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Perché il 2 Giugno è la Festa della Repubblica italiana?

Oggi 2 Giugno 2025, si festeggia la 79esima festa della Reubblica italiana. Il cielo italiano si colora di verde, bianco e rosso. Location delle celebrazioni è Roma, capitale e città simbolo dell’italianità. 79 candeline per la nostra Repubblica, nata il 2 giugno del 1946. 79 anni dal primo referendum istituzionale a suffragio universale.

2 Giugno 1946: il primo suffragio universale

Il 2 Giugno 1946, per la prima volta in Italia, fu indetto un referendum istituzionale. Si chiedeva all’elettorato italiano, comprese le donne, per la prima volta nella storia politica italiana, di scegliere tra monarchia e repubblica. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il referendum fu uno dei primi passi dell’Italia verso una ripresa generale. Primo esito positivo fu la partecipazione delle donne.

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Nel 1944 nacque, all’interno del Partito Comunista Italiano (PCI), l’Unione donne italiane (UDI) e nello stesso anno sorse il Centro italiano femminile per iniziativa delle donne dell’Azione cattolica. L’unione fa la forza e dopo una serie di lotte non semplici e manifestazioni a favore del suffragio femminile, si giunse al decreto De Gasperi-Togliatti del gennaio 1945. Il decreto prese il nome dai due ministri, rispettivamente del democristiano Alcide De Gasperi e del comunista Palmiro Togliatti. Sancì il diritto di voto alle donne e nel marzo dello stesso anno fu aggiornato con un decreto aggiuntivo sull’eleggibilità delle donne.

Monarchia o repubblica?

Quello del 2 Giugno 1946 fu un doppio appuntamento per gli elettori: gli italiani furono chiamati a votare l’Assemblea costituente, incaricata di redigere il testo della Costituzione italiana e a votare la nuova forma di governo: monarchia o repubblica. Il referendum fu un successo. L’affluenza alle urne fu molto alta, votò il 90% degli italiani aventi diritto. Nonostante i tentativi di salvare il destino della monarchia da parte del re Vittorio Emanuele III che, abdicò in favore del figlio Umberto II, con la speranza di dare continuità alla vecchia forma di governo, la sorte non fu dalla sua parte. Ad avere la meglio fu la repubblica. Gli italiani scelsero di essere un nuovo popolo repubblicano e Umberto II partì per l’esilio in Portogallo.

Si celebra la Repubblica

Il 2 giugno 1946 nacque la Repubblica Italiana e il suo primo capo provvisorio fu Enrico de Nicola.

Ogni anno, a partire dal 2001, si festeggia nella stessa data. Nel 1949 il 2 giugno è stato proclamato festa nazionale. Negli anni Settanta del Novecento, il Compleanno della Republica era stato spostato alla prima domenica di giugno. Su iniziativa del presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, in carica durante il 2001, ha smesso di essere una festa mobile ed è ritornata ad essere celebrata nel giorno esatto in cui ci fu il referendum isituzionale. In occasione delle celerazioni per ricordare un importante ciclo storico del nostro paese, si ripete ed è ormai consolidato dalla tradizione un preciso cerimoniale ufficiale. Dopo l’innalzamento del tricolore nazionale, il Presidente della Repubblica posa ai piedi dell’Altare della Patria, a Roma, una corona di alloro. Dopo ci si sposta ai Fori Imperiali per assistere a una sfilata delle principali istituzioni dello Stato Italiano, proposte a tutela della Repubblica e dei cittadini italiani.

La costituzione: figlia della Repubblica

Il 2 Giugno nacque la repubblica e poco dopo sua figlia: la Costituzione. Dopo le elezioni del 1946, l’Assemblea costituente elaborò e portò alla luce la nuova Costituzione repubblicana.

Firma della Cosittuzione italiana
Enrico de Nicola firma il testo ufficiale della costituzione

Il testo finale entrò in vigore il 1 gennaio 1948 in sostituzione dello Statuto Albertino, la carta costituzionale adottata dal Regno di Italia il 17 marzo 1861, all’indomani dell’unificazione del paese. Si passava così ufficialmente da una monarchia parlamentare ad una repubblica democratica parlamentare. Per chiudere citerei il primo articolo, fortemente rappresentativo della nostra costituzione, una preghiera politica che, dati i tempi, dovrebbe essere imparata a memoria e mai dimenticata. Si apre così la nostra costituzione: “L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.” In nome di un’Italia che ha faticato per i suoi diritti. Ricordiamoci oggi 2 Giugno, festa della Repubblica, di non smettere mai di lottare per i nostri diritti e di adempiere ai nostri doveri.

Per il futuro

Votare è un nostro diritto e non dimentichiamoci di farlo. Domenica 8 giugno e lunedì 9 giugno ci saranno i referendum popolari abrogativi su 5 questioni fondamentali per il nostro Paese. Siamo noi tutti chiamati a decidere in materia di cittadinanza e lavoro. Un’occasione giusta per ricordarci che la sovranità appartiene al popolo ed esercitarla.

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