È passata una settimana dal debutto di “The Fall Guy” nelle sale italiane, con protagonisti Ryan Gosling ed Emily Blunt. È il titolo cinematografico del momento, con l’83% delle recensioni positive su Rotten Tomatoes. Ma qual è il punto forte di questo film?
Il cast: Glosling e Blunt

Il pilastro fondamentale di “The Fall Guy” è sicuramente il cast.
Dopo aver visto Barbie, siamo tutti d’accordo che Ryan Gosling è come la cugina stronza che ti ruba la scena durante “tanti auguri a te” e soffia sulle tue candeline sbavando sei litri di saliva: il suo carisma non ha tempo per ruoli secondari. Il suo ego vuole la ribalta.
Emily Blunt, poliedrica e versatile come il suo collega, si è dovuta scolare l’intera distilleria di whisky per far finta di comprendere i ragionamenti arzigogolati di Oppenheimer. Ha deciso quindi di dare una ventata di aria fresca, a lei e al suo fegato, cimentandosi in un film totalmente diverso.
Aaron Taylor-Johnson. Non servirebbero parole, ma proviamo a spenderne un paio. Sicuramente se non siete abituati a vederlo nei panni dell’antagonista, vi farà enormemente girare le palle. Però è anche qui che si capisce il calibro di un professionista. Compare per poco tempo, considerato il metraggio del film, ma sarà il perno da cui partirà l’azione. Ci sarebbero altre cose da dire, ma forse meglio fermarsi prima delle querele.
Anche se per pochi minuti, c’è stato fatto il dono del cameo di Jason Momoa. Probabilmente dovevano smaltire i soldi del budget.
La trama
Colt Seavers (Ryan Gosling) è lo stuntman di Tom Ryder (Aaron Taylor-Johnson). Ha una relazione con una sua collega, Jody Moreno (Emily Blunt), la quale sogna un giorno di diventare regista. A seguito di un incidente quasi mortale, Colt abbandona il mondo del cinema e allontana definitivamente Jody. Dopo 18 mesi, viene contattato dalla manager di Tom Ryder, Gail Meyer, che gli comunica che è proprio Jody a volerlo sul set del suo nuovo film come controfigura. Arrivato lì, viene a sapere che la ragazza non ne sa niente, men che meno lo vuole come collaboratore. A quel punto Gail gli rivela che il motivo per cui lo ha chiamato è per aiutarla a trovare Tom, scomparso da qualche giorno.
Colt si mette sulle sue tracce, e, dopo una serie di peripezie, scopre che l’attore è coinvolto in un omicidio. Dopo aver visto il video che lo incrimina, viene rapito da alcuni uomini e portato su uno yacht. Qui scopre che dietro tutto questo ci sono Tom e la sua manager, i quali hanno architettato la vicenda per incastrarlo e per mandarlo in galera al posto di Tom. Inoltre gli confesserà che l’incidente dell’anno prima non è stata una casualità, ma aveva premuto apposta il pulsante sbagliato per farlo cadere rovinosamente. Colt riesce però a fuggire e, con l’aiuto di Jody, riescono a registrare la confessione di Tom su tutto quello che era accaduto, con un finale a tarallucci e vino.
La nostra piccola recensione

Al di là dell’evidente bravura dell’intero cast e della regia, “The Fall Guy” soddisfa le aspettative, anche se dal trailer sembrerebbe un film d’azione come un altro. Invece no. Non solo per il contesto in cui ci troviamo nella storia, ma anche perché si mette in luce quanto lavoro ci sia dietro la produzione di un film, che va ben oltre quello che vediamo sul grande schermo: partendo, banalmente, dal lavoro di regia, alla sceneggiatura, ai costumisti, e potremmo proseguire fino a domani.
Viene messa in luce ancora di più, però, la figura dello stuntman, essere mitologico, che nessuno ha mai visto realmente. Una leggenda metropolitana, che però esiste davvero. E ce ne dimentichiamo, ma la maggior parte del lavoro sporco, soprattutto nei film d’azione, è svolta proprio da loro, mentre gli attori protagonisti posano i loro culetti sputa soldi su un comodo divano.
E che rodimento di culo deve essere per la controfigura, vedere che chi si limita a prestare il proprio faccino per delle facili scene dialogate riceve premi su premi e candidature, mentre loro tornano a casa solo con dei lividi? Di certo non vogliamo dire che gli attori protagonisti non vadano premiati, ma forse sarebbe ora aprire una categoria anche per gli stuntman.
Attenzione: arriva l’IA!
In “The Fall Guy” un altro punto molto importante, e che forse non è stato messo a caso, è la presenza di una forma di intelligenza artificiale nell’industria cinematografica. Nel film vediamo come questa tecnica venga usata per apporre la faccia di Colt su quella di Tom durante le scene d’azione, che sarà poi anche il mezzo con cui lui e la sua manager cercheranno di incastrarlo.

Alla luce delle proteste avvenute negli Stati Uniti proprio a causa dell’uso spropositato dell’AI nelle produzioni cinematografiche, viene da sé pensare che forse è proprio questo che “The Fall Guy” vuole denunciare: può essere utile, certo, ma bisogna imparare come e, soprattutto, quando usarla. È successo nel film, ma abbiamo visto che è assolutamente possibile anche nella vita reale modificare la faccia di qualcuno per utilizzarla a proprio piacimento e far sembrare abbia fatto cose che non sono vere. L’abuso di questa moderna tecnologia fa effettivamente paura, e bisogna limitarla prima che sia troppo tardi.

