-rilancio. Qui il villain Black Hand riesce a creare un intero Corpo di Lanterne Nere resuscitando gli eroi DC morti. Le altre Lanterne, non solo Verdi, dovranno mettere da parte i loro rancori e allearsi per sconfiggere una minaccia capace di spegnere ogni luce.

Lanterns: “non avere paura di avere paura”

Dopo il disastroso film del 2011 con protagonista Ryan Reynolds, poi diventato Deadpool per la Marvel, l’immagine di Lanterna Verde nell’audiovisivo era inevitabilmente compromessa. Nel 2019 la DC aveva intenzione di realizzare un nuovo serial scritto da Greg Berlanti, che aveva già lavorato a Dawson’s Creek, Green Lantern del 2011 e ad altre serie per DC come Arrow, The Flash e Supergirl (il cosiddetto “Arrow-verse”). Il progetto venne poi ripreso – e radicalmente trasformato – nel 2022 con l’arrivo in casa Detective Comics di James Gunn e Peter Safran, entrambi alla guida del nuovo universo cinematografico iniziato nel 2025 con Superman. Come ideatori e scrittori della serie abbiamo Chris Mundy (Ozark, True Detective, Criminal Minds), Damon Lindelof (Lost, la serie-TV Watchmen) e Tom King (sceneggiatore di fumetti Marvel e DC).

Green Lantern (2011), di Martin Campbell

In Lanterns, ambientato per buona parte nel 2016, Hal Jordan (Kyle Chandler) è la Lanterna Verde del settore 2814 già da trent’anni. Tutti lo conoscono e quasi tutti lo amano. Ma Hal è ormai un uomo di mezza età stanco, cinico, disilluso e più che mai indisciplinato. Per questo i Guardiani lo costringono a prendere sotto la sua ala colui che un giorno lo sostituirà: John Stewart (Aaron Pierre). Il rapporto tra i due è già di per sé difficile. A complicarlo ulteriormente è una sparatoria nella cittadina di Rushville, in Nebraska, dove secondo Hal ci sarebbe lo zampino di qualche alieno. Dieci anni dopo, nel 2026, un ulteriore mistero mette alla prova la “luce di Lanterna Verde”.

Lanterns è quindi una serie prettamente investigativa, con elementi fantascientifici e addirittura western grazie all’ambientazione. Divisa in 8 episodi da circa 50 minuti ciascuno, è andata in onda su HBO Max dallo scorso 16 agosto al 4 ottobre, riscuotendo un grandissimo successo (19 milioni di spettatori a episodio).

Diversi sono gli elementi che hanno conquistato il pubblico, in primis il cast. Kyle Chandler e Aaron Pierre impersonano perfettamente dei personaggi già resi tridimensionali non solo dai fumetti, ma soprattutto dalla sceneggiatura. Ogni episodio infatti sfrutta il setting e la “mitologia” delle Lanterne per raccontarci qualcosa in più sui protagonisti, che pian piano lo spettatore impara ad amare nonostante i loro difetti e contraddizioni. Si dipana dunque una storia molto “terra terra”, letteralmente, dove lo spazio si vede ben poco e così i costrutti dell’anello. È vero: si parla tanto, ma tutto quello che viene detto è dannatamente interessante.

Aaron Pierre e Kyle Chandler in Lanterns (2026)

L’azione è ben centellinata proprio per mantenere quel tono un po’ alla Fargo (1996) o alla True Detective S1 (2014), con focus sulle indagini e i rapporti umani. Non solo tra Hal e John, ma soprattutto tra i due “invasori” e i cittadini di Rushville. Tra loro spicca lo sceriffo, Kerry, personaggio fondamentale e magistralmente interpretato da Kelly Macdonald. Niente battaglie intergalattiche tra eserciti di alieni che sparano raggi colorati, quindi. Piuttosto un’agente e il suo “backup” alle prese con un caso in una piccola città polverosa. Ma lo abbiamo imparato da Twin Peaks: nelle piccole città i misteri non sono mai piccoli.

Ed è anche la cosa che ha diviso di più il pubblico. Perché fare una serie sulle Lanterne con tutti questi limiti? Il costume si vede solo un paio di volte, non si esce quasi mai fuori dalla Terra e l’anello sembra quasi un mcguffin per mandare avanti la trama. Ma non è così. Gli sceneggiatori hanno deciso di concentrarsi sull’essenza stessa dell’anello e il suo significato in relazione a ogni personaggio. Quando la nostra volontà lascia spazio alla paura, che sia quella di perdere tutto o di fallire, come possiamo affrontarla? E soprattutto: dovremmo? Così Lanterns si rivela per quello che è: non il classico cinecomic, ma una vera e propria opera autoriale.

L’atmosfera è cupa, grounded, con un humor efficace perché ben dosato e momenti estremamente emotivi, specie verso la fine. Il comparto tecnico poi è solido, così come una sceneggiatura che riesce nell’arduo compito di reinventare delle icone dei fumetti senza snaturarle. Hal Jordan non è solo un eroe tanto impavido quanto incosciente, ma un uomo che deve queste sue caratteristiche alla sua incapacità di legarsi al prossimo, che lo ha portato anche a essere sempre più solo col passare degli anni. John Stewart, invece, riprende sì quella sua pseudo-impassibilità dei fumetti, ma intorno a essa viene anche costruita un’intera narrazione che funge da contesto per comprenderlo meglio come persona.

Ed entrambi, sia Hal che John, rimarranno nei cuori di tantissimi, dal neofita che si è approcciato a questi personaggi proprio con Lanterns, al lettore di fumetti più navigato e con il giuramento tatuato sul braccio. Ora che è tutto finito, però, il lunedì tornerà a essere solo il lunedì.

I prossimi progetti del DCU (tornerà anche Lanterna Verde)

Per ora, a parte qualche rumor, una seconda stagione di Lanterns non è stata ancora annunciata. Ma il DCU di James Gunn e Peter Safran ha comunque in serbo dei progetti interessanti per il futuro. Primo fra tutti Clayface, film con protagonista uno dei villain storici di Batman, in uscita il prossimo 23 ottobre. Si tratta di un vero e proprio horror (vietato ai minori di 18 anni negli USA), dove il giovane attore Matt Hagen (Tom Rhys Harries), rimasto col viso sfigurato, tenta una cura sperimentale che lo trasforma lentamente in un mostro fatto di argilla.

Clayface (2026), di James Watkins

Il 9 luglio 2027 sarà la volta di Man of Tomorrow, sequel del Superman del 2025 ancora una volta diretto da James Gunn. Presentato come molto diverso dalla pellicola precedente, vedrà Superman costretto ad allearsi con altri personaggi – compreso Lex Luthor – per affrontare l’alieno Brainiac. Il film avrà una struttura molto corale e vedremo il ritorno di personaggi come Lois Lane, Jimmy Olsen, Mr. Terrific, Hawkgirl, Blue Beetle, Guy Gardner e John Stewart. Si vocifera anche, finalmente, dell’introduzione di Wonder Woman. La Justice League sembra vicina, anche se mancano ancora un paio di nomi (compreso un certo pipistrello).

Sempre nel 2027 arriverà un’altra serie: The People v. Gorilla Grodd. Protagonista Jimmy Olsen, collega di Clark Kent al Daily Planet, che investiga sul conto di Gorilla Grodd dopo un omicidio. Per chi non lo sapesse, Gorilla Grodd è un gigantesco gorilla, avversario di Flash, reso intelligente dalle radiazioni di un meteorite. La serie mescolerà atmosfere true crime, mockumentary e comedy. Si prospetta qualcosa di assurdo ma da non sottovalutare.

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