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Quando i malori colpiscono i calciatori: la salute non è un gioco

Negli ultimi anni sono stati sempre più frequenti i casi di malori per i calciatori: alcuni si sono fortunatamente ripresi, mentre altri sono andati incontro ad un tragico destino. L’ultimo caso ha avuto come protagonista Rodrigo Bentancur, centrocampista del Tottenham: lo scorso 8 gennaio, durante la partita contro il Liverpool, l’ex Juve ha perso i sensi al settimo minuto del primo tempo. Tuttavia, uscendo dal campo, il calciatore aveva già parzialmente rassicurato i tifosi alzando il pollice dalla barella e ad oggi le sue condizioni di salute sono ottimali.

Malori e calciatori: i casi di Astori ed Eriksen

Era il 4 marzo del 2018 quando ci giunse la notizia della morte nel sonno di Davide Astori, capitano della Fiorentina, che avrebbe dovuto disputare il match contro l’Udinese. Più “fortunato” Christian Eriksen, che subì un arresto cardiaco in campo nel 2021 durante la partita Danimarca-Finlandia: sono state fondamentali le manovre di primo soccorso che hanno salvato la vita del centrocampista danese. Adesso Eriksen gioca in Premier League, dove è possibile usufruire del defibrillatore sottocutaneo, non ammesso, invece, in Serie A.

Edoardo Bove e lo spavento durante Fiorentina – Inter 

Il 1 dicembre scorso, Firenze ha rivissuto momenti di angoscia: al 17’ minuto di Fiorentina-Inter, Edoardo Bove si è accasciato a terra e ha perso i sensi. L’ambulanza è arrivata  subito in campo per portare il calciatore all’ospedale Careggi, dove è stato ricoverato in terapia intensiva: dopo nove giorni si decide, come nel caso di Eriksen, di installare un defibrillatore sottocutaneo. Questo evento, per fortuna, sarà presto solo un lontano ricordo per Bove, la cui grinta ed energia sono da ammirare: il centrocampista ventiduenne ha ribadito di voler ritornare a giocare presto e il suo amore per il calcio lo porterà in qualche campionato estero, dove gli sarà offerta la possibilità di coltivare ancora il suo sogno

Giovani e sportivi: cosa manca ai calciatori?

Nessuno probabilmente assocerebbe i problemi di salute a dei professionisti che dedicano la propria vita allo sport e  che seguono una certa alimentazione. Queste vicende, infatti, non fanno altro che lasciarci degli interrogativi: cosa bisognerebbe fare per evitare drammi del genere? È possibile fare qualcosa? Aumentare i controlli ed essere ancora più scrupolosi è necessario, anche perché, la salute è, come diceva Gandhi:

 «La vera ricchezza e non pezzi d’oro e d’argento».

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