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Vescovo va alla mensa dei poveri a pie… ah no in Tesla

Purtroppo non è il classico titolo clickbait, ma una storia che vi farà drizzare le orecchie. Un vescovo in Tesla è il primo grande paradosso di questo 2026. Ah no ha anche la moto. E delle ca… vabbé leggi di più.

Nuovo Cattolicesimo: mensa dei poveri e Tesla

Il Monsignor Gallese avrà scambiato la mensa dei poveri con quella tradizione popolare del meridione che si suole chiamare “struscio“: la passeggiata natalizia per le vie più famose della città indossando abiti eleganti e di lusso, fatta (anche) con lo scopo di “sfoggiare” i propri beni e i bei vestiti. Ma qui, non avendo granché libertà sui vestiti da scegliere, il vescovo ha deciso di ostentare l’auto elettrica di lusso per eccellenza: una Tesla.

Siamo ad Alessandria e come accade praticamente sempre nel periodo natalizio, si organizzano delle cene per i più poveri. Il 2023 sta quasi giungendo al termine e c’è un ultimo grande evento di quell’anno che catturerà l’attenzione di tutti gli abitanti alessandrini: l’arrivo del vescovo alla mensa dei poveri in Tesla.

Vescovo va in Tesla alla mensa dei poveri Natale 2023, Tesla parcheggiata
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Parcheggiata proprio lì fuori, in piena vista, non c’è scena che meglio possa rappresentare l’ossimoro in cui ci troviamo a vivere ormai da molto. Un solo telo separa una grande povertà dall’ostentazione e dal possesso del lusso più all’avanguardia. E se quest’ostentazione, se questo possesso è di un vescovo, il Monsignor Gallese, questo non può che attirare due cose: l’attenzione dei cittadini e quella, oggi, del Vaticano che ha inviato dei “controlli” proprio lì.

La Tesla non è una scelta di stile, ma di sostenibilità

Da quel giorno (e forse anche da prima) si sono accumulate, senza troppi dubbi sul perché, denunce e segnalazioni, tanto che come riporta La Stampa, pare che ci sia un segreto dossier tutto dedicato proprio a lui. Qualcosa ora si è mosso: Roma ha inviato proprio lì il cardinale Giuseppe Bertello, che si occuperà di indagare sull’operato del vescovo Gallese.

Il vescovo su questa visita non proferisce parola, al posto suo però qualcosa ci dice il suo portavoce, Enzo Governale: «So bene che la scelta della Tesla ha sollevato curiosità e qualche critica, ma va letta con lo sguardo della Laudato Si’. Il vescovo percorre migliaia di chilometri ogni anno per raggiungere ogni angolo della diocesi e per i suoi impegni con la Conferenza episcopale italiana e regionale. Scegliere un’auto elettrica è stato un investimento consapevole sulla sostenibilità grazie all’abbattimento dei costi di carburante e manutenzione. L’auto comunque non è stata acquistata dalla Diocesi. Capisco che possa fare impressione vedere un vescovo su un mezzo simile, spesso associato al lusso, ma è una scelta di efficienza».

Beh la Tesla non è tutto. Ad attirare l’attenzione c’è anche la sua moto e diverse questioni legate alle proprietà. Come ad esempio l’attuale alloggio del vescovo, ex convento dei frati cappuccini (secondo alcuni sarebbero stati «sfrattati») e al nuovo Collegio Santa Chiara che ospita studenti a pagamento. Se vuoi una camera lì per star più vicino alla questione e approfittarne per espiare l’anima magari facendo un giro in Tesla, ti diciamo le tariffe. Ben trecentosettanta euro al mese, a studente, per una camera tripla. Poi le spese bonus, come i classici b&b: quindi trenta euro di parcheggio, due euro per la lavanderia e cinque-dieci euro per le card fotocopiatrici.

Perché proprio adesso?

Di acqua sotto i ponti ne è passata da quel 2023, quindi perché inviare i controlli proprio adesso? Ad attirare l’interesse del Vaticano è la mancata pubblicazione dei bilanci da parte della diocesi.

«Gli investimenti sul Collegio Santa Chiara e su Casa San Francesco sono sotto gli occhi di tutti e sono stati realizzati grazie al fondamentale sostegno dello Stato e della Fondazione Cassa di risparmio di Alessandria. Siamo di fronte a una gestione che non ha paura della luce ma che anzi trova nel controllo un’occasione per confermare la bontà del cammino intrapreso» dice Governale a proposito della questione.

Insomma, fattori che si intersecano e sembrano dire già tutto. Ad ognuno le proprie conclusioni. Come finirà? Staremo a vedere.

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