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Perché si dice “A caval donato non si guarda in bocca”?

Proprio quest’anno hai scelto di trascorrere il giorno del tuo compleanno a casa e festeggiare con un mix di parenti e amici. L’amico che si sente un uomo vissuto cinquantenne strizza l’occhio a tua zia rimasta zitella dopo una brutta delusione d’amore negli anni ’80 e quel tuo zio che si sente giovane guarda il lato b a Sara, la tua compagna di corso. Momento regali: tua mamma prende tutta fiera un pacco regalo e ti impone di aprirlo davanti a tutti. Tolto il nastro quella busta si apre, eccome se non si apre, e cacci fuori tutto imbarazzato una felpa a maniche lunghe che sarebbe una banale felpa se solo non portasse sopra la scritta in caratteri cubitali Narcos: Plata o Plomo. Potrebbe essere il caso di lanciarla in aria, passarci i piedi sopra a ‘mo di vendemmia, ma in fondo te l’ha insegnato proprio tua madre che a caval donato, non si guarda in bocca. E allora pensi che sarà la nuova felpa sessione 2026. Non sarà un chissà ché ma almeno è calda.

Chiediamolo a San Girolamo

La prima attestazione del proverbio (in una sua variante molto molto simile a quella attuale) la si trova in San Girolamo, che nella Prefazione al commento della lettera agli Efesini scrive, sottolineando proprio che si tratti di un proverbio volgare, popolare: ««…ut vulgare proverbium est: Equi dentes inspicere donati».

Questo perché nell’antichità, quando ancora si stava bene e non vedevi gente girare sui monopattini elettrici, il cavallo era un vero e proprio mezzo di trasporto, ma possedere un bel cavallo voleva anche sottolineare un certo status sociale. Cioè immagina se Lorenzo de’ Medici circolava su un cavallo anziano, zoppo e che dopo tre passi si fermava!

E l’acquirente esperto era solito valutare l’età e la condizione dei cavalli proprio studiandone la bocca, in particolar modo osservandone la dentatura. Si dice che col passar degli anni la dentatura dei cavalli sporga sempre più. Dunque, era importante focalizzarsi prorpio sulla bocca dell’animale per vedere se l’acquisto ne valesse la pena o no. Ma alla fin fine, se questo bel cavallo te lo regalano, a prescindere dal suo sorriso, ti conviene accettarlo e ringraziare. Ecco il senso del proverbio: A caval donato, non si guarda in bocca!

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