Louisiana, 1996, Roderick Ferrell, Charity Keesee, Howard Scott Anderson, Heather Wendorf e Dana Cooper vengono arrestati in una stanza di un hotel della catena Howard Johnson. Le accuse? Duplice omicidio, furto con scasso, rapina a mano armata e vampirismo. Questa è la storia del vampiro del Kentucky.
La storia
Roderick Ferrell nasce nel 1980 in Kentucky, dopo un’infanzia costellata di traumi e abbandoni e un’adolescenza non da meno, la psiche di Rod inizia a vacillare. I disturbi del ragazzo cominciano a manifestarsi tramite comportamenti squilibrati e deliri che culminano con la fondazione del Vampire Clan.
Rod convinse e si convinse di essere un vampiro di 500 anni di nome Vesago il cui obiettivo era quello di aprire le porte dell’inferno tramite il sacrificio umano. Con il suo carisma e con il contributo di droghe e acidi creò la sua personale congrega composta dai sopracitati quattro adepti oltre lui. Questi, convinti di far parte di qualcosa di grande, affascinati dall’occulto e, soprattutto, molto isolati e quasi sempre sotto l’effetto di stupefacenti si riunivano in cimiteri e luoghi abbandonati per praticare rituali che prevedevano il bere reciprocamente il proprio sangue e sacrificare piccoli animali.
Il fatto
25 settembre 1996, settimana del ringraziamento. Naomi Wendorf esce dalla doccia e trova il marito Richard sul divano in una pozza di sangue, di fianco a lui due ragazzi, Howard e Rod. Quest’ultimo si scaglia contro di lei con un piede di porco infliggendo una violenza tale da farle fuoriuscire della materia cerebrale. I due cadaveri saranno ritrovati dalla figlia Jennifer.
Non si tratta di un caso di ominimia, Wendorf è il cognome di Heather una delle adepte di Rod, la quale, convinta dal gruppo a fuggire con loro per creare una vera e propria setta era stata persuasa che l’unico modo per riuscirci fosse eliminando l’unico ostacolo: i suoi genitori.
Al massacro parteciparono esclusivamente Howard e Rod che, raccattati gli altri membri del gruppo si diedero alla fuga che terminò con la scena iniziale di questo articolo. Cattura che avvenne 96 ore dopo la fuga grazie ad una chiamata di Charity a sua madre in cui le chiedeva dei soldi.
Le pene
Il 17 dicembre 1996 Roderick Ferrell e Howard Scott Anderson furono indicati come i diretti responsabili del crimine, mentre Heather venne assolta da tutti i capi di imputazione per insufficienza di prove. Charity Keesee, che era incinta di Ferrel al momento dell’arresto ma successivamente ebbe un aborto spontaneo, venne processata e condannata il 13 agosto 1998 a 10 anni e sei mesi di prigione. Dana Cooper (unica maggiorenne al momento dei fatti), è stata condannata il 15 luglio 1998 ad una pena detentiva di 17 anni e sei mesi. Roderick, inizialmente condannato alla sedia elettrica poi commutata in ergastolo e Howard anch’esso condannato all’ergastolo poi commutato in 40 anni stanno scontando le loro pene in Florida ma in due penitenziari differenti.
Il punto di vista della Psicologia
Ferrell non era un mostro sovrannaturale: era un ragazzo che non riusciva a sopportare la propria normalità.
Ferrell cresce in un contesto familiare instabile, con difficoltà economiche ed emotive. Abbandonato dal padre, abusato dal nonno e cresciuto con una madre instabile che lo introdusse all’occulto. Come molti adolescenti, cerca un ruolo, un’identità più grande di sé stesso. Il mito del vampiro diventa il suo rifugio. Da costante vittima decide di incarnare un personaggio che non invecchia, che non soffre e che domina.
Qui entra in gioco il primo elemento psicologico: l’identità alternativa. Nei momenti di fragilità, costruire un alter ego forte diventa un modo per sopravvivere all’insicurezza e al dolore. Roderick soffriva, Vesago faceva soffrire.
L’adolescenza è per eccellenza la fase della costruzione della propria identità e l’appartenenza ad un gruppo e l’identificazione con lo stesso è linfa vitale per l’adolescente che all’interno di questo costruisce il proprio sé, rafforza la propria autostima e sviluppa competenze sociali. Non a caso i componenti del clan erano tutti ragazzi emarginati e bisognosi di essere visti che hanno trovato nel vampirismo la possibilità di essere qualcosa e di esistere. In un gruppo così Ferrell assume rapidamente il ruolo di leader. Non perché sia più forte, ma perché è il più deciso a credere nella finzione.
Questo meccanismo è tipico nei gruppi chiusi, il leader emerge da chi dà senso e coerenza al “gioco”. Più Rod recita Vesago, più gli altri lo seguono, alimentando un circolo di rinforzo reciproco. La psicologia sociale lo definisce conformismo normativo di gruppo: per non sentirsi esclusi, i membri si adattano ai comportamenti e alle convinzioni del leader. In questo contesto, anche un’azione estrema diventa accettabile, quasi necessaria per dimostrare lealtà; ciò che fuori sembrava assurdo, dentro era coerente con le regole condivise.
Il caso del vampiro del Kentucky è ancora così pop perché la mente umana non riesce a concepire cinque adolescenti che decidono, da un giorno all’altro, di massacrare i genitori di uno di loro.
Ma quindi com’è possibile che tutto ciò sia accaduto?
La dissociazione cognitiva è un fenomeno psicologico in cui una persona separa tra loro pensieri, emozioni e comportamenti che normalmente sarebbero integrati. In pratica, l’individuo agisce o prende decisioni come se certe conseguenze o realtà non esistessero, riducendo il senso di responsabilità o il conflitto interno.
Nel caso di Rod Ferrell può spiegare come un adolescente normale sia riuscito a commettere un crimine violento pur senza percepirlo come “illegale” nel contesto del gruppo:
- Separazione tra fantasia e realtà: Vesago (il vampiro) era il personaggio “reale” nella sua mente, mentre Rod Ferrell come adolescente normale era secondario. Questo gli permise di agire come Vesago senza affrontare il conflitto morale.
- Riduzione del senso di responsabilità: dentro il gruppo gli atti violenti erano coerenti con la narrativa condivisa; la dissociazione lo aiutava a percepire l’omicidio come parte del “gioco” del vampiro.
- Protezione dell’identità: mantenendo separati i suoi sentimenti di paura, colpa o ansia, Ferrell poteva continuare a guidare il gruppo senza crollare emotivamente.
In conclusione
La salute mentale di bambini e adolescenti è, spesso, messa in secondo piano. L’infanzia e l’adolescenza sono considerate dalla cultura di massa come periodi di spensieratezza e gioco in cui i problemi non possono esistere. In realtà sono terreno fertile per tutti quei traumi, disagi e comportamenti che da adulti si trasformano in patologie.
Rod Ferrell non è mai stato un vampiro immortale. È stato un ragazzo che non riusciva a sopportare la propria fragilità e si inventò denti appuntiti per mordere il mondo. Il problema è che, a volte, le maschere che scegliamo per sentirci forti diventano le gabbie che ci condannano.

