Giugno è stato il mese del Pride Month, una ricorrenza internazionale che si celebra dal 1 al 30 giugno di ogni anno, dal 1970, data della sua istituzione. Questa manifestazione serve a sottolineare l’importanza dei diritti della comunità LGBTQIA+, ma soprattutto ha come obiettivo il pieno raggiungimento dei diritti delle persone omosessuali.
Ma come nasce il mese dell’orgoglio LGBT?
Ovviamente da una rivolta, o meglio, un moto, i moti di Stonewall.
I moti di Stonewall rappresentano la nascita del movimento di liberazione gay, ma soprattutto rappresentano una comunità esausta che nel 1969 decise di ribellarsi.

Le incursioni nei bar gay erano frequenti da parte della polizia, che molto spesso oltre a trovare delle scuse che giustificassero l’arresto di persone omosessuali, pubblicavano sui giornali le generalità di questi.
Prima del 1969 però, nonostante le posizioni prese dal movimento omofilo, mai si giunse ad una protesta di tali dimensioni, ma c’è una spiegazione per la data del 28 giugno del 1969, è tutto parte da una rivendicazione dell’orgoglio gay, l’aver preso parte alla guerra in Vietnam. Era dunque nell’aria in quel periodo che le minoranze avessero voglia di rivendicare la loro identità.
Inoltre, un altro episodio che ha innescato la scintilla per i moti è stata la morte di Judy Garland, importante icona in cui si identificavano molti appartenenti alla comunità gay. Uno dei motivi dunque fu l’essere, da parte di manifestanti, ancora scossi emotivamente le sere dei moti.
I moti di Stonewall però rappresentano non soltanto una lotta per i propri diritti, ma anche una lotta politica, perché si vanno a distanziare da quelle che erano le proteste messe in campo negli anni precedenti.
Cosa successe dopo?
I moti rappresentarono l’inizio di una serie di proteste e movimenti che si susseguirono in tutto il mondo, in Nuova Zelanda, in Canada, in Australia, nel Regno Unito, e dal 1971 anche in Italia.
In onore ai moti di Stonewall, la principale organizzazione del Regno Unito per i diritti omosessuali si chiama appunto Stonewall.
Nel 1999 sono arrivati i primi riconoscimenti ufficiali, infatti la loro presidente statunitense e Bill Clinton, dichiaro l’anniversario dei moti di Stonewall. Nel 2011 invece, Barack Obama estese il mese dell’orgoglio omosessuale a tutta la comunità LGBTQIA+.
In Italia invece?
In Italia il primo Pride si è celebrato nel 1994, e da questa data tante città, grandi o piccole hanno iniziato a sposare l’iniziativa del Pride.
Quest’anno infatti oltre 50 città italiane hanno deciso di organizzare il Pride, si pensi a Genova, Torino, Venezia, Napoli, Roma e tantissime altre città d’Italia.
La particolarità di quest’anno è che il Pride in Italia si protrarrà fino ad ottobre, infatti l’ultimo appuntamento è il 12 ottobre ad Aosta (con un pizzico di orgoglio campano rivendichiamo anche che la penultima città in cui si farà il Pride sarà a Torre del Greco, il 14 settembre).
Alla luce di questo articolo ragazzi, agitatevi, ribellatevi sempre quando qualcosa vi sembra ingiusta, è così che abbiamo ottenuto i diritti di cui godiamo.

